Dal bosone di Higgs alle PMI, le tecnologie del CERN diventano uno spin-off

Valerio Grassi nella caverna sperimentale del detector ATLAS ad LHC (CERN Ginevra)

Un lavoro di tecnology transfer per rendere disponibili anche alle piccole e medie imprese del manifatturiero alcuni degli strumenti utilizzati nei laboratori di ricerca avanzata, per avvicinarle al paradigma della quarta rivoluzione industriale. Ma anche la creazione di nuove tecnologie che permettono di sfruttare al meglio tutte le potenzialità della cosiddetta “fabbrica intelligente”. È questa la mission di Atlas Advanced Technologies, uno spin-off italiano nato dall’incontro tra un imprenditore che ha un’azienda consolidata di accessori per macchine CNC, Umberto Crosti titolare di Unilock, e un fisico, Valerio Grassi, che ha tra i suoi obiettivi primari quello di colmare il gap che vi è attualmente tra il tessuto imprenditoriale della PMI italiana e la visione della Industria 4.0.

Un cervello di ritorno per digitalizzare le PMI

A raccontare la nascita e gli obiettivi della società è Valerio Grassi, fisico proveniente dal mondo della ricerca accademica, che è stato il responsabile di uno dei sistemi cruciali del detector Atlas al Large Hadron Collider presso il CERN di Ginevra dove giocava “con una scatola di Lego da un miliardo di dollari senza rompere nulla”. La scelta, di Grassi, però, è stata quella di tornare sul proprio territorio per continuare l’attività accademica come docente presso il Dipartimento di Fisica all’Università degli Studi di Milano, ma anche di avviare uno spinoff per la digitalizzazione delle PMI.

“Effettivamente posso essere considerato un cervello di ritorno – spiega – visto che ho trascorso almeno una buona parte della mia carriera accademica all’estero. Negli Stati Uniti e poi al Cern di Ginevra, dove ho fatto parte del team che ha condotto ad una delle scoperte più importanti della storia della scienza e dell’umanità: l’individuazione del Bosone di Higgs, la particella responsabile dell’esistenza della materia. Una palestra molto interessante, ricorda Grassi che si è però scontrata, a un certo punto con la voglia di costruire una prospettiva di vita più stabile”.


Dai laboratori all’impresa, parlando il linguaggio dei piccoli imprenditori

L’idea, quindi, è stata quella di rendere disponibili, attraverso un’attività di tecnology transfer, alcune delle tecnologie che vengono utilizzate al CERN ma che possono trovare applicazione anche nel mondo industriale, per il processo di digitalizzazione delle PMI. “Le applicazioni che abbiamo preso in esame riguardano, principalmente, l’IoT, i big data, cloud, l’analytics – spiega – ma anche tutta la parte relativa ai database che possono essere usati in maniera massiccia. Molti di questi applicativi, tra l’altro sono open source mentre e altri sono messi a disposizione degli utenti proprio dal CERN, e possono essere implementati in ambito industriale”.

La scelta di Atlas, quindi, è quella di rivolgersi proprio alle realtà meno strutturate che, a differenza delle grandi imprese, non hanno divisioni di ricerca e sviluppo. “A volte ci troviamo di fronte a situazioni dove l’esperto della rete – spiega – è l’elettricista che gli installa l’Adsl e connette le macchine, oppure, troviamo imprese che, quando decidono di chiamare un esperto, trovano professionisti di altissima formazione che hanno, però, costi troppo alti da sostenere. La nostra forza, invece, è quella di capire le esigenze delle PMI e, grazie all’esperienza che ho fatto, in questi anni, nell’industria meccanica, riesco a parlare lo stesso linguaggio del piccolo imprenditore e posso fargli capire perché è importante la digitalizzazione e come districarsi in questo mondo”.

Cloud, sensori e sicurezza, l’alta tecnologia entra in officina

Valerio Grassi, quindi, ha sviluppato tutta una serie di applicazioni e di strumenti che, una volta a disposizione delle PMI, possono aiutarle a percorrere più agevolmente il percorso verso la digitalizzazione. “Una delle applicazioni che ho sviluppato, in grado di prendere informazioni da un cloud remoto e fare un interrogazione attraverso un database – spiega -, è stato sviluppata con Mongo Db, un’applicazione open source, utilizzata anche al CERN. Inoltre ho sviluppato un sensore innovativo per la misura delle caratteristiche delle miscele lubrorefrigeranti, fondamentali per il raffreddamento degli utensili nelle lavorazioni meccaniche e, anche in questo caso, ho implementato la sensoristica tipica dei laboratori di ricerca”.

A questo si aggiunge il lavoro svolto sull’uso dei big data e, sopratutto, sui temi della sicurezza. “Una delle applicazioni che ho pensato per proteggere la rete delle Pmi, riguarda l’uso dell’Internet of things. “Ho pensato di dotare, nativamente, i sensori IoT di un sistema di criptazione integrato nel processore – spiega Grassi – che permette di gestire la sicurezza informatica. Spesso, infatti, si dimentica che, sia in ambito industriale che in quello Iot, vengono usati sistemi aperti, dai quali si possono recuperare dati sensibili. E noi cerchiamo di offrire soluzioni che vengono, anche in questo caso, mutuate dei centri di ricerca”, come ad esempio sistemi di backup con criptazione dei dati che prevedano anche la interazione con un cloud remoto.

Atlas: uno staff multidisciplinare per vincere la sfida 4.0

Atlas Advanced Technologies, quindi, propone anche momenti di formazione per non lasciare gli imprenditori da soli nella complessa transizione verso la quarta rivoluzione industriale. “Siamo in grado di sviluppare corsi sia per il management che per gli operatori di macchine utensili – sottolinea Grassi – per far comprendere come il know-how della azienda possa trasformarsi da un asset intangibile ad un reale valore della stessa e che la chiave di questa trasformazione risiede proprio nella digitalizzazione dei processi produttivi”.

Per questo motivo, quindi, l’azienda ha avviato una forte sinergia con formatori esperti in Industria 4.0 ed esperti di coaching. “Crediamo che la quarta rivoluzione industriale non sia una questione puramente tecnologica ma soprattutto una opportunità per mettere al centro l’uomo – conclude Grassi – non più legato all’azione ripetitiva imposta dalle macchine ma libero di esprimersi proprio grazie ai nuovi strumenti che gli sono messi a disposizione”.

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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