In dirittura d’arrivo l’ex Decreto Aprile: ecco le misure dedicate a famiglie e lavoratori

Anche se non sappiamo ancora quando uscirà il provvedimento che finora abbiamo chiamato “Decreto Aprile” – e che ad aprile non è arrivato – sappiamo ormai quali saranno le nuove misure che conterrà a favore delle famiglie e dei lavoratori colpiti dalla crisi sanitaria ed economica connessa all’emergenza Covid-19.

L’ultima bozza del decreto, che abbiamo potuto visionare, ha infatti anticipato quelle che dovrebbero essere le scelte del Governo per quanto riguarda il cosiddetto pacchetto lavoro, focalizzato principalmente sugli aiuti a lavoratori e famiglie. Mancano invece ancora le informazioni di dettaglio relative al pacchetto imprese, di cui però il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha anticipato nei giorni scorsi le linee guida.

Vediamo quindi nel dettaglio il contenuto (provvisorio) della bozza del Decreto Aprile per quanto riguarda il sostegno a lavoratori e famiglie.

Le misure per i lavoratori

Cassa Integrazione

Secondo la bozza del Decreto aprile, la durata massima della Cassa Integrazione (ordinaria e in deroga) sarà incrementata di 9 settimane (per un totale di 18 settimane), per il periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 ottobre 2020 (non più il 31 agosto).

Per quanto riguarda la Cassa Integrazione Ordinaria, la richiesta andrà fatta entro la fine del mese in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa (e non più “entro i successivi 4 mesi”). Inoltre, i lavoratori destinatari della CIGO devono risultare dipendenti alla data del 25 marzo 2020 (e non più del 23 febbraio 2020). Infine, la Cassa Integrazione Ordinaria viene estesa ai lavoratori che non possono raggiungere il posto di lavoro perché interessati da misure restrittive comunali (cioè l’obbligo di permanenza domiciliare).

Come si è detto, anche per la Cassa Integrazione in deroga la durata dell’ammortizzatore sociale è aumentata a 18 settimane, ma vengono stabilite due novità. La prima elimina il divieto di emettere altri provvedimenti concessori alle Regioni nel caso in cui venisse raggiunto il limite di spesa per questa misura, monitorato dall’Inps. La seconda introduce misure per velocizzare il pagamento della Cassa Integrazione: i datori di lavoro che non anticipano i trattamenti possono fare richiesta di pagamento diretto della prestazione, trasmettendo la domanda “entro la fine del mese in cui inizia il periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa”. La domanda sarà autorizzata entro il giorno 20 del mese successivo, e l’Inps pagherà le prestazioni entro la fine dello stesso mese.

Il bonus da 600 euro per autonomi e Partite Iva

Una delle novità della bozza è che l’ammontare del bonus per autonomi, professionisti e Partite Iva previsto per il mese di aprile rimarrebbe, come è stato a marzo, di 600 euro. Da notare però che, in audizione davanti alle Commissioni riunite Finanze e Attività Produttive, lunedì 4 maggio il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha parlato del bonus “da 800 euro”, aggiungendo che i tempi di erogazione del nuovo indennizzo saranno di “pochissimi giorni”.

L’indennizzo relativo al mese di aprile, in particolare, sarebbe riservato a:

  • Autonomi, professionisti e Partite Iva
  • Autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago
  • Stagionali del turismo e degli stabilimenti termali
  • Lavoratori in somministrazione nel turismo e negli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro dall’1 gennaio 2019 (senza altro rapporto di lavoro dipendente o beneficiari della Naspi)

Anche chi beneficia del Reddito di Cittadinanza può ricevere il bonus fino al raggiungimento (nel cumulo) dell’ammontare dello stesso, mentre lo può ricevere anche chi percepisce l’assegno ordinario di invalidità.

A maggio bonus da 1.000 euro, ma non per tutti

Per il mese di maggio 2020, invece, è previsto un ulteriore bonus da 1.000 euro per i liberi professionisti titolari di Partita Iva (iscritti alla Gestione Separata dell’Inps) e per gli iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (per questi anche nel caso in cui abbiano cessato la propria attività in conseguenza al Covid-19), nel caso in cui abbiano subito una riduzione “comprovata” del reddito di almeno il 33% nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Il possesso dei requisiti dovrà essere autocertificato all’Inps e l’Agenzia delle Entrate farà le relative verifiche.

Questo bonus “aumentato” per il mese di maggio si estende anche agli stagionali e ai lavoratori in somministrazione del turismo e degli stabilimenti termali che hanno perso il lavoro dall’1 gennaio 2019, oltre ai Co.co.co. che abbiano concluso il rapporto di lavoro prima dell’entrata in vigore del Decreto aprile, o che si concluda entro il 31 dicembre 2020.

Nella bozza del decreto si specifica anche che il bonus è riservato (con un importo di 600 euro sia per aprile che per maggio) anche per i seguenti lavoratori (dipendenti o autonomi):

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel medesimo periodo;
  • lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
  • lavoratori autonomi, privi di Partita Iva, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata dell’Inps, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di Partita Iva attiva e iscritti alla Gestione Separata dell’Inps alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
  • lavoratori iscritti al “Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo” non titolari di pensione e con almeno 15 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore a 35.000 euro.

Nella bozza del Decreto aprile viene aumentata a 800 milioni di euro (dai precedenti 300 milioni) la dotazione finanziaria del “Fondo per il reddito di ultima istanza”, attraverso il quale è stato fino ad oggi erogato il bonus per gli autonomi e i professionisti iscritti alle casse di previdenza private, come gli architetti, gli ingegneri, i periti industriali ecc.

Il Reddito di Emergenza (Rem)

L’altra grande novità contenuta nella bozza del Decreto aprile è l’istituzione del “Reddito di Emergenza” per tre mensilità a partire dal mese di maggio 2020. L’ammontare dell’importo è variabile: dai 400 euro mensili per i single agli 800 massimi, a seconda del numero di componenti del nucleo familiare.

Potranno fare domanda (entro la fine del mese di luglio) le famiglie che possiedono questi requisiti:

  • reddito familiare (nel mese precedente alla richiesta e in ogni mese precedente a ciascuna erogazione) inferiore all’importo del beneficio (come detto, variabile tra 400 e 800 euro)
  • valore del patrimonio mobiliare familiare del 2019 inferiore a 10.000 euro (aumentato di 5.000 euro per ogni componente del nucleo oltre al richiedente, fino a un massimo di 20.000 euro)
  • Isee inferiore a 15.000 euro

Il Rem non si può ottenere se un membro del nucleo familiare ha percepito o percepisce il bonus da 600 euro, mentre chi percepisce il Reddito di Cittadinanza può ricevere anche il Rem fino al raggiungimento della somma massima erogabile di quest’ultimo (da 400 a 800 euro a seconda del nucleo familiare, appunto). Sono inoltre esclusi dal beneficio i detenuti e chi è ricoverato in istituti di cura di lunga degenza o strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica.

Congedi parentali e bonus baby sitter

Nella bozza del Decreto aprile vengono confermate e prolungate due misure già presenti nel Cura Italia.

Il congedo parentale (con indennità pari al 50% della retribuzione) potrà essere utilizzato per altri 15 giorni (quindi 30 giorni in totale) per chi ha figli di età fino a 12 anni, nel periodo compreso tra il 5 marzo 2020 e il 30 settembre 2020.

Inoltre, il divieto di licenziamento e il diritto alla conservazione del posto di lavoro verrebbe applicato indistintamente a chi ha figli fino a 16 anni (e non più, come disposto dal Cura Italia, per figli tra i 12 e i 16 anni).

Nella bozza del Decreto aprile il bonus baby sitter viene aumentato di 600 euro (per un totale di 1.200 euro), e potrà essere usato anche per “l’iscrizione ai servizi integrativi per l’infanzia, ai servizi socio educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia”. Per i lavoratori medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica e operatori sociosanitari, il bonus è aumentato da 1.000 a 2.000 euro.

Un’altra misura contenuta nella bozza è quella che prevede una detrazione dell’Irpef per le spese effettuate nel 2020 e relative alla frequenza a centri estivi dei figli minori di 16 anni. L’importo massimo della detrazione è di 300 euro, e vale solo per chi ha un reddito massimo di 36.000 euro.

Le altre misure per i lavoratori

Nella bozza del Decreto aprile sono presenti anche altre misure per i lavoratori. Il divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo viene esteso a 5 mesi (quindi altri tre mesi rispetto ai 60 giorni previsti dal Cura Italia). Inoltre, il datore di lavoro può revocare il licenziamento avvenuto dal 23 febbraio al 17 marzo, facendo contestualmente richiesta per il trattamento di Cassa Integrazione in Deroga a partire dalla data del licenziamento stesso. Sarà così ripristinato il rapporto di lavoro, senza oneri né sanzioni.

Sono previste altre 12 giornate di permesso retribuito nei mesi di maggio e giugno 2020.

Si estende poi al 31 luglio 2020 l’equiparazione al ricovero ospedaliero per i dipendenti “in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, oltre che per chi ha certificazione di condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita” che non vanno a lavoro.

Si prolungano di altri due mesi le prestazioni per i percettori di Naspi e Dis-Coll che terminano tra l’1 febbraio e il 30 aprile 2020.

Per chi riceve il Reddito di Cittadinanza, la bozza prevede che siano sospesi per altri due mesi gli obblighi connessi alla sua fruizione, e che siano modificati i requisiti di accesso per le domande di questo sostegno. In particolare verrebbero alzate le soglie di Isee (da 9.360 a 10.000 euro), valore del patrimonio immobiliare (da 30.000 euro a 50.000 euro) e valore del patrimonio mobiliare (da 6.000 euro a 8.000 euro).

Chi beneficia degli ammortizzatori sociali (per il periodo di sospensione dell’attività lavorativa a zero ore), dei trattamenti di Naspi e Dis-Coll e del Reddito di Cittadinanza, potrà stipulare un contratto a termine di massimo 30 giorni (prorogabile di altri 30) per lavorare nel settore agricolo, senza perdere o vedersi ridotti i benefici previsti. Il massimo del compenso derivante dal contratto è di 2.000 euro per il 2020.

È previsto inoltre un bonus mensile per i lavoratori domestici (che abbiano subito una comprovata riduzione dell’orario di lavoro di almeno il 25%), di un importo variabile a seconda del totale di ore settimanali di lavoro previste dal contratto. Chi non supera il limite di 20 ore, avrà diritto a un’indennità mensile da 400 euro. Per chi le supera, l’indennità è di 600 euro. Sono esclusi dalla misura i lavoratori conviventi col datore.

Il Fondo Nuove Competenze

La bozza del Decreto aprile al momento prevede una sola misura espressamente dedicata alle attività produttive (per le quali invece il Presidente del Consiglio Conte ha anticipato un pacchetto più ampio), ovvero la nascita presso l’Anpal del “Fondo Nuove Competenze”, con una dotazione iniziale di 230 milioni di euro.

Le risorse sarebbero utilizzate per coprire gli oneri relativi alle ore di formazione che possono essere previste dalle aziende nel 2020 a seguito di specifiche intese tra le associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o le loro rappresentanze sindacali operative per rimodulare l’orario di lavoro, finalizzandone una parte appunto a percorsi formativi.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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