L’Europa investe nei supercomputer: un miliardo di euro per l’impresa comune EuroHPC

Pubblicato il 29 Set 2018

L’Europa investe nei supercomputer: un miliardo di euro per l’impresa comune EuroHPC
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Bruxelles dà il via libera per investire un miliardo di euro nei supercomputer: si aprono così le porte al progetto EuroHPC. Il sostegno ufficiale al piano della Commissione europea, che prevede la realizzazione di un’infrastruttura di supercalcolo europea all’avanguardia, è arrivato oggi dal Consiglio dei ministri dell’Unione.

L’obiettivo del progetto EuroHPC

I supercomputer sono necessari per elaborare quantità sempre crescenti di dati e apportano benefici in molti settori della società, dalla sanità alle energie rinnovabili e dalla sicurezza dei veicoli alla cyber sicurezza. Il Consiglio ha adottato oggi un regolamento volto a istituire l’impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (appunto, EuroHPC), una nuova struttura giuridica e di finanziamento, che metterà in comune risorse provenienti da 25 paesi europei, costruirà un’infrastruttura di supercalcolo e di dati e sosterrà la ricerca e l’innovazione nel settore con la partecipazione di scienziati, imprese e industria. Questa struttura darà agli utenti europei pubblici e privati un migliore accesso al supercalcolo, che è essenziale per sostenere la competitività e l’innovazione.

Un miliardo di euro per l’impresa comune

L’impresa comune EuroHPC sarà istituita nel novembre 2018 e resterà operativa fino alla fine del 2026. La cooperazione è essenziale per la competitività e l’indipendenza dell’UE nell’economia dei dati dal momento che attualmente l’industria dell’UE consuma oltre il 33% delle risorse mondiali di supercalcolo ma ne fornisce solo il 5%.

L’impresa comune disporrà di un bilancio di 1 miliardo di euro, di cui una metà proverrà dal bilancio dell’UE e l’altra metà dagli Stati membri europei partecipanti. Risorse supplementari per un valore di 400 milioni di euro saranno messe a disposizione da partner privati.

Le attività in programma

Le attività dell’impresa comune si concentreranno su due ambiti. Da una parte un’infrastruttura di supercalcolo paneuropea per acquisire e predisporre nell’UE due supercomputer tra i primi 5 a livello mondiale e almeno altri due che si classifichino tra i primi 25 al mondo. Tali macchine saranno interconnesse con i supercomputer nazionali esistenti e messe a disposizione di utenti pubblici e privati in tutta Europa, per essere impiegate in oltre 800 campi di applicazione scientifici e industriali. Dall’altra parte, lo sviluppo di ricerca e innovazione per sostenere lo sviluppo di un ecosistema europeo di supercalcolo, stimolare un comparto industriale di fornitura di tecnologie e mettere risorse di supercalcolo in molti settori di applicazione a disposizione di un gran numero di utenti pubblici e privati, comprese le piccole e medie imprese.

In futuro previsti altri fondi

Ad oggi si sono impegnati a partecipare all’impresa comune Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Norvegia, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria. Le attività dell’impresa comune EuroHPC inizieranno nelle prossime settimane dopo la nomina dei rappresentanti della Commissione, dei paesi europei e dei partner privati che faranno parte del consiglio di direzione e del consiglio consultivo industriale e scientifico.

A lungo termine la Commissione ha proposto di investire 2,7 miliardi di euro nell’impresa comune per rafforzare il supercalcolo e l’elaborazione dei dati in Europa nell’ambito del programma Europa digitale per il periodo 2021-2027, proposto nel maggio 2018. Tali finanziamenti aggiuntivi garantiranno la disponibilità di supercomputer all’avanguardia a livello mondiale e il loro ampio utilizzo nel settore pubblico e privato, comprese le piccole e medie imprese.

Limitare la fuga dei ricercatori e aiutare le PMI

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “I dati sono la materia prima della nostra economia digitale. Abbiamo bisogno dei supercomputer per elaborarli, sviluppare l’intelligenza artificiale e trovare soluzioni a problemi complessi, ad esempio nel campo della salute e della sicurezza. Oggi la maggioranza dei nostri ricercatori e delle nostre imprese si trova costretta ad uscire dall’Europa per avere accesso ai computer di cui ha bisogno”.

Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali, ha aggiunto: “L’impresa comune EuroHPC stimolerà lo sviluppo, in Europa, di una catena competitiva di supercalcolo e fornitura dei dati tramite appalti pubblici. Attraverso i suoi centri di competenza fornirà mezzi al mondo accademico, all’industria, alle piccole e medie imprese e ai servizi pubblici europei, e darà loro accesso a un’ampia gamma di risorse per migliorare le loro competenze digitali e innovare”.

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Nicoletta Pisanu

Giornalista, collabora da anni con testate nazionali e locali. Laureata in Linguaggi dei Media e in Scienze sociali applicate all'Università Cattolica di Milano, è specializzata in cronaca.
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