Italia leader nell’elettronica di potenza, a Genova mille esperti a confronto per EPE ‘19

Dalle nuove possibilità di sviluppo delle energie rinnovabili alla modalità per poter trasportare l’energia su distanze molto lunghe, fino alle nuove tipologie di batterie, in grado di aumentare la capacità di immagazzinare energia. Sono tanti i temi al centro di EPE ‘19 ECCE Europe Conference la più importante conferenza annuale europea nel campo dell’elettronica di potenza e degli azionamenti elettrici, che si è aperta ai Magazzini del Cotone, nel Porto Antico di Genova.

Un appuntamento, in corso fino al 6 settembre, che torna in Italia dopo 28 anni di assenza grazie al lavoro svolto dall’Università e dall’IEEE – Institute of Electrical and Electronic Engineers, una delle principali associazioni internazionali di scienziati professionisti che annovera più di 420.000 membri in 150 nazioni, il cui obiettivo è la promozione delle scienze tecnologiche. L’edizione 2019, quindi, ha portato nel capoluogo ligure oltre un migliaio di scienziati, accademici e ricercatori di tutto il mondo, e le maggiori industrie del settore che hanno portato le loro novità tecnologiche.

Che cosa è e a cosa serve l’elettronica di potenza

La Power Electronics rappresenta uno dei rari casi in cui lo sviluppo e la crescita sono completamente compatibili con la salvaguardia dell’ambiente, uno dei temi più cari al nuovo corso politico italiano. Si tratta, infatti, di una tecnologia che è sinonimo di sviluppo sostenibile visto che, grazie al suo impiego si potrà soddisfare la sempre crescente necessità di energia. L’elettronica di potenza permette, ad esempio, di catturare le energie rinnovabili, come l’energia eolica e l’energia solare, e consentirà lo sviluppo della mobilità elettrica del futuro, favorendo la progressiva eliminazione dei combustibili fossili, sia nel trasporto che nel riscaldamento/raffreddamento.

“L’elettronica di potenza – spiega Mario Marchesoni, docente dell’Università di Genova e presidente di EPE 2019 – si diversifica da quella dei transistor e di quei componenti che rendono miniaturizzati gli strumenti di oggi, come i telefonini e i computer. Si tratta della cosiddetta macroelettronica che serve per gestire l’energia elettrica e che deve avere misure più grandi per poter dissipare il calore generato dal passaggio dell’elettricità. Questa tecnologia rientra, comunque, nella vita di tutti i giorni senza che ce ne accorgiamo, la troviamo nei condizionatori, nel frigorifero, nella lavatrice, oltre ad applicazioni consolidate come quelle per i treni che utilizzano questo tipo di componenti elettronici”.

La Power Electronics per migliorare il rendimento e ridurre gli sprechi

“Di tutta l’energia elettrica prodotta al mondo – spiega Marchesoni – almeno il 60% viene trasformata attraverso l’elettronica di potenza – prosegue – che permette di avere alti rendimenti. Se gestiamo un megawatt di potenza in certe applicazioni riusciamo ad avere il 99% del rendimento. Questo vuole dire che buttiamo via solamente 10 kilowatt. Questo è importante perché, ad esempio, nelle auto convenzionali abbiamo rendimenti del 10% o del 20% mentre il resto dell’energia viene dissipata in calore e poi buttata via”.

“Oggi solamente il 20% dell’energia utilizzata al mondo è energia elettrica – prosegue – e abbiamo un altro 80% per trasporto e riscaldamento ancora da riconvertire. Siccome andiamo verso un’economia decarbonizzata l’elettronica di potenza dovrà servire proprio a farci passare dal 20% di energia elettrica al 100% con uno sviluppo impressionante per questo tipo di tecnologie”.

Le nuove frontiere dell’elettronica di potenza, ecco i temi di EPE ‘19

“Il tema centrale della conferenza sono le nuove frontiere – prosegue Marchesoni – e i progressi che sono stati fatti nei vari campi e che permettono di sviluppare, ad esempio, batterie con maggiore capacità e minor costo, ma anche trovare nuove possibilità di immagazzinare energia. E poi parleremo anche di come sia possibile trasmettere l’energia elettrica tra distanze di migliaia di km, come sta avvenendo nel continente asiatico. Si tratta di che vengono continuamente spostate in avanti per migliorare questo processo di elettrificazione globale”.

Il programma di EPE ’19 ECCE Europe Conference è stato, quindi, strutturato in modo da consentire agli autori partecipanti di presentare gli ultimi risultati delle loro ricerche, con oltre 500 articoli, grazie a sessioni parallele articolate durante i giorni del congresso. L’evento è, inoltre, arricchito da sessioni plenarie durante le quali esperti di fama internazionale del mondo della ricerca e dell’industria danno il loro contributo sugli scenari attesi per i prossimi anni sul fronte energetico e dello sviluppo sostenibile. In particolare, l’Università di Genova ospita diversi tutorial, destinati ai giovani ricercatori, tenuti da scienziati di livello mondiale.

 

 

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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