Robotica nella produzione flessibile, da Horizon 2020 una call per assegnare 248 mila euro a 15 progetti europei

Pensare alla manifattura agile attraverso progetti altamente innovativi come, per fare un esempio, il robofacturing ovvero la razionalizzazione della produzione partendo dalla centralità del robot e non più dell’operatore umano. Idee che ben rappresentano l’obiettivo della seconda open call promossa da Digital Innovation Hub² (DIH²), network europeo nato nell’ambito del programma Horizon 2020 per la robotica nella produzione flessibile, il cui riferimento italiano è Create-DIH, il Consorzio di Ricerca per l’Energia, l’Automazione e le Tecnologie dell’ Elettromagnetismo (Create), di cui fanno parte diversi atenei meridionali.

Il consorzio, che si avvale della partnership dei laboratori di robotica Prisma e del centro Icaros dell’Università di Napoli Federico II, supporterà per la seconda open call le aziende dell’ecosistema nazionale che intendono accedere ai finanziamenti e usufruire dei servizi offerti dal network europeo in termini di competenze e attrezzature.

L’iniziativa sarà presentata dal Consorzio di Ricerca Create-DIH insieme al Campania DIH, il digital innovation hub campano di Confindustria, nel corso di un webinar previsto il 6 maggio 2021 alle ore 15.00.

Al webinar i professori dell’Ateneo federiciano Bruno Siciliano e Luigi Villani, in qualità di rappresentanti del Create-DIH, insieme allo staff tecnico spiegheranno ad aziende produttrici, integratori di sistemi operanti nel campo della robotica e dell’IoT le potenzialità e le opportunità connesse alla partecipazione a un progetto che offre finanziamenti, risorse umane e tecnologie come potenti acceleratori verso l’innovazione.

Il quadro europeo: solo due PMI ogni cento usano tecnologie avanzate

Le piccole e medie imprese manifatturiere costituiscono una larga parte del panorama industriale europeo. Secondo uno studio, meno del 2% delle aziende di queste dimensioni, utilizza tecnologie avanzate come la robotica o l’intelligenza artificiale. L’incapacità dei produttori di reagire e adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e alle esigenze dei clienti costituisce un problema diventato ancora più radicale in un contesto pandemico che ha trasformato le nostre abitudini di consumo in modo repentino e imprevedibile.

Per questo, si è reso più che mai necessario implementare processi di produzione agili che, ad oggi, scontano vincoli economici e mancanza di conoscenze tecniche. Il DIH², un insieme di 25 Digital Innovation Hubs tra cui il Create-DIH, ha accolto la sfida di guidare le PMI locali nell’adozione di tecnologie di produzione agile che includono, in particolare, la robotica e l’automazione. Il fine è generare innovazione e massimizzare la produttività per oltre 300.000 PMI e mid-cap in tutta l’Unione Europea. L’ambizione del progetto è di espandere la rete DIH² e arrivare al traguardo di 170 DIH entro il 2022.

“La commissione europea insiste molto sul concetto dei digital Innovation hub – spiega Bruno Siciliano, direttore del centro Icaros dell’Università Federico II di Napoli e responsabile del programma di ricerca in robotica del Create – e la prova è che nel testo della prima call del nuovo programma quadro di Horizon Europe per Digital, Industry and Space, che vede riunita robotica, intelligenza artificiale e big data, c’è un riferimento esplicito al fatto che i progetti di ricerca devono fare sinergia con le iniziative regionali e i digital innovation hub. Noi siamo coinvolti in due dei 5 progetti legati ai digital innovation  hub e questo, il Digital Innovation Hub², rivolto all’agile manufacturing, è il più grande. Oltre a questo siamo anche all’interno di RIMA che riguarda robotics inspection and maintenance, ovvero più il tema dei Droni robot, sia per ispezione e manutenzione dei siti industriali, come gasdotti o oleodotti, e di strutture civili, come ponti e viadotti”.

Digital Innovation Hub²: 248 mila euro a 15 progetti

Se per la prima edizione del progetto erano stati finanziati 11 esperimenti condotti da mini consorzi, formati da almeno un’azienda manifatturiera (end-user) e un system integrator, provenienti da 9 paesi europei, nella seconda edizione, verranno selezionate 15 “esperimenti di trasferimento tecnologico“. I vincitori riceveranno un finanziamento complessivo a fondo perduto di 248.000 euro, il supporto tecnico per l’esecuzione dell’esperimento, corsi di formazione e un programma dedicato di accelerazione per la commercializzazione della soluzione grazie al mercato digitale della robotica Robotics and Automation Marketplace (RAMP). Obiettivo che è reso possibile favorendo la sinergia tra le PMI e i fornitori di soluzioni in modo che entrambe le parti ne traggano beneficio.

Il professor Bruno Siciliano

“Questo è un progetto competitivo, ci saranno 15 proposte finanziate – prosegue Siciliano – e l’auspicio è che ce ne possano essere tre o quattro finanziate dall’Italia. Il grosso tema relativo a DIH² è quello della manifattura agile ma, nel momento in cui si parla di questo non si deve pensare solo al contesto prettamente industriale o manifatturiero. Prendiamo, ad esempio, un settore che si è molto sviluppato a causa della crisi pandemica, come la logistica, che riguarda anche tutta la filiera della distribuzione, non solo industriale ma anche dei beni e dei servizi. Io mi aspetto che ci possano essere proposte anche su questo comparto che, nel momento in cui si estende il concetto di manifattura e se ne mette in evidenza l’agilità e la versatilità, andrà automaticamente a incorporare anche la logistica che è legata in qualche modo ai concetti di distribuzione”.

Il robofacturing e il “paradigma Ikea”

Ma tra gli esempi di quelli che possono essere i progetti di trasferimento tecnologico interessante e assolutamente innovativo nell’ambito della manifattura agile e di tutto quanto è collegato, c’è un tema che sta emergendo in quest’ultimo periodo e che riguarda il concetto di robofacturing.

“Si tratta di una razionalizzazione del tempo e del costo di assemblaggio dei prodotti – spiega Siciliano – andandone a ripensarne tutto il design. La maggior parte dei prodotti, infatti, ha sequenze di assemblaggio pensate per l’uomo mentre questa tecnica non si limita ad automatizzare un processo industriale di assemblaggio ma tende a ripensare l’intero concetto della produzione per l’uso in un contesto robotico o ibrido, con cobot e personale umano che lavorano assieme. Un concetto della produzione che deve iniziare dalla depallettizzazione del magazzino fino all’assemblaggio. Per adesso siamo a livello di investigazione, ma il tema è molto stimolante e, per questo motivo, ho dato la mia disponibilità al progetto portato avanti da una società in Germania, la Jungle, di cui la Federico II è partner”.

Un percorso che parte da un paradigma che può sembrare molto semplice, ovvero quello utilizzato dall’industria di arredamenti svedese Ikea, che disegna i propri prodotti pensando già alla distribuzione e al trasporto da parte dell’utente finale. “Qui non si tratta solo di automatizzare una linea di produzione dove ci sono cobot o robot e dove fino al giorno prima c’erano dei tecnici – sottolinea Siciliano – ma di ripensare al processo partendo dal design. Ikea disegna le linee sopratutto in funzione della distribuzione sia nei punti vendita che al singolo consumatore, e realizza un prodotto che è già pensato per essere distribuito, trasportato e assemblato. Se estendiamo questo paradigma alla manifattura allora dobbiamo ripensare tutto il processo a partire dal momento del design, che deve essere studiato in modo differente tra una manifattura, una robofattura, o qualcosa di ibrido. E penso che questo concetto possa avere un forte impatto anche a livello europeo”.

La presentazione il 6 maggio

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Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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