Snapdragon Ride, la guida autonoma secondo Qualcomm

Snapdragon Ride sta in una scatola di 26 centimetri per 20, alta 6 centimetri e mezzo, il volume di una vecchia autoradio. Quella scatola riceve, elabora, trasmette le indicazioni all’auto senza pilota  per la circolazione nel traffico. Il sistema ci dice sempre dov’è il nostro mezzo, dove sono gli altri, quale e dov’è la nostra destinazione e quando arriveremo. Tenendo conto di tutti gli imprevisti che possono accadere nel traffico, “sia che ti trovi in un canyon sia che stai in garage” ha detto Thomas Danneman, Direct product marketing di Qualcomm, presentando la piattaforma.

Snapdragon Ride è un prodotto di Qualcomm (da: “Quality comunications”), azienda nata in California a metà degli anni ’80 impiegata come centro di ricerca e sviluppo per progetti legati al governo e alla difesa, e poi cresciuta molto e velocemente sull’onda di acquisizioni e nuove realizzazioni. La società ha dichiarato nel 2020 ricavi a 23,53 milioni, in calo rispetto al 2019 ma superiori al 2018. Il margine operativo lordo è passato da 2,30 milioni nel 2018 a 7,648milioni nel 2020. Ha aumentato il patrimonio (circa 6 milioni nel 2020) e in due anni ha raddoppiato gli investimenti (5 milioni e mezzo nel 2020). La partita di Qualcomm, ad oggi, è la riapertura dell’accordo commerciale con Huawei per la fornitura di chip per smartphone, dopo la cessazione del bando commerciale Usa-Cina, eredità ora postuma della presidenza Trump.

La guida autonoma con Snapdragon Ride

Thomas Danneman ha presentato Snapdragon Ride: il “cervello” di un sistema di guida senza conducente; una ricerca che impegna Qualcomm dal 2002 con i primi sistemi per la guida autonoma, sempre più perfezionati ed aggiornati. Di pochi mesi fa la conferma della collaborazione con General Motors per nuovi sistemi a guida autonoma.

Il nuovo prodotto è una soluzione scalabile e aperta che include altre applicazioni della stessa casa: Snapdragon Ride Safety, Snapdragon Ride Safety Accelerator e Snapdragon Ride Autonomous Stack. Serve “a rendere il traffico più intelligente”: il sistema è già stato testato, anche di notte, sulle freeway di San Diego. Sei telecamere piazzate sulla vettura “guardano” e misurano tutto ciò che sta nella visuale, e 4 sensori tracciano costantemente la propria posizione nel traffico cittadino o extraurbano.

La vettura è sempre localizzata, rispetto agli altri veicoli e alle vie di comunicazione, con dati che vengono rilevati, comunicati, trattati e restituiti in tempo reale ai sistemi che muovono la vettura . Che introduce l’età in cui 5G, intelligenza artificiale, Edge e Cloud rendono possibile la guida autonoma, in un sistema in cui il traffico è già direzionato e prestabilito nelle vie di partenza e arrivo, e nel muoversi per strada “è importante – ha detto il manager marketing di Qualcomm – essere sicuri che l’auto si comporti come te l’aspetteresti se fosse guidata da un essere umano”. Che tenga insomma conto di tutti gli imprevisti: anche del bambino che esce in strada ad inseguire la palla. Gli elementi di una vettura a guida autonoma così innovativa rispetto a quella che guidiamo ogni giorno sono la tecnologia, una cabina di guida completamente digitalizzata, la connettività, i sistemi di sicurezza.

Snapdragon Ride è ottimizzata sul fronte energetico ed è composta da una CPU multicore, NPU (elaboratori di intelligenza artificiale), GPU (elaboratori grafici) e non richiede un sistema di raffreddamento a liquido ma ad aria, riducendo così i costi di produzione, installazione e manutenzione.

I servizi Car-to-Cloud permettono di aggiornare il sistema di bordo via OTA (Over The Air); la piattaforme Automotive Cockpit  fornisce servizi e strumenti avanzati per la guida in strada. La “messa in strada” di veicoli dotati dell’intelligenza di Snapdragon Ride è prevista per il 2023.

L’accordo con Huawei (senza 5G)

Recentemente il Governo USA ha rimosso il “ban” (il bando) all’esecuzione di accordi commerciali già presi o da prendere con aziende cinesi. Questo dà il via libera alla licenza speciale che autorizzava Qualcomm a vendere i propri prodotti legati alla tecnologia mobile a Huawei.

I chip però potranno essere compatibili solo con la tecnologia mobile del 4G, non con quelle del 5G, per la quale rimane attiva la limitazione stabilita dalla passata amministrazione Trump. Secondo alcuni analisti la licenza Qualcomm avrebbe però un “impatto limitato” proprio perché copre solo i chip 4G mentre i consumatori stanno passando ai nuovi dispositivi 5G.

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Diego Buonocore

Laureato in Giurisprudenza, giornalista professionista dal 1996. E’ stato per molti anni caporedattore di importanti emittenti televisive del NordEst d’Italia. Inviato, collaboratore di televisioni nazionali, autore di documentari e reportage. Collaboratore di molte testate giornalistiche, tra cui “NordEst Europa”, “Il Sole 24 Ore”, “Pagina 99”, è consulente in materia di welfare aziendale e di incentivi ed agevolazioni per enti ed imprese.

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