Piaggio Fast Forward presto lancerà la prima piattaforma di sicurezza per motocicli basata su radar a immagini 4D

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Migliorare la sicurezza dei motociclisti con soluzioni in grado di affrontare le problematiche legate ai vincoli di dimensione del veicolo e la sua manovrabilità ad angoli di inclinazione elevata: è questo lo scopo della nuova tecnologia di sensori per i robot di consumo e d’impresa e per la sicurezza di moto e scooter sviluppata da Piaggio Fast Forward (PFF), la società di robotica del Gruppo Piaggio

La compagnia di Boston – specializzata in robotica, tecnologia di tecnologia di inseguimento e implementazione del comportamento intelligente in robot e macchine – ha iniziato a sviluppare il modulo sensore radar personalizzato lo scorso anno. L’obiettivo, è quello di utilizzare la tecnologie in moto e scooter del gruppo Piaggio in un primo momento e successivamente metterla a disposizione di altre aziende.

L’azienda ha assegnato un contratto di fornitura per il Radar-on-Chip dei moduli a Vayyar Imaging, segnando l’implementazione della prima piattaforma di sicurezza per motocicli basata su radar a immagini 4D del settore. Il pacchetto completo di sensori  per la produzione di massa nei sistemi Aras (Advanced rider assistance systems) delle moto del Gruppo Piaggio è sviluppato, costruito e fornito da Piaggio Fast Forward.

I sistemi di assistenza avanzata alla guida sono in prima linea nella battaglia per prevenire le collisioni e proteggere i motociclisti. La tecnologia Aras, infatti, non solo soddisfa i rigorosi requisiti tecnologici delle tradizionali funzioni di assistenza alla guida, ma affrontano anche ulteriori sfide specifiche per i motociclisti, come i vincoli sulle dimensioni e la manovrabilità del veicolo ad angoli di inclinazione elevati.

I moduli di PFF utilizzano il sensore mmWave 4D imaging Radar-on-Chip (RoC) di Vayyar, consentendo molteplici funzioni Aras, come Blind Spot Detection (BSD), Lane Change Assist (LCA) e Forward Collision Warning (FCW) con un singolo sensore che supporta una portata di oltre 100 metri e un campo visivo estremamente ampio.

Il lancio dei robot PFF che incorporano la tecnologia radar è previsto per la fine del 2021, mentre i modelli di moto del Gruppo Piaggio dotati del modulo sensore PFF saranno lanciati nel 2022.

“PFF sta creando prodotti a tecnologia avanzata per robot e motocicli che rilevano e misurano gli oggetti nell’ambiente circostante per fornire le informazioni di cui abbiamo bisogno per la mappatura, il rilevamento degli oggetti e il controllo, indipendentemente dall’illuminazione, dal tempo e da altri fattori ambientali”, commenta Greg Lynn, Ceo di Piaggio Fast Forward.

La tecnologia radar di imaging 4D di Vayyar, utilizzata sia nei robot PFF che nei moduli di rilevamento PFF sviluppati per l’industria motociclistica, supporta un ampio sistema MIMO (Multiple Input Multiple Output) in grado di fornire modelli point cloud, ad altissima risoluzione, per un monitoraggio completo dell’ambiente in cui si trova il robot o il veicolo.

Questo sensore ad elevate prestazioni integra la sofisticata tecnologia single- chip 4D Imaging Radar, caratterizzata da un campo visivo molto ampio, sia in azimut sia in elevazione, senza zone morte, rilevando e tracciando in maniera precisa la presenza di oggetti. Le forme ridotte sono state progettate specificamente per meglio adattarsi alle caratteristiche del design di motocicli e robot.

“Siamo molto entusiasti di collaborare con PFF, che è all’avanguardia nella tecnologia dei sensori, sia in termini di armonizzazione con l’esperienza del pilota su prodotti a due e tre ruote, sia di applicazione nei loro innovativi robot. I motociclisti sono tra gli utenti della strada più vulnerabili, e questo è un grande passo avanti nella riduzione del loro rischio di collisione”, aggiunge Ilan Hayat, direttore del Business Development di Vayyar Imaging.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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