Incentivi per l’internazionalizzazione, portale Simest in tilt e code virtuali chilometriche

Grandi aspettative, migliaia di imprese in coda e portale in tilt: è stata una partenza “con il botto”, purtroppo non in senso positivo, quella del Fondo 394 gestito da Simest (società di Cassa Depositi e Prestiti) in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: uno sportello che mette a disposizione 2,1 miliardi per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, soprattutto delle PMI.

Problemi che da una parte denotano l’interesse delle imprese, dall’altro una non nuova inadeguatezza dei sistemi informatici della Pubblica Amministrazione.

Come abbiamo spiegato nel dettaglio in questo articolo, il fondo mette a disposizione finanziamenti a tasso agevolato (nel mese di giugno lo 0,055% annuo) e contributi a fondo perduto per permettere alle aziende italiane di inserirsi e rafforzare la propria posizione nel contesto competitivo globale.

Uno strumento che nel 2020 ha messo a disposizione delle aziende circa 3 miliardi di euro, erogati in oltre 10.o00 finanziamenti a 7.600 aziende, che hanno potuto usufruire di agevolazioni per la patrimonializzazione, lo sviluppo dell’e-commerce e altre azioni volte al posizionamento sui mercati internazionali attraverso un contributo a fondo perduto al 50%.

Quest’anno, nonostante le agevolazioni siano state ridotte – il finanziamento a fondo perduto non è più previsto per le operazioni di patrimonializzazione e per le restanti è sceso al 25% – vi era grande attesa da parte degli imprenditori per l’apertura dello sportello online (avvenuta nella giornata del 3 giugno) presso il quale si possono presentare le domande di accesso ai finanziamenti.

Aspettative che purtroppo sono state deluse, come ci hanno raccontato diversi imprenditori e addetti ai lavori. Il portale, infatti, è andato in tilt poco dopo l’apertura dello sportello (alle ore 8:30, secondo quanto riportato dalle nostre fonti) a causa dell’alto numero di utenti in coda.

“Non era stato dato un orario preciso per l’apertura dello sportello, abbiamo quindi controllato anche nella notte se si potevano già inviare le domande. Alle 8:30, quando siamo riusciti ad accedere allo sportello, il nuovo strumento di coda virtuale, che ti permette di vedere la tua posizione rispetto agli altri utenti in attesa, ci segnalava che avevamo davanti circa mille aziende”, spiega un addetto ai lavori.

“Abbiamo atteso il nostro turno, che si è concretizzato verso le 9:30/10:00. Ma il sistema è andato completamente in blocco e dopo quasi due ore di attesa, quando siamo entrati nell’area dedicata alla presentazione delle domande, ci siamo visti rispediti in fondo alla coda” prosegue il racconto.

Tutti gli operatori dell’azienda in questione, che stava presentando diverse domande per conto di diversi clienti, hanno riscontrato lo stesso problema: nel momento in cui hanno iniziato a compilare il profilo del cliente (un’operazione per cui si hanno 60 minuti a disposizione, dopo di che si perde la priorità acquisita), il portale li ha rispediti in coda.

Quando hanno tentato nuovamente l’accesso alla coda virtuale si sono trovati davanti fino a 7.000 imprese. La conferma che il problema fosse generalizzato è arrivata dall’assistenza di Simest, che attraverso un’email ha spiegato che il disservizio era dovuto a un problema del portale verificatosi durante l’acquisizione dei dati anagrafici dell’impresa.

Il consiglio dato all’utente è stato quello di rimanere in coda per non perdere la priorità, ma nella sera del 3 giugno la situazione non si era ancora sbloccata. Infatti, l’accesso al portale è stato sospeso durante la nottata (tra le 24:00 e le ore 9:00 di venerdì 4 giugno), ma quando l’imprenditore ha tentato nuovamente di accedere alla coda il mattino dopo si è trovato davanti alla stessa situazione della mattina precedente: coda bloccata e circa 386 aziende avanti a lui.

Il portale, quindi, sembra non riuscire a sostenere l’alto numero di utenti che tentano di accedere al servizio per presentare domanda. “Un fatto molto grave – commenta un addetto ai lavori – sia perché evidentemente l’infrastruttura predisposta non è adeguata, sia perché era più che prevedibile che ci sarebbe stato un tale interessamento da parte delle imprese, soprattutto in questo momento storico”.

Imprese che, ad oggi, continuano ad attendere che la situazione si sblocchi, preoccupate di venire escluse dall’accesso ai finanziamenti per problemi tecnici e non per loro colpa. “Abbiamo anche proposto a Simest di sospendere momentaneamente il servizio. Le domande vengono prese in carico a seconda dell’ordine cronologico di presentazione. Vista la situazione, è più che possibile che chi si è collegato alle 10:30 del 3 giugno sia passato avanti a chi si era collegato alle 8:30 ed è stato poi rispedito in coda per problemi tecnici”, spiega un imprenditore.

Frustrazione più che comprensibile, visto il numero di imprese che stanno cercando di accedere al servizio. “Nel 2020 sono state presentate circa 13.000 domande per 2 miliardi di euro. Se adesso ci sono 7.000/8.000 aziende in coda, ecco che è facile capire che le risorse si esauriranno velocemente”.

I disagi sono continuati nella giornata del 4 giugno e a rendere ancora più amara questa situazione per gli imprenditori si è aggiunto l’atteggiamento dell’ente, che ha continuato a far finta che filasse tutto liscio, almeno ufficialmente: Simest ha infatti diramato un comunicato stampa in cui ha rilasciato alcuni numeri relativi all’ampia adesione delle imprese, ma nel quale non ha fatto alcun riferimento ai problemi tecnici che hanno interessato il portale e ai disagi che ne sono conseguiti per gli imprenditori.

I dati diffusi parlano di 3.000 domande presentate per un controvalore di 900 milioni di euro. Delle oltre 7.000 imprese che ieri mattina si trovavano in coda, dunque, soltanto 3.000 sono riuscite a finalizzare la richiesta. “L’operatività sul portale dei Finanziamenti agevolati Simest proseguirà da oggi fino ad assorbimento totale delle risorse disponibili” si legge nel comunicato.

Verso le 16:00 del 4 giugno, tuttavia, il portale ha smesso di accettare le domande. Non è ancora chiaro se si tratta di una sospensione momentanea o se è dovuta all’esaurimento delle risorse messe a disposizione.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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