Production Logistics: flessibilità per una produzione sempre più on demand

Oggi adattarsi ai mutamenti rapidi del mercato è di fondamentale importanza. Le aziende manifatturiere devono essere in grado di riorganizzare la linea produttiva per adattarsi alle variazioni della domanda. Produzioni on-demand e lotti sempre più piccoli e specifici costringono ad acquisire nuovi componenti e materie prime, adeguare i flussi, movimentare pallet che caricano asset con codici diversi, e così via. Operatività e controllo delle attività di movimentazione, se gestite in maniera analogica, sarebbero soggette a un alto rischio di errori. Circostanze che nessun imprenditore può permettersi. Entra in gioco, allora, la Production Logistics, disciplina strategica utile a monitorare ogni singolo passaggio della produzione e a migliorare l’efficienza e la flessibilità dei processi industriali.

Di per sé, il concetto di “Logistica della Produzione” rimanda all’idea di una migliore organizzazione del trasporto di beni e merci all’interno dello stabilimento. Tuttavia, il suo significato non è solo legato alla movimentazione di oggetti, siano essi materie prime o prodotti finiti. La Production Logistics è un paradigma organizzativo in chiave digitale che comprende la progettazione, l’implementazione, il controllo di tutte le attività all’interno del processo di produzione, dalla ricezione fino al trasporto, la distribuzione e lo stoccaggio.

Si tratta dell’applicazione di tecnologie proprie del mondo dell’automazione e dell’Industrial Internet of Things (IIoT), i cui vantaggi sono legati alla produzione e gestione dei dati.

Come rendere flessibile la produzione attraverso gli smart sensor

La Production Logistics è come un ponte tra il Supply Chain Management e il Production Management, vale a dire un meccanismo che lega i due ambiti di gestione attraverso la produzione di dati digitali. E sono proprio i dati a potenziare la valenza delle soluzioni tecnologiche da mettere in luce.

Marco Catizone, Head of Industrial Integration Space di SICK entra nel dettaglio delle potenzialità della Production Logistics. Multinazionale operativa dal 1946, SICK è leader di mercato nel campo delle soluzioni tecnologiche per l’Industria 4.0, con un focus specifico sugli smart sensor.

“Tracciare l’intera produzione all’interno dello stabilimento, dal ricevimento delle materie prime alla consegna in magazzino del prodotto finito – spiega Catizone –, è un risultato che si può facilmente ottenere attraverso tre attività:

  • l’identificazione di ogni oggetto (materia prima, componente, prodotto intermedio, prodotto finito);
  • la localizzazione degli oggetti, in ogni area dello stabilimento e in ogni momento;
  • l’integrazione di tutte le informazioni nel gestionale del cliente.

Identifichiamo il prodotto attraverso codici a barre, 2D o RFID applicati ai prodotti stessi o ai loro contenitori, li localizziamo nello spazio industriale mediante trasponder con tecnologia UWB (Ultra Wide Band) applicati ai mezzi di movimentazione, attraverso antenne radio installate nello stabilimento, ma possiamo anche fare in modo che queste merci si muovano seguendo percorsi di volta in volta diversi, a seconda delle esigenze di produzione. Per far questo, e rendere dunque flessibile la produzione, possiamo utilizzare veicoli a guida autonoma (AGV o AGC), dotati di sensori di sicurezza e anticollisione, in luogo dei tradizionali nastri trasportatori, che sono più adatti a produzioni standardizzate”.

Massima flessibilità per essere sempre competitivi

Nell’ipotesi di dover produrre un piccolo lotto con caratteristiche diverse rispetto alla lavorazione tradizionale, per esempio, i veicoli trasportano gli asset necessari al punto di produzione, in maniera veloce, sicura e autonoma. Allo stesso modo, il carico e lo scarico dei prodotti, può avvalersi di sensori fotoelettrici miniaturizzati, che ottimizzano l’attività del braccio robotico in uso. I dati raccolti in corso d’opera permettono di avere un costante controllo non solo delle merci, ma anche sulle macchine, a seconda di quali e quanti sensori intelligenti si utilizzano. Le informazioni ricavate aiutano a:

  • localizzare e identificare le materie prime;
  • rilevare anomalie nei processi;
  • perfezionare lo smistamento della merce;
  • comunicare informazioni in real-time al tavolo di controllo;
  • rendere possibile la manutenzione predittiva;
  • comporre uno storico estremamente preciso di ogni lavorazione, minuto per minuto.

“Non esiste una soluzione predeterminata di Production Logistics perché la personalizzazione è parte integrante del concetto. Noi di SICK in particolare aiutiamo a sviluppare progetti su misura per ogni cliente, sulla base delle sue lavorazioni, dei suoi impianti e dei suoi spazi”, sottolinea Catizone, mettendo in evidenza come il concetto di flessibilità sia relativo alla produzione del cliente, ma anche alla progettazione della soluzione più idonea al contesto.

Effetti collaterali di grande importanza strategica

Più rapidità, flessibilità, sicurezza e redditività sono alcuni dei vantaggi più evidenti della Production Logistics. Tuttavia vi sono almeno due aspetti ulteriori che meritano una riflessione:

1. il retrofitting degli impianti, attraverso l’utilizzo di smart sensor come dispositivi di raccordo tra mondo delle macchine e mondo informatico;
2. una più agile gestione delle certificazioni di Controllo Qualità secondo le norme ISO 9001:2015, ottimizzata grazie all’archivio digitale dei dati relativi al flusso di produzione. Tali informazioni, incrociate con ogni altro parametro utile, contribuiscono al superamento degli audit annuali, momenti di verifica fondamentali per ogni azienda manifatturiera.

Tanti aspetti positivi da valutare che rendono l’investimento nella Production Logistics un’azione strategica da mettere subito in azione.

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