Una produzione più sostenibile, flessibile e personalizzata: ecco come l’additive manufacturing può rendere più resilienti le supply chain

Dopo la spinta innovativa data dalla pandemia alle tecnologie dell’additive manufacturing e, in particolare, alla stampa 3D,  nel 2021 il mercato continuerà a crescere e le aziende guarderanno sempre di più a queste tecnologie per aumentare la resilienza e la sostenibilità delle catene produttive e di fornitura: queste sono le previsioni di EOS, fornitore di tecnologie per la stampa industriale di metalli e plastiche.

Il ruolo della stampa 3D nella lotta alla pandemia e gli scenari futuri

Nel corso del 2020 la stampa 3D ha giocato un ruolo chiave nella risposta alla pandemia di Coronavirus, aiutando a sopperire alla mancanza di dispositivi di protezione personale, come mascherine e visiere. Non sono mancate le iniziative delle aziende (anche attraverso la creazione di partnership pubblico-privato) volte a espandere ulteriormente il contributo del settore in questo ambito.

Negli Stati Uniti, ad esempio, si è dato vita a una partnership pubblico-privata (sotto il nome di America Makes) per sviluppare soluzioni innovative di additive manufacturing e 3D printing, sia in risposta all’emergenza sanitaria che per aumentare la competitività del Paese. Per indagare ulteriormente sull’impatto di queste tecnologie nella lotta contro il Covid e per migliorare la risposta della sanità pubblica a future emergenze sanitarie, la Food and Drug Administration ha lanciato, insieme ad America Makes, uno studio, chiamando a raccolta singoli e aziende innovatrici nel campo dell’additive manufacturing e della stampa 3D per valutare le possibilità future.

Altro esempio viene dal consorzio che si è costruito in Europa e in Nord America nel marzo del 2020, in collaborazione con le autorità canadesi e spagnole, per produrre il primo tampone nasale stampato in 3D certificato da un’agenzia governativa. I test clinici eseguiti sul tampone hanno dimostrato che ha la stessa affidabilità rispetto ai tamponi commerciali. Grazie alla produzione additiva, questi tamponi possono essere prodotti ovunque e costituire un ulteriore strumento alla lotta contro la pandemia, sopperendo alla mancanza delle scorte dei tamponi già in circolazione.

“Gli ultimi mesi sono stati sicuramente utili al sistema industriale italiano per comprendere gli effettivi benefici in termini di produttività legati alle tecnologie di additive manufacturing. Già diverse aziende hanno avviato con noi di EOS vari progetti per lo sviluppo di nuove applicazioni in diversi ambiti produttivi, e questi elementi saranno alla base per una potenziale espansione dell’intero settore del 3D Printing in Italia durante il 2021”, commenta Giancarlo Scianatico, Regional Manager per l’Italia di EOS.

Le potenzialità della produzione distribuita

Allo stesso modo, le tecnologie dell’additive manufacturing, combinate con le strutture di produzione digitale che collegano le macchine e i sistemi software di controllo della produzione in località sparse in tutto il mondo, possono essere utilizzate in altri settori per aumentare la flessibilità dei processi manifatturieri e di lavorazione: la stampa 3D industriale consente, infatti, di riadattare la produzione per rispondere alla domanda di nuovi prodotti e alle esigenze dei singoli clienti.

Tecnologie che assumeranno un peso maggiore anche nello sforzo dei singoli Paesi verso una produzione più sostenibile, secondo EOS, in quanto permettono di aumentare la trasparenza della catena di fornitura, di transitare a una produzione locale e su richiesta e riducono gli scarti rispetto alla produzione convenzionale.

Un esempio deriva dall’utilizzo di queste tecnologie nel settore aerospaziale, tra quelli maggiormente colpiti dalle restrizioni agli spostamenti imposte per fronteggiare la pandemia. Infatti, a fronte di una riduzione degli interventi di manutenzione richiesti in base alle ore di volo, la stampa 3D viene sempre maggiormente applicata nelle operazioni di manutenzione legate al calendario. Inoltre, secondo il Senior Vice President EMEA di EOS Markus Glasser, la stampa 3D può aprire la strada allo sviluppo e alla vendita di soluzioni personalizzate per migliorare l’esperienza dei passeggeri.

Proprio il settore aerospaziale guiderà, insieme all’automotive, la crescita del mercato dell’additive manufacturing nei prossimi anni, come sottolinea s un rapporto della società di consulenza strategica Reports and Data. Secondo il rapporto, il valore del mercato arriverà a raggiungere i 23,75 miliardi di dollari entro il 2027 (nel 2019 ha registrato un valore di 8,35 miliardi di dollari), anche grazie alla crescente adozione delle tecnologie di additive manufacturing da parte di queste 2 industrie, per la produzione di componenti leggeri, di piccole dimensioni e in grado di ridurre le emissioni prodotte dai veicoli.

Un altro settore strategico per la crescita del mercato nel 2021 sarà, sostiene EOS, quello dei beni di consumo, dove l’utilizzo della stampa 3D permette di sviluppare, con tempi e costi minori, prodotti personalizzati alle esigenze e alle caratteristiche del consumatore.

Il modello della produzione distribuita grazie alla stampa 3D e alle altre tecnologie dell’additive manufacturing, che ha mostrato il suo potenziale nella risposta alle sfide sollevate dalla pandemia, ha le potenzialità di introdurre cambiamenti strutturali nelle catene di produzione e fornitura, di cui possono beneficiare quasi tutti i settori industriali, spiega Markus Glasser.

“La stampa 3D industriale e la produzione decentrata possono trasformare il modo in cui progettiamo, creiamo, distribuiamo e ripariamo i prodotti su larga scala. Si tratta di una soluzione sia a breve che a lungo termine che non solo fornisce un accesso immediato alle forniture critiche, on demand, ma offre anche un’enorme flessibilità e una consegna più rapida delle merci, perché rese più vicine all’utente finale. Quasi tutti i settori industriali possono beneficiare dell’innovazione che ne deriva, contribuendo a creare una catena di fornitura più efficiente e sostenibile”, aggiunge.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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