Produttività, l’Italia ancora al palo, ma si vedono i primi segnali

Aumenta, seppur lentamente, l’indice di produttività nel’industria manifatturiera che vede arrivare il maggiore segnale di crescita dal comparto della fabbricazione di materiali elettrici che, nel 2015, ha visto un aumento molto consistente, pari al 9,1%. 

Sono questi i dati  che emergono dall’analisi della produttività del lavoro in Italia secondo il Bollettino Statistico del Centro Studi di Fondazione Ergo, ente che riunisce imprese, sindacati e università in un progetto di ricerca, formazione e certificazione dei sistemi di misurazione del lavoro.

Tra i parametri analizzati dalla fondazione  l’indice  della produttività del lavoro, espresso come valore aggiunto per ora lavorata che  mostra, tenendo come anno di riferimento il 2010, come l’Italia sia rimasta sostanzialmente ferma nell’arco di 14 anni, passando da 100,3 nel 2004 a 101,7 nel 2017.


I numeri della produttività

Nonostante l’Italia abbia un evidente problema di produttività, dal Bollettino Statistico emergono, comunque, alcuni dati positivi. Il manifatturiero si conferma come l’unico tra i comparti dell’industria in senso stretto, ad aver registrato nel 2017 un aumento, stimato al 2,2%, rispetto al 2014.

La migliore performance arriva dalla fabbricazione di apparecchiature elettriche è il settore che, nel 2015, ha registrato una crescita eccezionale di produttività.  Calcolando la variazione 2015-14 come valore aggiunto per ora lavorata, questo settore presenta, infatti, una crescita pari all’8,8%, seguito dalla Fabbricazione di prodotti chimici (6,3%) e dalla Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (6,1%). In calo, invece, la fabbricazione di macchinari e apparecchiature n.c.a., con una diminuzione di performance pari a -0,8%, che lo colloca all’ultimo posto.

Il quadro internazionale, previsioni e tendenze

L’analisi dei dati Ocse sulla produttività del lavoro, basati sul recente Economic Outlook del 31 maggio 2018 , mostra una previsione di crescita nel 2018 e 2019 per gli USA, paese che cresce di più, rispettivamente del +1,4% e 1,6%. Tagliata, invece, la stima di crescita per il Giappone del 2018, che  passa dall’1% allo zero. Di nuovo in aumento, invece, la stima per il 2019, che passa da +1,2 a +1,4%.
Segue la Germania: ritoccata al ribasso la stima per il 2018 (da +1,1 a +0,8%) e al rialzo quella per il 2019 (da +1,0 a +1,2%), così come per la Francia e il Regno Unito

Le stime per l’Italia, invece, vedono un aumento con numeri che si attestano su un +0,7% per il 2018 (precedente stima +0,5%), ma peggiorano per il 2019: l’Ocse, infatti, prevede una crescita del +0,4% (contro il +0,6% della stima contenuta nel precedente Economic Outlook). Stime a rialzo per la Grecia sia per il 2018 (da +0,4% si prevede invece una crescita del +0,6%) che per il 2019 (da +0,3 a +0,6%). Anche per la Spagna si pre- vedono stime migliori che passano da zero a +0,6% nel 2018 e da +0,2 a +0,4% per il 2019.

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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