Le strategie di HP per la manifattura digitale: nuovi materiali, applicazioni e partnership per stampa 3D

Nuovi materiali, applicazioni, partnership. Il colosso americano HP muove i primi passi per uscire dal cataclisma del Covid 19, e lo fa presentando alcune novità in diretta streaming online. Lo ha fatto Ramon Pastor, 3D Printing & digital manufacturing president di HP, collegato dal centro di eccellenza e campus HP spagnolo di Barcellona.

Che, di fronte a una platea virtuale collegata da tutto il mondo, esordisce così: “Il Covid 19 ha ribaltato la Supply chain, e molto altro, nel mondo della manifattura. Per cui oggi è ancora più importante l’ottimizzazione dei costi, a partire dalla catena di fornitura. Ora ripartiamo con una realtà nuova, una nuova ‘normalità’, un nuovo modo di lavorare e di fare le cose”.

E apre al mondo il ventaglio di novità targate HP: partendo innanzitutto da un nuovo materiale, per la produzione di manufatti e prodotti attraverso stampanti 3D, “una nuova formula di polipropilene“, anticipa Pastor, “sviluppato in collaborazione con Basf, che ha tra le sue particolarità quella della sua alta ri-usabilità, per questo lo indichiamo come un polipropilene HP 3D High reusability”.

Per quanto riguarda invece le nuove applicazioni della stampa 3D per la manifattura digitale, “riguardano un’ampia serie di settori produttivi e di attività diverse”, spiega il dirigente spagnolo, “per nuove funzionalità e capacità di stampaggio che si possono utilizzare nell’Automotive, nelle produzioni industriali, nel settore medico-sanitario”.

Il colosso Usa aiuta anche i propri clienti con nuovi servizi professionali dedicati al mondo della stampa 3D industriale, “per permettergli di scalare e aumentare la produzione. La nostra strategia è sempre basata sulle esigenze e aspettative del cliente, che ora si possono seguire e analizzare in maniera sempre più evoluta e puntuale attraverso strumenti data-driven“, fa notare lo specialista del settore. “L’industria della stampa 3D non è ancora molto sviluppata, ma ora è il punto in cui vediamo che la tecnologia è pronta per essere scalata”.

Per fare tutto ciò, anche un colosso mondiale come HP ha bisogno di alleanze industriali, e, oltre a quella con Basf, che ha già portato frutti importanti, come appunto il nuovo polipropilene per la stampa 3D, “annunciamo una nuova collaborazione con Oechsler, che ci consentirà di offrire nuove soluzioni sempre più performanti ed efficienti nella produzione in 3D“.

Pastor è manager al centro di eccellenza e campus HP di Barcellona, dove vengono impiegate un centinaio di stampanti 3D industriali. All’interno del campus spagnolo ci sono spazi di ricerca e sviluppo sia per le piattaforme Multi jet fusion (Mjf) che Metal jet, laboratori di scienza dei materiali, ambienti di co-sviluppo per lavorare con partner e clienti, e una serie di specialisti della produzione additiva. Mentre l’industria della stampa 3D può essere oggi ancora limitata, HP crede in un suo consistente sviluppo, ancora di più con gli effetti e le conseguenze portate dalla pandemia di Coronavirus.

Il vecchio e il nuovo paradigma della Manifattura digitale, prima e dopo il Covid 19

“Vogliamo accelerare l’adozione di strumenti di nuova generazione, ora abbiamo tutti i mattoni di cui abbiamo bisogno per costruire una nuova manifattura digitale“, sottolinea Pastor. Questi elementi costruttivi vanno oltre ciò che HP stessa fornisce; grazie alle partnership strategiche, l’azienda offre soluzione integrate che coprono tutta la gamma della Manifattura digitale, dalla simulazione della progettazione, ai materiali, alla gestione degli impianti. Un’evoluzione che viene portata avanti attraverso la collaborazione con partner e clienti.

L’approccio alla ‘co-creazione’ di nuove tecnologie

L’azienda non è interessata a rappresentare l’unico fornitore di tecnologie e strumenti per tutti i produttori di additivi. Anziché spendere energie e risorse per fornire una soluzione di stampa 3D end-to-end da sola, HP ha cercato e sviluppato relazioni e partnership con altre aziende specializzate nel settore della stampa 3D, come appunto Basf per i materiali e Siemens per le soluzioni software, con decisioni e progetti alimentati da una stretta collaborazione con i clienti: è l’approccio alla ‘co-creazione’ di nuove soluzioni e tecnologie. E l’investimento di HP non è per la stampa 3D fine a se stessa, ma per ciò che potenzialmente permette.

Ciò che la stampa 3D offre è una tecnologia di produzione compatibile con un flusso di lavoro digitale. Con questo obiettivo, la piattaforma Multi jet fusion è integrata con soluzioni software per la progettazione, l’ottimizzazione, la preparazione della stampa 3D e la simulazione di macchine e impianti con ‘gemelli digitali’. La capacità di catturare, archiviare e analizzare i dati di stampa 3D sarà un fattore abilitante per l’avanzamento della produzione verso la personalizzazione di massa, la produzione distribuita e la produzione su richiesta.

Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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