A gennaio la fiducia delle imprese scende ai livelli più bassi degli ultimi 9 mesi (e peggiora anche quella dei consumatori)

Deciso calo per la fiducia dei consumatori e delle imprese: i dati dell’Istat relativi al mese di gennaio, riportano infatti una flessione sia dell’indice di fiducia dei consumatori che di quello delle imprese, con quest’ultimo che tocca i valori più bassi da nove mesi a questa parte.

L’indice di fiducia dei consumatori passa da 117,7 di dicembre 2020 a 114,2. Il calo riguarda tutte le componenti dell’indice, ma a pesare è un peggioramento delle attese sulla situazione economica dell’Italia e sull’andamento della disoccupazione.

Infatti, il calo maggiore si riferisce alle componenti del clima economico – dove l’indice passa da 139,6 a 129,7 –  e al clima futuro (da 120,8 a 113,5).

La flessione è invece contenuta per la componente personale (da 110,4 a 109,0) e per quella corrente (da 115,6 a 114,7). Componenti che avevano registrato un leggero miglioramento a dicembre – quando la componente personale era salita da 110,0 a 110,4 e quella del clima corrente da 115,2 a 115,6 – trainando così la crescita dell’indice complessivo.

In diminuzione la fiducia delle imprese

Per quanto riguarda la fiducia delle imprese, a gennaio si registra un deciso calo, con l’indice che passa da112,7 a 105,4. Il valore più basso tra quelli registrati negli ultimi nove mesi, trainato soprattutto dal comparto dei servizi di mercato, dove l’indice passa da 109,6 a 94,9.

Una brusca frenata che segue la flessione di dicembre – quando si era già registrata una flessione dell’indice di fiducia per il comparto dei servizi di mercato – e che interrompe il trend positivo che si era registrato fino al mese di novembre, quando l’indice di fiducia delle imprese rimaneva su livelli record.

L’indice registra una flessione anche negli altri comparti, anche se con intensità diverse. La diminuzione è contenuta nell’industria: nel manifatturiero, infatti, l’indice di fiducia passa da 115,0 a 113,9 e nelle costruzioni scende da 159,1 a 158,8). Riduzione più contenuta anche per il commercio al dettaglio, dove l’indice flette da 107,4 a 106,6.

Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura e nei servizi tutte le variabili peggiorano. Nelle costruzioni si deteriorano i giudizi sugli ordini, ma aumentano le aspettative sull’occupazione presso l’impresa.

Con riferimento al commercio al dettaglio, migliorano i giudizi sulle vendite correnti, mentre diminuiscono le aspettative sulle vendite future e le scorte sono giudicate in accumulo. A livello di circuito distributivo, la fiducia è in diminuzione nella grande distribuzione, mentre migliora in quella tradizionale.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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