Il campus di Aruba

È il più grande data center in Italia. Il quarto costruito in Italia da Aruba. La società specializzata in servizi internet ha aperto a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, il suo ultimo campus per l’archiviazione di dati, la gestione di siti e l’erogazione di servizi in cloud. L’impianto sorge nell’ex cotonificio Legler e occupa un’area di 200mila metri quadri. Quando sarà concluso, il campus di Aruba sarà strutturato con cinque data center. Al momento è stato costruito il primo, su un’area di 40mila metri quadri.

La struttura

Ogni data center è costituito da tre edifici. Il primo contiene il cuore dell’impianto, le sale dati con i rack e i server. Un corridoio a ferro di cavallo corre intorno alle data room. Ciascuna si estende per mille metri quadri e può ospitare fino a 1.200 server. La temperatura viene gestita attraverso due camere che corrono sotto e sopra la sala dati. Quella inferiore, alta due metri, contiene le infrastrutture di servizio e incanala l’aria fredda in griglie aperte sotto gli armadi. In questo modo la temperatura viene mantenuta intorno a 18-20 gradi. L’aria più calda viene raccolta da un camino che la disperde nella camera superiore, alta tre metri.

La sicurezza

Per accedere al data center il personale deve superare sei controlli di sicurezza. Una cancellata con dissuasori difende il data center dalle intrusioni di mezzi esterni. In successione, chi deve accedere alle sale dati passa attraverso doppie porte, come quelle delle gioiellerie, e accessi comandati da un abbinamento di pin e badge.

Un altro elemento che garantisce la sicurezza del data center è la garanzia di continuità nella fornitura di energia. L’impianto consuma 15 megawatt, di cui una parte viene prodotta da fonti rinnovabili. La struttura è coperta di pannelli fotovoltaici ed è alimentata anche da una centrale idroelettrica, costruita dall’ex cotonificio.

Il data center è costruito in base al principio della ridondanza. Ogni componente deve avere un corrispettivo, che subentra in caso di malfunzionamento. Una rete di fibra spenta collega Ponte San Pietro al Mix di Milano, lo snodo di interscambio degli internet provider più importante in Italia.


Il lavoro

Al momento Aruba impiega cento persone. Secondo Stefano Cecconi, amministratore delegato della società, in futuro il data center potrà occupare tra 500 e mille persone. La forbice è determinata dal numero di aziende che affideranno ad Aruba l’outsourcing completo dei servizi informatici e, quindi, richiederà un maggior numero di lavoratori. La compagnia sta cercando sistemisti e laureati in materie informatiche. La costruzione dell’impianto sarà completata entro 5-10 anni, anche in questo caso in base al ritmo con cui le aziende opzioneranno i servizi del data center.

Il campus di Aruba


Luca Zorloni

Cronaca ed economia mi sono sembrate per anni mondi distanti dal mio futuro. E poi mi sono ritrovato cronista economico. Prima i fatti, poi le opinioni. Collaboro con Il Giorno e Wired e, da qualche mese, con Innovation Post.

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