Dai dati alle informazioni, l’impatto della digitalizzazione sul food processing

Rigoni di Asiago, Bauli, Caseificio Elda e Gruppo Epta: sono le quattro aziende del territorio veneto protagoniste dell’incontro dedicato al Food Processing 4.0 tenutosi stamattina a Verona: un evento organizzato da Messe Frankfurt Italia nell’ambito del ciclo di incontri di avvicinamento a SPS Italia, che toccherà ancora altre città e distretti come Lucca, dove il 28 marzo si parlerà di innovazione nel settore farmaceutico e cartario, e Bari, dove il 18 aprile saranno protagoniste le esperienze dei distretti pugliesi.

La storia di Rigoni di Asiago, che potete leggere in dettaglio qui, mette al centro l’automazione come strumento per migliorare flessibilità ed efficienza. Il produttore di marmellate bio ha investito in un sistema di acquisizione dati e controllo dei processi produttivi grazie al quale gestire la tracciabilità, governare le fasi di pianificazione, controllare la manutenzione, gestire i consumi di energia e tenere sotto controllo i costi industriali.

Anche Bauli sta puntando sulla raccolta dei dati di produzione, sia dalle nuove macchine che da quelle esistenti, per poter prendere decisioni sempre più basate su informazioni. Nel 2017 l’azienda veronese ha messo in cantiere oltre 4 milioni di investimenti iperammortizzabili. Due le direttrici degli investimenti: digitalizzare i processi ed eliminare la carta, ma “con gradualità per permettere agli operatori di familiarizzare con gli strumenti”, come ha spiegato Andrea Moretti, direttore tecnologie e impianti di Bauli, e implementare tecnologie IoT per migliorare efficienza e qualità in produzione. Focus anche sui sistemi di visione, chiave di volta per controlli di qualità automatizzati.


Il Caseificio Elda, uno dei primi tre produttori italiani di ricotta, ha lavorato per migliorare “la food safety ma anche la food security”, come ha ricordato Paolo Montalbetti, direttore tecnico del ricottificio. Gli investimenti sono stati in robot manipolatori, tecnologie per la tracciabilità, soluzioni per l’efficientamento dell’intralogistica e interconnessione tra produzione e sistemi gestionali.

Il Gruppo Epta è invece specializzato in impianti di refrigerazione commerciale di alimenti per la grande distribuzione e il settore Horeca. “La sfida principale per noi è gestire la complessità: i nostri clienti chiedono soluzioni personalizzate e la  digitalizzazione sta dimostrando di essere lo strumento giusto per rispondere a questa esigenza”, ha spiegato Davide Zannese, R&D Director Gruppo Epta. Industria 4.0 tuttavia “non è solo tecnologie abilitanti, ma anche integrazione e connessione”.

Dal punto di vista tecnologico il gruppo Epta ha investito su AGV, IoT, 3D printing, big data, analytics, smart glasses e robot collaborativi. A questo si è affiancato un percorso verso la lean factory “perché non ha senso digitalizzare processi che non siano efficienti”. Zannese è inoltre convinto che la digitalizzazione si estenderà presto anche alla filiera prodotto-consumatore.

Durante la giornata sono intervenuti anche i rappresentanti di ABB, B&R Automazione Industriale, Esa Automation, IFM Electronic, Mitsubishi Electric, Omron, Phoenix Contact, Pilz, Sew-Eurodrive, Yaskawa e SAP.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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