Close To Me, il sistema ideato dall’Università di Pisa per monitorare le distanze di sicurezza negli ambienti produttivi

Una delle condizioni per la riapertura in sicurezza delle imprese è il distanziamento tra i lavoratori, in modo da evitare il diffondersi del contagio negli ambienti produttivi. Un obiettivo per il quale diverse realtà stanno proponendo soluzioni innovative e connesse. È il caso di Close To Me, un prodotto basato su dispositivi indossabili e integrati con tecnologie BLE Bluetooth e RFID.

Close To Me è una soluzione sviluppata da un team composto dall’Università di Pisa e dalle aziende e startup Sensor ID, nextome, Erre Quadro e Zerynth.

“Ci siamo messi intorno a un tavolo virtuale per provare a capire quali sarebbero state le necessità delle aziende una volta riprese le attività”, spiega a Innovation Post Gualtiero Fantoni, professore associato dell’Università di Pisa. “Il nostro team universitario ha cercato, all’interno del contesto delle startup e delle imprese create da nostri ex allievi, soluzioni già utilizzate per altri scopi, come la logistica all’interno dell’ambiente di lavoro, la sicurezza, il monitoraggio di realtà pericolose o dei tempi di esecuzione delle varie operazioni”.

Come funziona Close To Me

È in questo contesto che è nata l’idea di sfruttare la tecnologia Bluetooth per prevenire e monitorare eventuali contatti tra i lavoratori nelle linee produttive. I dispositivi (braccialetti o portachiavi) segnalano quando due persone si vengono a trovare a una distanza inferiore a un metro e ottanta, inviando un alert a chi li indossa e conservando in memoria il codice identificativo del soggetto di cui si è registrato il contatto. In base all’intensità del segnale emesso dai dispositivi, infatti, è possibile determinare la distanza tra di essi, il cui limite può anche essere rimodulato dal datore di lavoro.

Si tratta di un sistema che conserva la privacy di chi lo utilizza, senza tracciare le persone. “Abbiamo creato un sistema che anonimizza il dispositivo e quindi l’operatore. I dati raccolti durante la giornata vengono criptati e poi inviati al sindacalista preposto e al Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP)”, continua Fantoni. “Si tratta quindi di uno strumento di supporto alla progettazione per chi si occupa di sicurezza e prevenzione sul posto di lavoro”.

Ma rilevare eventuali contatti tra i lavoratori non è l’unico “mestiere” di Close To Me. Con questo prodotto è possibile infatti stabilire anche dove e quando è avvenuto l’evento. Questo attraverso un sistema di tag RFID che funzionano da veri e propri checkpoint, rilevati dai dispositivi al passaggio della persona tramite un’antenna UHF integrata. Si potranno così creare nuove procedure operative per rendere sicuro il luogo di lavoro.

Perché non usare gli smartphone?

Come è noto, la tecnologia Bluetooth è disponibile anche sugli smartphone più comuni. Eppure ci sono diverse ragioni per cui l’utilizzo del cellulare privato dei dipendenti non è la soluzione migliore per monitorare i contatti in un ambiente aziendale. Come spiega Fantoni, infatti, il primo ostacolo consiste nel fatto che “tutti gli operatori della linea produttiva dovrebbero installare un’app su base naturalmente volontaria”, e “non è detto che i dipendenti lo facciano volentieri”.

Ma non è l’unico problema che si potrebbe presentare. “Il telefono rischia di essere un elemento di distrazione per gli operatori coinvolti in attività importanti”, continua Fantoni. “Il cellulare comporta anche rischi legati alla privacy del lavoratore e, di conseguenza, dell’azienda: i data breach dovuti allo smart working sono stati frequenti in questo periodo. Si potrebbero, anche involontariamente, portar via segreti industriali. Per questo il cellulare non sembra essere una soluzione gradita in molte applicazioni industriali”.

Le caratteristiche tecniche

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche dei dispositivi di Close To Me, di seguito quelle del formato “braccialetto”.

Qui invece i dettagli del formato “portachiavi”.

L’intervista di Innovation Post a Gualtiero Fantoni

 

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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