Industrial Security

Cyber Security OT: la manifattura connessa e normative sempre più stringenti alzano lo ‘scontro’: continuità operativa o protezione?



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La spinta inarrestabile verso la digitalizzazione e l’adozione di intelligenza artificiale e la necessità di proteggere infrastrutture operative eterogenee e spesso obsolete stanno portando a un cambio di passo nel modo in cui l’industria manifatturiere deve affrontare il tema della Cyber security OT. Mentre la continuità del business resta il mantra della fabbrica, la nuova ondata normativa europea, a partire dalla direttiva NIS2, sposta la responsabilità della sicurezza informatica ai vertici aziendali e lungo tutta la catena del valore…

Pubblicato il 10 ott 2025



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Il rischio cyber è ormai una minaccia concreta e in continua crescita per l’industria. Secondo i dati Clusit, gli attacchi informatici nel settore manifatturiero italiano sono passati da 9 nel 2020 a 41 nel 2023, con una gravità sempre più elevata: nel primo semestre del 2024, il 95% degli incidenti registrati in Italia è stato classificato come “critico” o “alto”. Questo scenario, confermato anche dal World Economic Forum che definisce i cyberattacchi come la principale minaccia tecnologica globale, fa da sfondo a un cambiamento normativo senza precedenti. Direttive e regolamenti come NIS2, DORA, Cyber Resilience Act e AI Act stanno ridisegnando il perimetro delle responsabilità. “Tutte queste norme hanno un tratto comune: attribuiscono la responsabilità diretta all’organo amministrativo e definiscono obblighi precisi su gestione dei fornitori, formazione e capacità di prevenire, rilevare e notificare gli incidenti”, spiega Alessio Pennasilico, membro del Comitato Scientifico del Clusit. Una rivoluzione copernicana che si scontra però con le dinamiche consolidate del mondo industriale.

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