B20: multilateralismo, inclusione e sostenibilità gli ingredienti delle imprese per la ripresa economica

Il 2021 sarà l’anno della rinascita, una rinascita che deve puntare su multilateralismo, sostenibilità, inclusione e sul ruolo delle imprese nella ripartenza economica: è questo il messaggio che emerge dagli interventi introduttivi del B20 Inception Meeting, l’engagement group istituito dal G20, riservato alle imprese e alle loro associazioni di rappresentanza.

L’evento chiama a raccolta oltre mille delegati dai Paesi membri del G20 e un totale di 3 mila partecipanti in rappresentanza di oltre 6,5 milioni di imprese. Ad inaugurare i lavori è Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria (a cui è stata affidata la regia dell’evento), che rivolge ai leader del G20 un appello per un cambiamento sistemico: la pandemia, sostiene Bonomi, ha evidenziato come la governance globale sia pericolosamente frammentata e intrinsecamente fragile.

“Mi appello al G20 affinchè torni nuovamente ad essere un ‘consiglio’ dove i leader coordinino piani di azione con deadline specifiche, approvino linee guida di coordinamento di alto livello, le facciano applicare, ne controllino la conformità e i compiti pertinenti e stimolino le istituzioni e le organizzazioni internazionali ad adottare regole vincolanti ove necessario”, chiede il Presidente di Confindustria.

Un impegno che, se rinnovato, indicherà la strada per una ripresa economica più rapida, giusta e sostenibile. La strada che Bonomi si augura sarà intrapresa per raggiungere questo traguardo è quella che vede le forze di mercato rimanere il motore dell’allocazione delle risorse e i fondi pubblici investiti in modo proficuo.

Di mercati parla anche Emma Marcegaglia, designata da Bonomi a coordinare i lavori del B20 e a raccogliere ed elaborare le proposte del mondo economico da consegnare al G20. “Abbiamo bisogno di un modello di crescita basato su mercati liberi e giusti, dove non è lo Stato a creare i posti di lavoro, ma la spinta innovativa delle imprese. Come imprese, siamo noi a creare lavoro, a dare spinta ai mercati e a promuovere innovazione e occupazione e siamo convinti che possiamo contribuire a ridisegnare un nuovo paradigma mondiale”, commenta.

Una crescita inclusiva e sostenibile

In questa ottica, spiega Marcegaglia, le imprese devono assumersi la responsabilità di promuovere l’inclusione, soprattutto di giovani e donne, puntando su educazione, sviluppo delle competenze digitali e occupabilità.

Di una crescita inclusiva e sostenibile ha parlato anche il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha ribadito le priorità della presidenza italiana del G20:

  • investimenti adeguati e accesso universale ai vaccini per uscire dalla crisi e revisione del sistema di finanziamenti per i beni pubblici (come la sanità) e dell’utilizzo delle risorse pubbliche, private e provenienti da enti filantropici, istituzioni ed enti di ricerca per migliorare la prevenzione e la risposta a pandemie nel futuro
  •  promuovere un ecosistema internazionale per favorire investimenti e crescita, puntando sulle tecnologie digitali e assicurando che nessuno venga lasciato indietro. Per quanto riguarda le infrastrutture, gli investimenti non devono essere fatti soltanto su larga scala, ma è necessario promuovere buone pratiche anche a livello locale
  • assicurare che il sistema finanziario globale finanzi l’economia reale e che diventi più resiliente davanti ai rischi di instabilità legati ai cambiamenti climatici
  • supportare le economie vulnerabili e rafforzare l’architettura finanziaria globale
  • un sistema internazionale di tassazione più giusto e sostenibile per promuovere la fiducia tra gli attori internazionali
  • migliorare le condizioni di vita, proteggendo il pianeta

Gualtieri si è soffermato sull’ultimo punto, sottolineando la grande opportunità derivante dalla pandemia di operare un cambiamento verso un’economia più sostenibile e inclusiva. “Un’agenda ambiziosa in termini di sostenibilità sarà la nostra priorità in tutte le attività del G20, dall’inclusione dei rischi ambientali nelle analisi macroeconomiche all’impatto degli investimenti green in produttività, fino alle potenzialità di soluzioni basate sulla natura applicate alle infrastrutture”.

Con l’amministrazione Biden si apre una nuova era di rapporti Stati Uniti – Europa

Molti i riferimenti alla nuova fase intrapresa dagli Stati Uniti con l’insediamento del Presidente Biden. “Con l’insediamento dell’amministrazione Biden si inaugura una nuova era nella cooperazione tra Stati Uniti ed Europa, che favorirà relazioni internazionali di cui beneficeranno tutti”, commenta Emma Marcegaglia.

Dello stesso parere il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, che ricorda come per la prima volta dal secondo dopoguerra l’Europa abbia dovuto affrontare una crisi globale senza poter contare sull’appoggio del proprio partner naturale, “impegnato forse più a dividere l’Europa che a lavorare con essa”.

“In questo momento siamo molto fiduciosi che le nostre relazioni riprenderanno. Avremmo potuto fare di più, con una forte collaborazione tra Europa e Stati Uniti per i nostri cittadini e le nostre imprese. Ci auguriamo che questo sia l’inizio di una nuova era del multilateralismo”, aggiunge.

Frustrazione per il tempo perso, ma determinazione ad accelerare nell‘impegno alla lotta dei cambiamenti climatici viene anche da John Kerry, inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti per il clima, che pone l’accento sull’importanza di investire in energie sostenibili, anche per stimolare l’economia e la creazione di posti di lavoro.

Pur esprimendo soddisfazione per il ritorno degli Stati Uniti nell’accordo di Parigi sul clima, Kerry lancia un appello a fare di più. “L’accordo di Parigi ha lanciato un segnale importante, ma con quell’accordo ogni Paese si impegnava a fare ciò che era nelle sue capacità nella lotta ai cambiamenti climatici. Ora non c’è più tempo, dobbiamo andare oltre quello che possiamo fare e arrivare a quello che è necessario fare”, aggiunge.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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