La famiglia di robot collaborativi di Universal Robot si amplia, anzi letteralmente “cresce” con l’aggiunta di un nuovo cobot, l’UR16e, in grado di manipolare oggetti pesanti fino a 16 kg. Un’estensione di gamma particolarmente importante perché aumenta del 60% la capacità di carico finora disponibile.

Il nuovo membro della e-Series di Universal Robots è dimensionalmente più compatto dell’UR10e, che finora era il più “forzuto” della gamma con i suoi 10 kg di payload.

La famiglia è ora composta dall’UR3e, l’UR5e, l’UR10e e l’UR16e.

La e-Series con l’UR16e (il terzo da sinistra)

Il più alto payload nella sua classe

Alessio Cocchi

Come tutti gli altri prodotti della e-Series, anche l’UR16e punta sui quattro pilastri alla base della robotica collaborativa firmata Universal Robots: la sicurezza, la semplicità di programmazione, la flessibilità applicativa e la velocità dell’installazione, grazie a peso e dimensioni contenute e all’alimentazione a 220 V.

Il nuovo UR16e ha un carico utile al polso di 16 kg, uno sbraccio di 900 mm (i gradi di libertà sono 6), un ingombro a terra di 190 mm (diametro), un peso contenuto in 33,1 kg e una una ripetibilità di ±0,05 mm.


Come ogni altro cobot della e-Series (UR3e, UR5e, UR10e) UR16e integra un sensore di forza/coppia e 17 safety native configurabili in base alle esigenze produttive, inclusi tempo e distanza di arresto personalizzabili. Il sistema Polyscope 5.5 offre infine un’esperienza di programmazione intuitiva e user friendly. UR16e rispetta i più stringenti standard di sicurezza, incluse le norme EN ISO 13849-1, EN ISO 10128-1, Pld, Category 3.

“L’UR16e è già disponibile sul mercato e con i suoi 16 kg è il cobot con il più alto payload nella sua classe”, sottolinea Alessio Cocchi, Country Manager di Universal Robots per l’Italia.

Le possibili applicazioni

Disporre di sei chili in più rispetto all’UR10e apre le porte a diversi scenari applicativi.

“Nello sviluppo del nuovo cobot abbiamo ascoltato le richieste della nostra clientela, che ci chiedeva qualche chilo in più, senza rinunciare alla compattezza”, spiega Cocchi. “Innanzitutto il cobot aiuta le aziende a ridurre costi, infortuni e cali di produzione associati alla movimentazione di parti pesanti. Anche perché i 16 kg di carico utile sono tutti pienamente sfruttabili. Nelle operazioni di asservimento macchine c’è la possibilità di  movimentare pezzi più pesanti; nelle operazioni di manipolazione c’è la possibilità di supportare il peso di un doppio gripper e quindi di lavorare due pezzi alla volta. Ma il prodotto è estremamente versatile e si presta anche ad applicazioni nel packaging, nell’assemblaggio – in particolare per l’avvitatura in spazi compatti – nei trattamenti e finitura superficiali”.

Come i suoi fratelli minori, l’UR16e può essere montato a pavimento o a parete. Inoltre è possibile montare l’UR16e a bordo di carrelli AGV, sfruttando anche il fatto che il nuovo prodotto è disponibile anche in versione a corrente continua, alimentabile quindi dalla batteria di un AGV, oltre che nella tradizionale versione a 220 V.

L’UR16e è stato testato in anteprima da alcuni clienti pilota.

“L’UR16e è un robot che ha tutte le giuste caratteristiche: è economico, ha uno sbraccio che non hanno molti altri cobot ed è in grado di supportare il peso che ci serve sollevare. Ed è abbastanza flessibile nella programmazione”, ha commentato Lars Bårdgard Åstveit, Sviluppatore di Rocketfarm AS, una delle aziende che ha avuto modo di testare il nuovo prodotto in anteprima.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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