Verso una supply chain più dinamica e collaborativa: opportunità e vincoli emersi dalla mappatura promossa da ABB e Confindustria

Linea di produzione Hi-tech nello stabilimento ABB di Dalmine (Bergamo)

L’iniziativa intrapresa da ABB, insieme con quella avviata da Ansaldo Energia, un altro dei quattro Lighthouse Plant riconosciuti dal Cluster Fabbrica Intelligente, è decisamente ambiziosa: mappare il proprio ecosistema di riferimento per favorirne la progressiva digitalizzazione. L’iniziativa sperimentale è stata avviata in collaborazione con il Digital Innovation Hub Lombardia di Confindustria e, naturalmente, con Confindustria Lombardia, che vorrebbe poi estendere la sperimentazione a livello nazionale.

“Nell’ambito di una più ampia strategia digitale – spiega Gian Luca Lilli, Amministratore Delegato di ABB Italia – siamo fortemente impegnati con significativi investimenti in competenze e tecnologie nelle fabbriche di Dalmine, Frosinone e Santa Palomba, che già oggi rappresentano delle best practice a livello internazionale e che hanno appunto ottenuto il riconoscimento di Lighthouse del MISE. In linea con le finalità del progetto, abbiamo previsto un programma di ricerca che porterà, nel breve-medio termine, alla realizzazione di una produzione industriale ancor più automatizzata e interconnessa, nonché alla creazione di una Digital Supply Chain dinamica e collaborativa. Al fine di raggiungere questo obiettivo, ABB ha avviato un programma di assessment dei propri fornitori per valutare il livello di maturità digitale dell’intera filiera e individuare le linee di intervento al fine di creare un ecosistema integrato per aumentare ulteriormente la competitività e l’affidabilità delle proprie attività produttive”.

Gli impianti faro di ABB

A Dalmine, Santa Palomba e Frosinone hanno sede tre impianti che, nel loro insieme, sono stati selezionati dal Cluster Fabbrica Intelligente come uno degli impianti faro o “lighthouse plant”: fabbriche il cui ruolo è di diventare terreno di applicazione delle tecnologie abilitanti per l’Industria 4.0 e che possano fungere da esempio – e quindi traino – per gli attori del territorio e della filiera.

Nell’ambito di questa attività rientra anche l’assessment delle aziende della filiera che le aziende Lighthouse si impegnano a fare per promuovere la cultura del digitale. Obiettivo di questa attività è quello di scattare una fotografia sull’attuale livello di maturità digitale, per pianificare attività di miglioramento che possano guidare una trasformazione che porti evidenti risultati in termini di competitività delle imprese.

L’assessment

L’assessment sulla maturità digitale è stato realizzato con il contributo di tre tesisti dell’Università di Bergamo presso un campione di 17 fornitori di ABB situati in Lombardia, Veneto e Lazio e costituito da piccole/medie imprese afferenti a 5 differenti categorie merceologiche.

La valutazione della maturità digitale è stata fatta seguendo uno schema elaborato da Politecnico di Milano e Assoconsult e prevede un punteggio finale che va da 1 (stato “iniziale”) a 5 (“Orientato alla digitalizzazione”). Parallelamente sono stati valutati i rapporti dei singoli fornitori con la capo filiera ABB.

Gli elementi analizzati per definire i livelli sopracitati hanno coperto 4 dimensioni che hanno prodotto informazioni sui processi (monitoraggio/controllo ed esecuzione), sulle tecnologie a supporto dei processi e sull’organizzazione, intendendo con ciò la struttura organizzativa che sottende l’esecuzione dei processi. A questi si aggiungono 8 macroprocessi (R&D, Produzione, Qualità, Manutenzione, Marketing, Logistica, Supply Chain, HR) anche questi soggetti all’analisi della loro maturità.

Confrontati con un campione qualificato di oltre 700 imprese che hanno effettuato la valutazione della maturità digitale tramite la rete nazionale dei DIH di Confindustria (utilizzando la stessa metodologia sopra menzionata), in entrambi i casi (dimensioni e macroprocessi) gli indici assegnati alle aziende della filiera ABB risultano più alti della media nazionale, segno di un percorso di integrazione e allineamento già avviato nell’ultimo decennio da ABB con i propri fornitori strategici.

Ricerca & Sviluppo e Produzione risultano essere due ambiti particolarmente evoluti a dimostrazione dell’importante lavoro congiunto svolto sinora, con attività di codesign in ambito progettazione – prassi ormai consolidata, mentre sul fronte produzione si è dimostrata vincente la selezione di fornitori molto strutturati ed efficienti dal punto di vista produttivo con solido know how di processo con i quali è stato possibile avviare, prima ancora di un percorso di trasformazione digitale, un lavoro puntuale di allineamento ai principi del lean manufacturing, precondizione fondamentale.

Le aree sulle quali sono state individuati potenziali di miglioramento afferiscono invece alla logistica e alla gestione delle risorse umane. Se nella logistica si ritiene importante aumentare il livello di integrazione digitale lungo tutta la filiera, per quanto attiene al tema HR vanno incrementati specifici programmi di formazione per sviluppare le competenze digitali.

Le possibili azioni di miglioramento

L’assessment individua una serie di azioni per il miglioramento della digitalizzazione della filiera che saranno poi pianificate all’interno di una roadmap condivisa. Tra queste citiamo l’avvio di processi di open innovation in R&D e l’intensificazione della condivisione della pianificazione e delle informazioni sulla capacità produttiva per una gestione puntuale dei livelli delle scorte. A queste azioni si affiancano quelle a supporto dei piani di sviluppo delle competenze del personale impegnato presso i fornitori con strumenti già applicati con successo all’interno delle fabbriche ABB.

Tra le azioni già intraprese a seguito dell’assessment la prima riguarda l’integrazione con i fornitori ed è rappresentata da una APP per il monitoraggio della qualità e della produttività che consente al fornitore di conoscere in tempo reale lo stato della sua linea di produzione e di accedere a statistiche sui livelli di difettosità che permettano un immediato intervento correttivo, laddove necessario. Questo strumento ha già portato evidenti benefici al processo, riducendo le difettosità da valori percentuali a parti per milione: un ordine di grandezza ben diverso.

La seconda consiste nell’ottimizzazione del layout di fabbrica del fornitore per incrementare la tracciabilità del materiale permettendo una riduzione del 30% dell’area occupata e flussi più coordinati grazie anche all’introduzione di TAG o RFID per identificare i materiali.

“I risultati mettono in evidenza da una parte l’importanza dell’ecosistema per attivare e gestire progetti di questa tipologia e dall’altra offre spunti interessanti per progetti futuri finalizzati a rendere la filiera ABB più resiliente, integrata e digitalizzata”, commenta Gianluigi Viscardi, Presidente del DIH Lombardia

A corollario dell’iniziativa ABB ha anche presentato un accordo siglato con UBI Banca per supportare, tramite uno specifico plafond istituito da UBI Banca, gli investimenti dei fornitori che hanno partecipato all’assessment. “Competitività delle imprese italiane, digitalizzazione e innovazione nel mondo produttivo sono gli obiettivi del lavoro che UBI Banca ha iniziato, da più di due anni, con Confindustria e gli altri partner del Digital Innovation Hub”, afferma Frederik Geertman, Chief Commercial Officer e Vice Direttore Generale di UBI Banca. “La collaborazione avviata con i protagonisti dell’economia del territorio rappresenta sicuramente una leva per far ripartire l’economia in un contesto cambiato radicalmente in pochissimo tempo. Inoltre, con ‘Rilancio Italia’, il programma integrato da 10 miliardi di euro per sostenere finanziariamente imprese e famiglie, stiamo facendo la nostra parte dedicando particolare attenzione alle aree industriali che rappresentano il cuore produttivo italiano e uno dei pilastri europei. L’accordo con ABB va in questa direzione e, attraverso strumenti finanziari innovativi e l’utilizzo del credito di filiera, consentiamo ai fornitori di avere a disposizione la liquidità necessaria per continuare ad investire e competere sui mercati internazionali”.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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