Bonomi a Conte: “Investire su industria 4.0, ricerca e sviluppo, giovani ed economia circolare”

Evitare gli errori del passato, individuare le priorità, investire sul futuro. Sono questi i concetti chiave che Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, ha espresso oggi davanti a una grande platea di industriali raccolta al teatro della Scala in un messaggio indirizzato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, seduto in platea insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Bonomi ha fatto una lunga e complessa analisi dell’attuale momento economico e istituzionale, sollevando forti perplessità su diversi aspetti della politica economica emersi dalla recente nota di aggiornamento al DEF, dove c’è “nulla o quasi sulla spesa pubblica, più entrate per 7 miliardi e non abbiamo ancora capito come”. Bonomi si è appellato al presidente del consiglio Conte chiedendogli di “ripensarci”.

Evitare gli errori del passato

“Non è compito degli industriali sostituirsi ai partiti”, ha detto. “Ci siamo battuti per 28 mesi chiedendo alla politica di evitare errori. Errori che poi la politica ha fatto e che hanno accresciuto la gravità della frenata”.

Le richieste di Bonomi rispondono a una logica chiara: eliminare tutti gli sprechi di risorse che hanno impedito finora all’Italia di sfruttare la positiva congiuntura finanziaria. Il riferimento è alle politiche di Draghi, al quale Bonomi ha indirizzato un sentito ringraziamento (“Un grande Italiano”).

“Deficit e debito vanno ridotti non perché ce lo chiede l’Europa ma perché è primario interesse nostro”.


Non dobbiamo accontentarci di uno spread a 150, ma “dobbiamo puntare a uno spread che scenda a 70-80 punti”.

Priorità: poche, ma chiare

“L’Italia è ferma: chiediamo una legge di bilancio che dimostri che la lezione è stata compresa: non 27 o 39 proposte, ma tre cose essenziali, tre priorità per rilanciare l’economia”.

Bonomi non fa sconti a nessuno: critica quota 100 e reddito di cittadinanza, e chiede di riportare tutte le risorse, compresi gli 80 euro di Renzi, all’interno di un unico paniere da dedicare al taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori per il quale “ci vogliono 13-14 miliardi e non i 2 miliardi previsti nella Nadef”, ha detto Bonomi.

Portare la crisi dell’Automotive a Palazzo Chigi

Sulla crisi del settore Auto Bonomi è netto: “La crisi dell’Automotive rischia di diventare la vera crisi industriale dell’Italia. E’ importante che il nuovo ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli abbia preso in mano il dossier Automotive, ma è Palazzo Chigi il luogo in cui concentrare strategie e misure per scongiurare che si crei un gap che potrebbe diventare incolmabile con il resto del mondo”.

Industria 4.0 e Ricerca e Sviluppo

Su Industria 4.0 Bonomi ha detto: “Sulla più volte ribadita necessità di un ripristino integrale di industria 4.0 c’è poco da aggiungere: è il crollo degli investimenti avvenuto sotto il precedente Governo che ci ha trascinato di nuovo verso la recessione”.

I numeri parlano chiaro: “Dal secondo semestre 2016 al primo del 2018 abbiamo registrato una forte accelerazione degli investimenti in macchinari, attrezzature, impianti, proprietà intellettuale, con tassi di crescita compresi tra il 6 e il 9% su base tendenziale. Dal secondo semestre 2018 e con la riduzione di Industria 4.0 l’andamento degli investimenti è diventato di -0,4% nella seconda parte del 2018, e solo +0,4% nel primo semestre 2019”.

Ma Industria 4.0 non basta: “Serve non solo la conferma integrale di Industria 4.0, ma una scelta pluriennale di sostegno strutturale alla ricerca e allo sviluppo senza la quale non cresciamo nelle catene del valore e non risaliamo in termini di produttività”.

Sostenibilità generazionale, sociale e ambientale

Una svolta vera per Bonomi sarebbe creare una “vera Filiera-Futuro incentrata su lavoro, giovani, donne, tecnologia e sostenibilità”.

Una sostenibilità – spiega Bonomi – che deve essere generazionale, sociale e ambientale.

Green New Deal ed economia circolare

“In Italia la sostenibilità ambientale va interpretata in chiave di cambio di paradigma tecnologico e industriale”, ha detto Bonomi. “Con tutto il rispetto, il problema fondamentale italiano non è oggi sussidiare il sapone sfuso o la pasta alla spina nella grande distribuzione. Il problema numero uno nell’ambito non energetico è chiudere integralmente il ciclo del trattamento dei rifiuti, industriali e urbani. Rifiuti che continuiamo a esportare nel mondo pagando miliardi, quando non sono poi gestiti dalle ecomafie”.

La risposta sta in una misura specifica. “Sgravi quali l’ecobonus e il sismabonus nell’edilizia hanno mosso 28 miliardi di investimenti in 2 anni. Una misura analoga per la chiusura del trattamento del ciclo dei riifuti, a cominciare da quelli industriali, sarà in grado di mobilitare nelle stime oltre 10 miliardi di investimenti privati. Con occupati aggiuntivi stimabili tra le 15 e le 20 mila unità. Perché da noi mancano gli impianti necessari e avanzati per trattarli in sicurezza, i rifiuti. E quegli impianti vanno realizzati”.

 

Boccia: “Mettiamo 170 miliardi per le infrastrutture”

In Italia e in Europa “serve una politica anticiclica che faccia leva sulle infrastrutture, collegando territori, favorendo l’inclusione delle persone e generando lavoro”, ha detto Boccia, che poi ha lanciato due proposte “ambiziose ma realiste”.

La prima: “Iniziamo a usare le risorse già stanziate in Italia per le opere infrastrutturali che ammontano a per 70 miliardi. Apriamo i cantieri, usando il modello Genova, ma senza aspettare altre catastrofi”.

La seconda: “Proponiamo in Europa una grande operazione infrastrutturale transnazionale finanziata con eurobond da 1.000 miliardi, di cui 100 da destinare all’Italia, per generare milioni di posti di lavoro”.

Le due misure, sommate, metterebbero sul piatto 170 miliardi per collegare territori, includere le persone e generare lavoro.

Anche Boccia ha chiesto di mantenere il Piano Industria 4.0, specificando che “non è un’agevolazione per gli industriali, ma un fine che serve al Paese”.

 

Conte: “Strategia per l’innovazione a forte trazione green”

“E’ il momento della fiducia e del coraggio. La manovra sarà espansiva e di stimolo per la domanda e l’offerta”, ha risposto il presidente del consiglio Conte, che ha elencato i meriti della nuova linea economica del Governo. “Abbiamo sterilizzato le clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’IVA, una misura che avrebbe avuto un impatto importante sul PIL. Faremo una lotta all’evasione di lungo respiro, con l’incentivazione dell’utilizzo degli strumenti di pagamento tracciabili. Se tutti paghiamo le tasse, pagheremo meno. Ogni euro sottratto all’evasione sarà destinato alla riduzione delle tasse”, ha detto.

“Dobbiamo lavorare alle infrastrutture per la formazione, la scuola, la sanità e i trasporti. Non servono più risorse, ma sbloccare quelle già impegnate ed esistenti accelerandone la spesa. Vogliamo in particolare un piano per il Sud, che ha sofferto un aumento del divario territoriale”.

Conte ha poi detto che “Il piano Impresa 4.0 sarà confermato nell’ambito di una rinnovata strategia nazionale per l’innovazione a forte trazione green. Ci sarà poi la conferma del contributo per i manager dell’innovazione e del credito d’imposta per la formazione 4.0”, raccogliendo l’applauso degli imprenditori.

La sfida ambientale “è un pilastro dell’azione di questo Governo. Il Green New Deal sarà orientato al contrasto dei cambiamenti climatici e all’incentivazione dell’economia circolare”, ha detto. “Ci saranno due fondi di investimento per 50 miliardi su un orizzonte pluriennale per incentivare la rigenerazione urbana, la riconversione energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili”.

 

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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