La Design Week non è solo un happening modaiolo popolato da influencer e trend setter, ma anche un’occasione per discutere di innovazione. È il caso dell’evento “Innovazione nel design”, organizzato presso il flagship store Brompton Junction di Milano da Altair Engineering, una società ingegneristica USA che ha al suo attivo un corposo portfolio di prodotti software per la simulazione progettuale. Si tratta, in pratica, di programmi che si usano nella fase di progettazione di un prodotto per simularne le caratteristiche (resistenza, deformabilità, interazione fra le parti eccetera) prima di avere a disposizione un prototipo reale. In questo modo, i progettisti e i designer possono apportare modifiche migliorative fin dalle primissime fasi di sviluppo.

La società, fondata da un gruppo di ingegneri con lunga esperienza nel settore automotive, ha progressivamente allargato il suo target e oggi può fornire i suoi software, e tutta una serie di servizi collegati di consulenza (dal training all’assistenza ai clienti nella fase progettuale), anche ad aziende di dimensioni medie o piccole, come quelle che in larga maggioranza compongono il tessuto industriale italiano.

Non per niente Altair, che conta 82 uffici nel mondo, ne ha ben tre in Italia: la sede principale a Torino, una a Milano in zona Bovisa Politecnico e una a Vicenza, dove la società ha acquisito una software house italiana che produce un CAD specializzato per l’utilizzo nel settore style & fashion (gioielli, calzature eccetera).


Giulio Turinetti, Tech Director di Altair

L’icona della bici pieghevole

Gli amanti della bici conoscono bene la Brompton, una bicicletta davvero iconica: caratterizzata dalle ruote piccole e soprattutto dal fatto di essere completamente pieghevole, tanto da avere, da chiusa, un ingombro poco maggiore di quello della sua stessa ruota, questa bicicletta progettata originalmente circa 40 anni fa è ancora costruita quasi interamente a mano.

Ma la progettazione, beh quello è un altro discorso. I tecnici della Brompton infatti utilizzano i software di Altair, e in particolare l’Altair Inspire Platform, per progettare nuove versioni del telaio, nuovi particolari ottimizzati, e nuovi modelli di bicicletta – come la recentissima, e non ancora in vendita in Italia, Brompton Electric a pedalata assistita.

La piattaforma Altair permette ai progettisti Brompton di partire da progetti realizzati con i più noti programmi CAD per la meccanica e procedere alla verifica delle caratteristiche e della funzionalità dei pezzi, consentendo inoltre di modificarli e ottimizzarli dal punto di vista della resistenza, del peso, della fabbricabilità, dell’interazione con altri pezzi, della fluidodinamica, dell’elettromagnetismo, e dell’estetica. Durante una sessione live demo abbiamo potuto vedere il software al lavoro su alcuni esempi concreti (tendicatena, freni, eccetera) di parti di nuovi modelli Brompton.

Insomma, con il software Altair è possibile “provare” su strada una bicicletta quando essa è ancora solo allo stato di progetto nella memoria di un computer.

Il design simulation-driven

Giulio Turinetti, Technical Director di Altair Italia, durante una sessione di demo ha definito questa metodica di sviluppo, permessa dai software dell’azienda americana, “Simulation-driven design”.

I vantaggi di un tale approccio alla progettazione sono ovvi, sia dal punto di vista della riduzione dei costi per test e prototipi, sia in termini di velocizzazione e ottimizzazione del processo che, partendo dalla progettazione, porta al prodotto finito.

Altri vantaggi si possono ricavare dall’utilizzo della gamma di servizi forniti da Altair, che non solo è in grado di assistere il cliente non solo nel migliore utilizzo della sua piattaforma software, ma può anche offrire un supporto ingegneristico efficace su tutte le fasi della progettazione di un prodotto, dall’ideazione all’ottimizzazione, fino alla definizione dei processi produttivi, compresi quelli di tipo additivo. Servizi che potrebbero mitigare il problema della cronica mancanza di ingegneri che affligge da tempo le PMI italiane.

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