Siemens punta tutto su Infrastrutture e Digitale e avvia lo scorporo della divisione Gas & Power

Siemens prosegue nel suo percorso di riorganizzazione aziendale mirato a raggiungere gli obiettivi di crescita sostenibile (aumentando di due punti percentuali nel medio termine sia il tasso di crescita annuale del fatturato che il margine di profitto dell’attività industriale dell’azienda) focalizzandosi sui settori che considera maggiormente dinamici. Lo farà puntando sulle due nuove Operating Companies dedicate a Digital Industries (DI) e Smart Infrastructure (SI). Queste due realtà “costituiranno il futuro nucleo industriale di Siemens”.

Siemens Gas & Power sarà invece scorporata per poter essere gestita in maniera separata. Questa Operating Company – che comprende le attività nell’Oil & Gas, la produzione di energia convenzionale, la trasmissione di energia e i servizi connessi – diventerà una società indipendente e sarà dotata di libertà imprenditoriale attraverso un’operazione di carveout e una successiva quotazione in borsa (spin-off).

Sono queste in sintesi le mosse approvate dal Supervisory Board del colosso tedesco come elementi fondamentali della strategia Vision 2020+ di Siemens.

Focalizzata, rapida e camaleontica

“Il successo della nuova generazione di Siemens sarà determinato da nuovi fattori. Business ad ampio spettro e dimensioni e un approccio universale cederanno il passo ad attività focalizzate, veloci e adattabili. In questo modo garantiremo il successo sostenibile delle nostre aziende nell’era della quarta rivoluzione industriale digitale, in cui questi nuovi fattori sono cruciali per competere”, ha dichiarato Joe Kaeser, Presidente e CEO di Siemens AG.

L’AD ha sottolineato che Siemens sta ponendo le basi per il futuro oggi, in un momento in cui si trova in una “posizione di forza” sul mercato. Nei mercati in crescita dell’automazione, della digitalizzazione industriale e delle infrastrutture intelligenti, Siemens vuole crescere in modo significativo ed espandere ulteriormente la sua posizione di leader.


L’impatto sull’occupazione

Il Supervisory Board sostiene all’unanimità le misure di riallineamento proposte da Kaeser. “È la cosa giusta da fare; è necessario e coraggioso innescare i cambiamenti pianificati quando l’azienda sta andando bene. Il Supervisory Board supporta il Consiglio direttivo nell’ulteriore implementazione del concetto di strategia Vision 2020+ sotto la guida di Joe Kaeser”, ha dichiarato Jim Hagemann Snabe, Presidente del Consiglio di sorveglianza di Siemens AG.

I rappresentanti dei dipendenti del Supervisory Board hanno però anche detto di sentirsi particolarmente “responsabili” per i dipendenti che saranno coinvolti in questo momento di cambiamento strutturale.

L’impatto complessivo della ristrutturazione sui posti di lavoro sarà positivo. Complessivamente Siemens prevede la creazione di 20.500 nuovi posti di lavoro entro il 2023, a fronte di circa 10.400 esuberi. Il saldo netto sarà pari a circa 10.000 nuovi posti di lavoro in tutto il mondo.


A sua volta Birgit Steinborn, presidente del Central Works Council di Siemens, ha spiegato: “I rappresentanti dei lavoratori concordano con il piano per lo scorporo della divisione Gas & Power e supportano la strategia di crescita del management. Ci troviamo ora di fronte a una trasformazione fondamentale dell’azienda. Ci aspettiamo che le competenze dei dipendenti siano mantenute in azienda e sviluppate o ampliate per quanto riguarda la digitalizzazione. Questi obiettivi possono essere raggiunti attraverso misure di riqualificazione e di priorità nel momento in cui si andranno ad assumere persone per le nuove posizioni che sono state annunciate. Il fondo concordato offre buone opportunità per farlo”.

Come crescerà Digital Industries

Su Digital Industries Siemens ha le idee chiare: rafforzare le proprie attività nel campo della digitalizzazione industriale ed espandere le proprie quote di mercato crescendo del 25% più velocemente del mercato.

L’azienda quindi ha annunciato che saranno assunti in tutto il mondo fino a 12.000 nuovi dipendenti, principalmente nella produzione, nella ricerca e sviluppo e nelle vendite.

La redditività sarà ottimizzata, ad esempio, attraverso l’integrazione di due precedenti divisioni, il miglioramento dei processi interni in settori quali la logistica, il controllo semplificato e l’aumento dell’utilizzo del proprio portafoglio di software industriale.

Contemporaneamente ci saranno 4.900 esuberi. Il saldo netto delle operazioni prevede – a fronte di oneri di ristrutturazione pari a circa 300 milioni di euro – circa 7.000 posti di lavoro aggiuntivi entro il 2023.

“L’obiettivo chiaro di Digital Industries è superare la crescita complessiva del mercato, anche in condizioni di mercato caratterizzate da maggiore volatilità, e di continuare a svilupparsi all’interno della sua fascia target del 17-23 per cento. Inoltre, dobbiamo diventare più flessibili. Queste misure garantiranno la redditività di cui abbiamo bisogno per continuare ad investire in mercati e tecnologie orientate al futuro”, ha dichiarato Klaus Helmrich, CEO di Digital Industries.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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