Dal campo al cloud passando da edge e fog: la smart factory secondo Intel, Exor e Nebbiolo Technologies

Quale è il modo migliore per prelevare i dati dalla produzione, analizzarli, distribuirli e utilizzarli? Meglio usare soluzioni on premise, edge, fog o in cloud? Sono domande a cui non esiste una risposta univoca. Ma, quale che sia la vostra preferenza, Intel, Exor e Nebbiolo Technologies hanno la tecnologia che vi permetterà di realizzare il vostro progetto. Lo si è visto concretamente questa settimana in fiera alla SPS IPC Drives di Norimberga, dove le tre aziende hanno messo a punto una demo significativamente intitolata “Smart Factory”.

Lo scenario è quello di una stazione che si occupa di fare dei test funzionali a fine linea su alcuni dispositivi (nella demo sono utilizzati gli HMI JSmart di Exor). La “periferia” di campo comunica con i controllori utilizzando tutti i tipici protocolli dell’automazione.

A governare le stazioni sono dei controllori realizzati con una scheda SOM (System on Module) di Exor, che monta a bordo un FPGA (un controllore riconfigurabile Altera-Intel) in grado di gestire qualsiasi protocollo industriale (EtherCat, ProfiNet, ma anche il nuovissimo OPC UA Pub Sub over TSN). Questi SOM possono essere integrati all’interno di qualsiasi dispositivo. Oltre ad avere una grande versatilità hardware, sono in grado di far girare un sistema Linux RT.

Le schede SOM hanno un’uscita locale verso un HMI, ma passano i dati, tramite OPC UA e/o Mqtt, anche a un secondo dispositivo, che è un nodo “fog” di Nebbiolo Technologies, una realtà della silicon valley dalle origini piemontesi.

Il nodo fog si occupa di elaborare i dati provenienti dal campo eseguendo algoritmi di analisi in tempo reale. E’, di fatto, un’implementazione della filosofia dell’Edge computing, che trattiene in prossimità della macchina i dati che richiedono elaborazioni e risposte in tempo reale.


Sul nodo Fog della demo gira inoltre un’istanza di Corvina, il sistema per l’IIoT sviluppato da Exor in grado di funzionare sia on premise sia su cloud. Corvina si occupa di fare le analisi che non richiedono risposte in tempo reale e anche di portare le informazioni fuori dalla linea e distribuirle su qualsiasi dispositivo.

La demo, dicevamo, è un esempio completissimo delle molteplici possibilità di estrarre informazioni dalle macchine e produrre in ottica 4.0. Nel mondo reale sarà naturalmente possibile utilizzare queste tecnologie in modo più efficiente di quanto rappresentato nella demo. Per esempio, sarebbe possibile utilizzare i SOM Exor per andare direttamente su Corvina senza passare dal nodo Fog. Oppure utilizzare il nodo Fog anche per l’acquisizione diretta dei dati dal campo, senza passare per i SOM.


Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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