Export, il rilancio nel 2021: si attende un balzo del +9,3%

Un cauto ottimismo aleggia tra gli esperti che, considerando uno scenario di maggior contenimento della pandemia, prospettano un dato totale del -11,3% nell’export per fine anno, con una crescita del +9,3% prevista per il 2021. Tuttavia, non sono da trascurare nelle previsioni i possibili scenari di peggioramento della situazione sanitaria o di rallentamento, che potrebbero limitare o frenare il rilancio. Le analisi sono contenute nel nuovo report export Sace – società del gruppo Cassa depositi e prestiti intitolato “Open Again”, presentato in un evento al quale hanno partecipato anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

L’obiettivo: individuare le strategie per il rilancio dell’export

Il report si pone nell’ottica di fornire una bussola per le imprese per l’export, un ambito che si rivelerà cruciale per la ripresa dopo la crisi dettata dalla pandemia. I dati attuali che emergono da “Open Again” non sono certo positivi, ma sul 2021 gli analisti prevedono un miglioramento.

Il presidente di Sace Rodolfo Errore spiega: “Col nostro rapporto forniremo la bussola per sostenere le imprese evidenziando spazi di crescita e opportunità su un orizzonte previsionale di quattro anni. Dobbiamo cogliere gli spunti che arrivano anche dal recovery plan, per trasformare l’Italia in un terreno fertile per la crescita delle imprese”. Con una rassicurazione: “Non ci sono pregiudizi politici verso gli imprenditori italiani, nei tavoli emerge il valore e il mondo sta aspettando la ripartenza del Made in Italy”.

Il ministro Gualtieri: “Fiducia per la ripartenza”

Cautamente positivo il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, i cui auspici sono “legittimamente ottimisti. È importante affrontare in questa fase in cui progettiamo la ripartenza i temi dell’export e del commercio internazionale, settori strategici”. Il ministro precisa: “La crisi ha pesato sull’export ma c’è anche fiducia che il Paese sia nelle condizioni per ripartire. Il dato odierno di Istat sulla produzione industriale di luglio conferma la ripresa dell’attività produttiva, un incremento mensile del 7,4%, più del doppio rispetto alla previsione”.

Il ministro poi ha ricordato le azioni intraprese dal Governo, citando tra le altre misure il Fondo di promozione integrata nel DL Cura Italia, i contributi a fondo perduto del DL Rilancio, oltre all’attribuzione a Sace con il DL Semplificazioni del ruolo di supporto al finanziamento privato per i progetti di transizione legati al Green Deal europeo, fino a 2 miliardi e mezzo di euro.

Le previsioni di Sace

Relativamente all’analisi contenuta nel report, importante anticipare che lo choc legato alla pandemia si è innestato su un quadro caratterizzato da tensioni, come quella tra Usa e Cina, la Brexit e crisi sociopolitiche nel Medio Oriente. Il lockdown provocato dall’epidemia di coronavirus ha portato a una situazione eterogenea e incerta, attualmente alcune economie sono ripartite ma ci sono Paesi che ancora stanno affrontando l’emergenza sanitaria.

Alessandro Terzulli, Chief Economist di Sace, ha presentato gli scenari individuati nel report: “Lecito attendersi che se la pandemia si ridurrà significativamente e le politiche economiche risulteranno efficaci, nel 2021 ci potrà essere un recupero pressoché completo. In questo  scenario l’export tocca il -11,3% a fine 2020, ma la ripresa nel 2021 porterà a una crescita del +9,3%, con ripercussioni positive anche per gli anni successivi”.

Non sono state previste però solo rosee prospettive, il report analizza anche scenari avversi, con dati peggiorativi. La prossima settimana usciranno i dati Istat relativi all’export di luglio. Terzulli spiega che “ci si aspetta un -7,5%”, nel contesto di un primo semestre segnato dal -15,3%, ritenuto “coerente con la previsione Sace di chiudere l’anno con -11,3%”.  Il confronto è positivo se rapportato ai dati di altri Paesi europei, come Francia e Spagna, che hanno segnato percentuali meno positive.

Settori e Paesi

Tra i settori più in difficoltà, il turismo, la moda, l’automotive. Migliori le prospettive per il settore chimico, trainato dal comparto farmaceutico, e i beni agricoli perché quest’anno non ci sono stati blocchi drastici e la spesa ha tenuto anche in periodo di crisi.

All’estero risultano particolare dinamici i mercati tedesco e nordamericano, primo e terzo mercato dell’export italiano. Resilienti anche i Paesi CSI e asiatici, ripartiranno velocemente in particolare Cina, Corea Sud e Giappone, ma anche il Vietnam. Diverso il discorso per Sud America e Africa Sub Sahariana, per cui la caduta dell’export è stata forte. Inoltre, in Sud Amercia i contagi ancora rapidi e in Africa non è possibile prevedere se ci sarà una diffusione rapida della malattia.

Di Maio: “Pronto il Portale unico internazionalizzazione”

Il ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio ha preannunciato il lancio, fissato al 18 settembre, del Portale unico per l’internazionalizzazione (disponibile all’indirizzo export.gov.it). Di Maio ha spiegato che si tratta di “uno strumento utile per le aziende”. Il countdown è stato lanciato ieri, quando il ministro con il premier Conte ha partecipato alla tappa romana del roadshow nazionale dedicato alle imprese locali.

Nel suo intervento Di Maio ha spiegato che per il Patto per l’export sono stati stanziati due miliardi di euro e che si sta già lavorando “con anticipo al piano nazionale per la ricostruzione e la resilienza”. L’Italia, commenta Di Maio “ha bisogno di collaborazione internazionale e non di guerre commerciali. La Farnesina ha lavorato per sostenere l’export nel modo migliore, per mantenere aperte frontiere per nostre merci denunciando le discriminazioni. Guardando oltre l’emergenza, abbiamo definito nuove linee strategiche”. In quest’ottica, “consolati e ambasciate saranno sempre di più casa delle imprese italiane nel mondo”

 

La crescita per PMI e grandi imprese

In conclusione, si è svolta una tavola rotonda tra Pierfrancesco Latini, AD di Sace, Oscar Farinetti fondatore di Eataly e Alessandro Profumo AD di Leonardo. Latini ha sottolineato che l’obiettivo di Sace è “sostenere la competitività e la crescita dell’ecosistema di PMI con soluzioni diversificate che rafforzano capacità di crescita delle aziende o agendo direttamente su imprese più piccole con prodotti assicurativo-finanziario (come le garanzie per facilitare l’accesso credito, per esempio) oppure indirettamente sostenendo impese medio-grandi che muovono l’indotto e trainano catene fornitori”. Parlando della situazione, Farinetti ha commentato che “il 2020 è un anno terribile per molte imprese. Ci aspettiamo di riprendere, siamo pronti per affrontare il 2021 con forza. Siamo convinti non appena ci sarà il vaccino potremo ripartire alla grande”. Profumo ha sottolineato, riguardo all’Italia: “Abbiamo la capacità di gestire le avversità”.

Il report è disponibile qui.

Nicoletta Pisanu

Giornalista, collabora da anni con testate nazionali e locali. Laureata in Linguaggi dei Media e in Scienze sociali applicate all'Università Cattolica di Milano, è specializzata in cronaca.

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