Competence Center, ecco il Polo del Sud: focus sull’integrazione orizzontale e verticale

Anche il Sud Italia vuol far sentire la propria voce nella partita di Industria 4.0 e lo fa con un progetto ambizioso destinato a diventare uno degli 8 Competence Center italiani. Si tratta del Polo del Sud, come è stato provvisoriamente battezzato il progetto, che ha saputo coagulare attorno a una proposta concreta 8 Università, le due regioni Campania e Puglia, oltre a quasi 150 imprese partner. Un centro di competenza che avrà però anche una marcata vocazione mediterranea. A guidarlo saranno le Università Federico II di Napoli (capolfila) e il Politecnico di Bari, a cui si sono unite altre 4 università campane – Università di Salerno, Università della Campania Luigi Vanvitelli, Università del Sannio, Università di Napoli Parthenope – e due pugliesi, Università di Bari Aldo Moro e Università del Salento.

“Il tema centrale del progetto è quello di proporsi come Competence Center del Sud Italia – spiega il professor Leopoldo Angrisani, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università Federico II – mettendo a sistema, in questa prima fase, le competenze che le regioni, Campania e Puglia, insieme a grandi player a vocazione nazionale ed internazionale, possono esprimere, sia in ambito accademico che industriale. Certo, il nostro Competence Center ha una caratterizzazione territoriale, ma l’aggregazione di queste due regioni può, sicuramente, fornire alla proposta una connotazione che fa del Mezzogiorno il suo baricentro. Il Competence Center del Sud si presta, pertanto, per offrire le competenze e le peculiarità di questo territorio all’intera nazione e all’area del mediterraneo.

Polo del Sud, focus sull’integrazione orizzontatale e verticale

La direttrice che caratterizzerà il Polo del Sud è l’integrazione 4.0 sia nell’aspetto verticale che in quello orizzontale. “Sostanzialmente promuoviamo l’uso integrato delle tecnologie abilitanti, sia in maniera verticale per potenziare la filiera produttiva di alcuni comparti che riteniamo strategici per il nostro contesto territoriale – spiega Angrisani – sia in maniera orizzontale per migliorare il dialogo tra una filiera e l’altra, riconfigurando soluzioni tecnologiche ha per comparti diversi. Questa è una delle anime dell’integrazione 4.0 che consente di adattare e specializzare le tecnologie di base rispetto alle particolarità dei settori applicativi”.

La architettura del Polo del Sud nasce in risposta alle discrasie del territorio, caratterizzato da un grande numero di imprese, medio piccole, organizzate in filiere che, molto spesso, “non sono ottimizzate, presentano disomogeneità, disallineamenti – spiega Angrisani -, manifestano criticità che possono minare la competitività non solo nel territorio di riferimento, ma anche in ambito extra-territoriale e quindi globale. Grazie all’uso integrato delle tecnologie abilitanti pensiamo che questo aspetto possa essere migliorato con una conseguente crescita significativa in termini di efficienza, diffusione e competitività, ottenendo quindi vantaggi tangibili dal sistema 4.0”.

Le caratteristiche di parcellizzazione che configurano l’attuale comparto industriale hanno guidato la scelta di non avere un focus su una tecnologia principale, ma di sviluppare metodi di integrazione e di interoperabilità capaci di armonizzare le potenzialità di tutte le tecnologie abilitanti, realizzando innovative tecniche di integrazione 4.0. “Questa è la ragione per cui abbiamo organizzato una squadra operativa, soprattutto dal fronte accademico, molto varia – prosegue – con ricercatori e tecnici di formazione differente, non solo tecnologica. Abbiamo coagulato – aggiunge Angrisani – intorno alla proposta il sincretismo delle competenze accademiche per essere pronti a progettare soluzioni innovative per le diverse occorrenze”.


Aziende proponenti e partner aderenti, la carica dei 142

Il professor Leopoldo Angrisani

Punto fondamentale nella messa a punto del progetto per il Competence Center del Sud è la partecipazione dei soggetti privati che hanno risposto, come recitava il bando, a una call ad evidenza pubblica, che ha raccolto un consenso molto lusinghiero. “Abbiamo raccolto oltre 140 manifestazioni di interesse e la selezione non è stata agevole – continua Angrisani – perché ogni proposta presentava punti di forza specifici. Abbiamo respinto solo quelle che non soddisfacevano i requisiti minimi. Hanno risposto, oltre alle aziende fornitrici di tecnologie, anche gli utilizzatori, spesso espressioni di comparti molto sviluppati, che hanno bisogno di tecnologia per migliorare le proprie performance”.

La scelta, quindi, è stata quella di suddividere i partner in due categorie, i proponenti, 41 grandi e medie aziende che hanno sottoscritto, assieme ai 10 partner pubblici, la domanda per la call del Ministero, e le 101 piccole e medie, partner aderenti, che non hanno sottoscritto direttamente la proposta, ma che potranno partecipare e avere un ruolo nel Competence Center. “Questi due blocchi, a loro volta, sono stati divisi in comparti – sottolinea Angrisani – che caratterizzano il nostro territorio, dall’aerospazio all’automotive, dal ferroviario alla cantieristica navale, senza dimenticare agroalimentare, farmaceutico, energia, servizi ICT e costruzioni edili e civili. Il polo del Sud è l’unico Competence Center che vanta la presenza di quest’ultimo comparto. All’interno dei comparti sono allocate le filiere, ciascuna delle quali ha come capofila una o più grandi imprese”.

Orientamento, formazione e progettualità, le parole d’ordine del Polo del Sud

Il progetto per il Competence Center Polo del Sud fornirà, principalmente, tre tipi di servizio, l’assessment o orientamento per le imprese, la formazione e la progettualità con la vocazione di accompagnare le imprese verso la formulazione di proposte progettuali che mirano a creare valore grazie all’inserimento delle tecnologie abilitanti all’interno dei processi produttivi.

“Assessment, o la verifica della maturità digitale – continua Angrisani – è un’azione che avevamo iniziato, come Federico II, già prima della emanazione del bando ministeriale, in collaborazione con i Digital Innovation Hub territoriali e che continueremo a sviluppare. Sulla formazione, invece, abbiamo previsto un percorso basato sul paradigma di learning by doing. Per implementarlo prevediamo lo sviluppo di almeno 6 laboratori tematici sulle tecnologie abilitanti e la predisposizione di alcune linee di produzione dimostrative, per le quali saranno utilizzati asset messi a disposizione dai partner privati.

I contributi, in cash e in kind, per far crescere il Polo del Sud

A mettere il carburante economico (e non solo) per far crescere questa iniziativa saranno, oltre agli enti pubblici, anche i partner privati che daranno il loro contributo sia in cash che in kind cioè in attrezzature e personale. “Le università – sottolinea il prof.Angrisani – metteranno in campo diverse competenze, pensiamo a numerosi docenti e ricercatori, mentre le aziende hanno preferito, in alcuni casi mettere a disposizione figure specifiche, in altri casi finanziamenti significativi o, in altri ancora, soluzioni ibride, in cash e in kind”.

Per quanto riguarda gli investimenti, si pensa a quelli necessari per i laboratori tematici, sulle tecnologie abilitanti, e per la realizzazione di diversi progetti proposti dalle imprese e che avranno interessanti ricadute sulle stesse. “Qui giocherà molto bene il nostro bilanciamento tra imprese fornitrici e fruitrici di tecnologie – spiega – che vogliamo mettere in contatto. Il punto, infatti, è quello di trovare soluzioni specifiche per le filiere, che possano, però, essere sviluppate da aziende che fanno parte di altri comparti e che collaborano, grazie al collante del Competence Center”.

Due poli e molte “antenne”: operatività già dal 2019

Il Competence Center prevede due poli principali, uno a Napoli, che sarà anche sede legale, e un secondo, a Bari, che rappresenta la parte pugliese. “A questi si affiancheranno antenne territoriali, attorno ai poli accademici che partecipano all’iniziativa – spiega Agrisani – per avere una ramificazione che migliora l’efficienza e una centralizzazione per garantire l’interfacciamento e l’operatività con i privati”.

“Ora siamo in fase di negoziazione, la nostra proposta tecnica è stata molto apprezzata. Abbiamo un tavolo aperto con il Ministero, che è pronto a erogare i contributi quando saranno definite la forma giuridica e la sede definitiva. Entro l’autunno attendiamo le risposte del Ministero e per fine anno potremmo avere il centro costituito. Nel 2019 – conclude Angrisani – pensiamo di poter avviare la nostra operatività”.

Ecco le aziende ammesse al partenariato

3Dna Srl, 3F&Edin Spa, Abb Spa, Abc Napoli, Acca Software Spa, Adler Plastic Spa, Aeromechs Srl, Aeroporti Di Puglia Spa, Aerosoft Spa, Alden Srl, Ali Scarl, Amt Services Sri, Ansaldo Sts Spa, Arterra Bioscience Srl, Assing Spa, Ati Rinotech Boran Costruzioni Meccaniche Srl, Atitech Spa, Bio Check Up Srl, Bruno Srl, Cefriel Scarl, Centro Studi Componenti Per Veicoli Spa, Cetena Spa, Cetma Consorzio, Clara Consorzio, Coelmo Spa, Conform Scarl, Consulting Consorzio, Corvallis Spa, Cosvitec Scarl, Ctm Srl, Daca-I Powertrain Engineering Srl, Diamec Technology Srl, Digimat Spa, Digitalcomoedia Srl, Domodry Srl, Dynami Id Srl, Dyrecta Lab Srl, Ernst&Young Fba Spa, Eitd Scarl, Energent Spa, Engineering Ingegneria Informatica Spa, Enginsoft Spa, Eni Spa, Ennedi Service Sri, Ericsson Telecomunicazioni Spa, , Esim Srl, Ett Spa, Eustema Spa, Exprivia Spa, Farmalabor Srl, Filippetti Spa, Fincons Spa, Fondazione Centro Euro-Mediterraneo Sui Cambiamenti Climatici Formamentis Srl, Ge Avio Srl, Getra Engineering & Consulting Srl, Grifo Multimedia Srl, Hbtechnology Srl, Heinz Italia Spa, Hitachi Rail Italy Spa, Icimendue Srl,, Idea 75 Srl, Immensive Srls, In & Out Spa, Intec Scarl, Intecs Solutions Spa, Integra Consorzio, Ipiemme Spa, Isotta Fraschini Motori Spa, Istituto Neurologico Mediterraneo Spa, Italdata Spa, Italferr Spa, Itel Telecomunicazioni Srl, Its Srl, Jobiz Formazione Srl, Laboratoria Srl,  Laer Spa, Lead Tech Srl Lean Experience Factory Scarl, Leonardo Solutions Srl, Leonardo Spa, Links Management And Technology Spa, Logos Italia Srl, Loran Srl, Magnaghi Aeronautica Spa, Masmec Spa, Mater Scarl, Maticmind Spa, Mbda Spa, Mediavoice Srl, Medinok Spa, Megaride Srl, Megaris Srl, Mer Mec Spa, Meridionale Impianti Spa, Metitalia Srl, Monitech Srl, Mtm Project Srl, Nestle Italiana Spa, Netgroup Srl, Nextome Srl, Niteko Srl, Noesi Evolution Srl, Novotech Srl, Openwork Srl, Orion Srl, Pangea Formazione Srl, Poema Rete D’Impresa, Protom Group Spa, Quavlive Srl, Rigoni Di Asiago Srl, Rina Consulting Centro Sviluppo Materiali Spa, Rockwell Automation Sri, S.D.N. Spa, Sanofi Spa, Santa Rita Srl, Sapa Srl, Sew Eurodrive Sas, Sida Group Srl, Site Srl, Sole Soc Coop Agr, Sonepar Italia Spa, Sphera Srl, Spinvector Spa, Stampa Scarl, Step Sud Mare Srl, Synteg Srl, T&T Srl, Techno Design Srl, Tecnesistemi Srl, Tecno In, Spa, Tecnologie Diesel Spa, Tecnosistem Spa, Tcl Fnia Srl, Telenia Srl, Tera Srl, Terramore Soc Coop Agr, Thales Alenia Space Spa, Tim Spa, Tme Srl, Tt Tecnosistemi Spa, Unilever Italia Manufacturing Srl, Vitrociset Spa

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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