L’Italia dell’elettronica e dell’elettrotecnica cresce e investe

Più del 50% delle imprese del comparto Elettronica ed Elettrotecnica ha registrato nel primo semestre 2017 risultati migliori rispetto al secondo semestre del 2016 e il sentiment è positivo anche per le stime sull’intero 2017. Sono numeri incoraggianti quelli resi noti oggi dal Centro Studi di Anie, la federazione confindustriale che rappresenta 1.300 aziende che in italia operano nel comparto elettronico ed elettrotecnico (74 miliardi il fatturato aggregato, rappresentativi del 7% del valore della produzione del manifatturiero nazionale). Secondo un’indagine realizzata su un significativo campione di aziende di differenti dimensioni (120 imprese e 13 miliardi di fatturato), dopo un 2016 di luci e ombre il primo semestre 2017 ha fatto registrare un incremento significativo degli ordinativi sia sul mercato interno che su quelli esteri: una crescita “diffusa” che ha riguardato imprese di tutte le dimensioni. E le previsioni per la chiusura del 2017 l’anno in corso sono altrettanto positive: il 58% delle imprese ritiene che il fatturato totale 2017 sarà maggiore di quello 2016.

Consuntivi primo semestre

Per il primo semestre il 56% delle aziende intervistate ha dichiarato di aver conseguito risultati superiori a quelli del semestre precedente; per ben il 24% la crescita è stata a doppia cifra. Il 32% ha riportato invece una riduzione delle attività.

Analogo l’andamento registrato dalle vendite verso l’estero (in aumento per il 56% delle imprese), grazie soprattutto alla ripresa delle attività verso i mercati extra UE. Se l’Europa registra un +4,5%, l’export verso Asia centrale e orientale cresce di oltre il 20%.


Previsioni di fine anno

Grazie a un secondo semestre ancora più dinamico del primo, per la chiusura dell’intero anno il 59% delle imprese stima un fatturato in aumento. In questo caso le aziende che prevedono crescite a doppia cifra sono l’11% del campione (contro il 24% del primo semestre). Scendono in compenso le aziende che prevedono una diminuzione del business (25% del totale contro il 32% del primo semestre). Il 64% delle imprese prevede inoltre un incremento del canale estero, mentre il 65% prevede risultati stabili o migliori sul mercato nazionale.

Tra i mercati di sbocco, l’Industria è quello che dimostra di essere maggiormente in salute: oltre il 60% delle imprese che hanno preso parte all’indagine segnala in questo ambito un aumento della domanda nazionale. Su questo dato certamente si riflette il riavvio degli investimenti in beni strumentali e, in particolare, nelle componenti più tecnologiche come quelle individuate dal Piano Industria 4.0.

Tra gli altri settori, in crescita il mercato delle Infrastrutture di trasporto ferroviario ed elettrificato, mentre si consolidano i segnali positivi nel settore Building (dopo una lunga crisi) ed è stabile il comparto Energia.

L’occupazione

Buoni i segnali sul fronte occupazionale: l’85% delle imprese dichiara di non aver ridotto i livelli occupazionali nel primo semestre, cifra che sale quasi al 90% nelle previsioni di fine anno.

Crescono gli investimenti

L’innovazione si conferma centrale per le strategie di sviluppo delle imprese Anie. Oltre l’80% delle imprese segnala di aver realizzato o di prevedere di realizzare nel 2017 attività di innovazione e di queste il 64% indica investimenti in innovazione in crescita rispetto al 2016.

In particolare il 36% ha investito in Ricerca e Sviluppo, il 34% sul miglioramento dei processi aziendali e il 27% in acquisto di beni strumentali.

Industria 4.0 motore di innovazione

Giuliano Busetto, presidente di Federazione Anie

“Il Piano Industria 4.0 rappresenta un importante motore di innovazione per l’industria italiana”, ha detto Giuliano Busetto, presidente di Federazione Anie. “Si tratta di un percorso che entra in una seconda fase che ora dovrà stimolare un ulteriore incremento degli investimenti privati, ma anche prestare maggiore attenzione al tema delle competenze”.

“Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una vera e propria mutazione genetica del modo di fare impresa”, ha dichiarato Guidalberto Guidi, vice presidente della Federazione. “Siamo difronte a una sfida epocale i cui risultati non sono affatto scontati”.

Ma quali sono i benefici del piano per le aziende del comparto? Le imprese Anie riconoscono nell’attuazione del piano benefici al miglioramento del processo produttivo (32%), alla logistica e efficienza organizzativa (20%), al marketing e alle vendite ( 17%), alla creazione di servizi innovativi (16%) e all’upgrading dell’offerta (quasi il 15%).

A frenarne invece l’implementazione la scarsa conoscenza delle nuove tecnologie (28% delle aziende intervistate), il lento ritorno degli investimenti e la poca ricettività del mercato (22%), la mancanza di profili professionali adeguati (17%) e i rischi legati alla sicurezza dei dati (circa il 13%).

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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