Controllo accessi porto antico di Genova

Lampioni intelligenti che possono essere comandati a distanza ai quali sono collegati anche sensori in grado di misurare la qualità dell’aria, ma anche telecamere in grado di contare le persone presenti in una determinata area e valutare situazioni pericolose. Gli spazi del porto antico di Genova, infatti, da 9 mesi sono al centro della prima fase di sperimentazione della tecnologia 5G con un progetto che ha coinvolto Fastweb e Ericsson, con la collaborazione di Leonardo e di CNR ISPC.

Grazie alla maggiore velocità di trasmissione, alla minor latenza e alle migliori prestazioni date dall’infrastruttura 5G, quindi, è stato possibile mettere in campo servizi avanzati in ambito digitale rivolti alla cittadinanza, alle imprese e al mondo della pubblica amministrazione, in ambito sicurezza, turismo e smart city contribuendo a rendere smart e più sicura l’area aumentandone ulteriormente l’attrattività turistica e commerciale.

Sicurezza dell’area e controllo avanzato degli accessi

Un primo scenario applicativo ha riguardato il monitoraggio avanzato degli accessi all’area pedonale del Porto Antico, sviluppato grazie a Leonardo che fornisce le tecnologie per la sicurezza e la centrale operativa. Grazie alla velocità e alle prestazioni del 5G, flussi video ad altissima risoluzione vengono trasferiti in tempo reale da videocamere e sensori ad un data center, dove gli algoritmi di video-analisi basati su intelligenza artificiale permettono di calcolare il numero di persone presenti all’interno di un perimetro “virtuale” nell’area del Porto Antico, la loro densità in zone specifiche e, in prospettiva, di identificare situazioni e comportamenti pericolosi o anomali. Il tutto nel pieno rispetto della normativa sulla privacy.


Controllo densità persone e sicurezza 5G

Grazie alla velocità del 5G, flussi video ad altissima risoluzione vengono trasferiti in tempo reale al data center, dove gli algoritmi di video-analisi basati su intelligenza artificiale permettono di calcolare il numero di persone presenti all’interno di un perimetro “virtuale” nell’area del Porto Antico, la loro densità in zone specifiche e, in prospettiva, di identificare situazioni e comportamenti pericolosi. L’operatore della centrale operativa, è in grado di controllare in tempo reale lo stato di sicurezza dell’area, verificando situazioni pericolose di sovraffollamento, episodi di criminalità e di coordinare le risorse per gli interventi sul campo.

IoT e 5G per l’illuminazione e il monitoraggio ambientale

Nell’area del Porto Antico di Genova Ericsson, Fastweb e il Comune stanno sperimentando due applicazioni chiave in ottica smart city: la gestione remota degli impianti di illuminazione pubblica e il monitoraggio ambientale in tempo reale. In particolare, è stato realizzato un sistema che permette di gestire, regolare e rendere maggiormente efficiente la luminosità dei lampioni connessi in 5G e di intervenire immediatamente in caso di malfunzionamenti.

Illuminazione 5G

La piattaforma è in grado di controllare i lampioni e di mostrare i relativi dati su una dashboard accessibile via Internet. Con questo sistema è possibile non solo accendere, spegnere e variare la luminosità di una lampada ma anche ricevere alert a fronte di malfunzionamenti e impostare determinati scenari di efficienza energetica. Il sistema di smart lighting si basa sulla connessione alla piattaforma IoT di Ericsson, a cui è connesso anche un sistema avanzato di Environmental Monitoring. Attraverso l’installazione di sensori, device e sonde connessi alla rete 5G, è possibile monitorare la qualità dell’aria del Porto Antico ed essere informati dell’eventuale superamento di soglie predefinite

Rete 5G e realtà aumentata per un turismo più smart

Un’attività di sperimentazione del 5G, inoltre, ha lasciato gli spazi del Porto Antico per dare vita a un processo di virtualizzazione di alcuni spazi di Palazzo Rosso, uno degli edifici storici di Genova. Grazie alla collaborazione con CNR ISPC e i Musei di Strada Nuova, l’intero percorso museale è stato mappato con panorami a 360°, utilizzando la stereoscopia su visore VR, garantendo così una modalità di visualizzazione estremamente realistica ed immersiva che permette all’utente di apprezzare la spazialità degli ambienti e la loro profondità.

L’intero percorso esperienziale si conclude con un video 3D, che racconta in sintesi le tappe del lungo processo di trasformazione di un palazzo storico, che da residenza privata diventa museo pubblico. Grazie alle nuove tecnologie su base 3D, è stato così possibile far rivivere affreschi perduti, ambienti originali con i loro arredi, stucchi, decori, ma anche immergersi all’interno dei dipinti esposti nelle sale, per guardare oltre la tela e scoprire la ricchezza di un patrimonio ancora tutto da conoscere e valorizzare.

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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