Intelligence 5.0, il progetto del Gruppo Biesse per migliorare efficienza e produttività grazie ai sensori collaborativi

Realizzare una riprogettazione delle macchine con un sistema integrato di sensori che permettano di rilevarne lo stato in tempo reale, supportato da un framework software che permetta di utilizzare al meglio i dati raccolti, accompagnato da un modello di digital twin che sfrutta algoritmi predittivi di Machine Learning: sono queste le finalità del progetto Intelligence 5.0, del Gruppo Biesse e realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, con il sostegno della Regione e del Mise.

La Regione Marche ha infatti dato il via libera al finanziamento del 3% dei costi del progetto, al quale si aggiungono i 2,4 milioni di euro messi a disposizione dal Mise, per un investimento totale di 6,837 milioni di euro, di cui 4,9 milioni sostenuti da Biesse Group e la parte restante dall’Università Politecnica delle Marche.

Il progetto fa parte del più ampio ecosistema Open-I, un progetto di open innovation del Biesse Group volto a promuovere strette collaborazioni per l’innovazione con università, centri di ricerca, enti pubblici e startup e che nasce da un bando del Mise che, con il Decreto Ministeriale del 05 marzo 2018, ha reso disponibili stanziamenti per progetti di alta innovazione finanziati dal suo Fondo per la crescita sostenibile.

Una collaborazione che come spiega l’Amministratore Delegato del Biesse Group, Roberto Selci, sarà sempre più importante nei prossimi anni, per facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e che il Gruppo vuole portare avanti stringendo rapporti sempre più stretti anche con altre università, del territorio e non solo, in virtù dello spirito innovativo che ha sempre contraddistinto l’azienda.

“Questa collaborazione concretizza una sinergia attiva tra Istituzioni e Imprese a sostegno dei progetti di ricerca e sviluppo che garantiranno sempre più la competitività e lo sviluppo nei settori di riferimento. Intelligence 5.0 si inserisce nel processo di digital transformation che stiamo promuovendo concretamente già da diversi anni in azienda, con l’obiettivo di creare fabbriche sempre più digitali e offrire ai nostri clienti soluzioni e servizi ancor più evoluti, semplificando e ottimizzando la gestione del lavoro e la produttività degli impianti”, commenta Selci.

Progetto Intelligence 5.0, le caratteristiche e le finalità

Il progetto si pone come evoluzione della piattaforma IoT del Gruppo, Sophia, realizzata in collaborazione con Accenture, alla quale sono attualmente collegati oltre 3 mila macchinari. Una soluzione che utilizza la raccolta dei dati dai macchinari intelligenti per implementare interventi di manutenzione predittiva.

Intelligence 5.0 punta a creare in 36 mesi una rete di sensori collaborativi applicati ai componenti delle macchine a controllo numerico per attività di diagnostica predittiva. Il sistema, attraverso l’utilizzo di algoritmi di Machine Learning, fornirà analisi predittive su possibili guasti o malfunzionamenti dei macchinari, fornendo agli operatori un’ interfaccia utente intelligente per un utilizzo ottimale dei macchinari.

Un progetto con cui Gruppo Biesse espande il portfolio dei servizi offerti ai clienti, che si focalizzeranno sempre maggiormente sulla manutenzione predittiva, ma anche sulle tecnologie di edge computing, per permettere un uso sempre più intelligente dei macchinari. Il Gruppo, punta inoltre ad offrire servizi sempre più personalizzati alle esigenze dei clienti, per assicurare continuità ed efficienza dei processi.

Intelligence 5.0 è anche un progetto con un forte legame con il territorio, che punta a rafforzare la competitività nei mercati internazionali delle aziende della filiera , come sottolinea il Vicepresidente della Regione Marche, Mirco Carloni.

“Si tratta di un investimento particolarmente importante per il nostro territorio perché, grazie all’impiego delle tecnologie digitali, consentirà di migliorare il livello di affidabilità e qualità delle nostre produzioni, proponendosi come un nuovo modello di riferimento per lo sviluppo della Fabbrica intelligente”, commenta.

“Un programma che ci rende orgogliosi perché ha un impatto positivo non solo sulla competitività aziendale ma anche sulla qualificazione professionale del capitale umano che verrà assunto durante il triennio pari ad oltre 60 unità. Si tratta di una decisione assunta dal nuovo Governo regionale nell’ottica di sostenere la qualità degli investimenti innovativi al fine di potenziare la competitività e la capacità di attrazione del sistema produttivo delle Marche”, aggiunge.

Il prossimo passo per il Gruppo Biesse, sarà puntare su soluzioni che permettano all’azienda e ai clienti di migliorare la produzione in un’ottica di sostenibilità, come spiega Paolo Tarchioni, Direttore Innovazione del Biesse Group.

“La nostra frontiera per i prossimi anni sarà portare la sostenibilità al centro dei nostri prodotti e capire come aiutare i nostri clienti a consumare meno energia, a risparmiare materiale, ad avere anche un riutilizzo della macchina durante il suo ciclo di vita”, commenta.

La presentazione del progetto, che è ora in attesa del decreto finale del Mise, segue di qualche giorno l’avvio dell’iniziativa “i4Q – Industrial Data Services for Quality Control in Smart Manufacturing”, finanziata in ambito europeo sotto l’egida di Horizon 2020, il programma di finanziamento creato dalla Commissione europea con l’obiettivo di sostenere e promuovere la ricerca. L’iniziativa vede il coinvolgimento di 24 soggetti provenienti da 10 nazioni diverse, per un budget totale di oltre 11 milioni di euro e una durata di 36 mesi. Tra i vari partner, il Centro di Ricerca CERTH (coordinatore), IBM, Engineering, Whirlpool, DIN, Università di Valencia e Università di Berlino.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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