In Emilia Romagna oltre la metà delle imprese ha abbracciato il paradigma 4.0 (e molte hanno cambiato il business model)

Competence center BI-REX: una veduta dall’alto della Linea Pilota

“Per il 40% delle aziende manifatturiere e di servizi, l’impatto del digitale e dell’innovazione 4.0 cambia anche il loro modello di business”. A parlare è Serena Fumagalli, economista della direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, durante la presentazione dell’Osservatorio Industria 4.0 creato dal Competence Center Bi-Rex e da Intesa Sanpaolo. Un aspetto, quello dell’impatto del paradigma 4.0 sui modelli di business, che ha sorpreso gli stessi analisti.

Lo studio presentato a Bologna è frutto di un’indagine condotta su oltre 300 aziende manifatturiere e dei servizi dell’Emilia-Romagna e delle Marche.

Dall’indagine sul campo, realizzata dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, emergono diversi spunti e tendenze in atto. Ad esempio, “i primi obiettivi raggiunti, attraverso la transizione digitale, sono l’automazione e il monitoraggio dei processi e l’aumento della velocità di produzione, quindi risultati che vanno nella direzione di una maggiore efficienza complessiva”, sottolinea Giovanni Foresti, anch’egli economista di Intesa Sanpaolo e tra i curatori dell’indagine.

Foresti osserva: “fare investimenti in tecnologie risulta importante perché porta diversi vantaggi anche in termini di efficientamento energetico, costi complessivi e sostenibilità”.

E il terzo economista di Intesa Sanpaolo che ha curato la survey, Sara Giusti, evidenzia: “un altro risultato che emerge dall’analisi effettuata sulle 308 imprese emiliano-romagnole e marchigiane della manifattura e dei servizi riguarda il beneficio apportato dal Competence Center bolognese: le imprese entrate in contatto con Bi-Rex hanno un profilo tecnologico più evoluto rispetto alle altre, e l’interazione con il Competence Center ha aiutato in modo rilevante le aziende nel loro sviluppo digitale e innovativo”.

Nell’industria spicca l’adozione della robotica

Più di metà delle imprese adotta tecnologie 4.0, con punte superiori al 70% per le imprese più grandi e attive nei settori dell’elettronica ed elettrotecnica. Anche tra le imprese più piccole emerge però un buon grado di diffusione del 4.0: quasi la metà dichiara infatti di adottare almeno una tecnologia 4.0. Tra le tecnologie più adottate si osservano differenze settoriali, che riflettono le specificità di ciascuna specializzazione produttiva.

Nell’industria spicca l’adozione di robotica (66% per la metalmeccanica, 53% per elettronica ed elettrotecnica), magazzini automatizzati (circa 30%), stampa 3D e cloud computing (circa 20%), mentre nei servizi si segnala il maggior utilizzo di intelligenza artificiale (29%), big data (17%) e IoT (29%). Più trasversale invece il ricorso alla cybersecurity.

Fonte: Competence center Bi-Rex e Intesa Sanpaolo

Un’impresa su due adotta più di una tecnologia e ben il 10,3% delle imprese adottanti ne impiega almeno 5. Si tratta di un fenomeno recente, che ha avuto un’accelerazione a partire dal 2017, grazie a efficaci interventi di politica industriale, e ha favorito lo sviluppo di smart factories, con l’impiego cioè di tecnologie 4.0 soprattutto nei processi di produzione e di R&S.

L’adozione del 4.0 è stata accompagnata da formazione degli addetti in produzione o da impiego di personale esterno specializzato, ed ha avuto un impatto rilevante sia sulla struttura organizzativa che sui modelli di business, soprattutto per i soggetti più evoluti in chiave 4.0.

Il digitale spinge automazione ed efficienza

Il processo di implementazione delle tecnologie 4.0 è stato promosso prevalentemente dai proprietari e titolari delle imprese, ma emerge il ruolo determinante di figura dedicate nei player di maggiori dimensioni.

“La realizzazione della seconda edizione dell’Osservatorio, importante strumento messo a punto con l’obiettivo di accompagnare le PMI nel loro percorso verso l’Industria 4.0, conferma il ruolo centrale giocato dal nostro Competence Center nel panorama nazionale, in qualità di centro di innovazione tecnologica altamente specializzato”, rimarca Domenico Bambi, presidente di Bi-Rex: “in un contesto particolarmente complesso che obbliga sempre più il nostro tessuto produttivo ad implementare processi legati alla trasformazione digitale, è fondamentale fare networking con le imprese affinché possano essere informate, supportate ed indirizzate”.

Secondo l’indagine, i soggetti determinanti nell’adozione delle tecnologie 4.0 sono risultati i fornitori di tecnologie (nel 79% dei casi) e quelli di impianti e di macchinari (60%). Al terzo posto i consulenti (23%), seguiti dai clienti (13%).

Per le imprese più evolute, spicca il ruolo delle Università e dei Competence Center, mentre per le aziende ICT e dei servizi assume rilevanza anche la relazione con start-up. Se per la maggior parte dei soggetti la relazione riguarda l’acquisto di tecnologia, è interessante sottolineare come per le imprese ad alta digitalizzazione, sia importante la collaborazione per progetti innovativi, soprattutto con le Università e i Competence Center.

Le imprese che adottano tecnologie 4.0 non effettuano un mero processo di acquisto di soluzioni tecnologiche ma, soprattutto quando interagiscono con clienti e Università, attivano processi di co-creazione tra l’impresa e gli altri attori coinvolti. Le imprese manifestano un buon grado di apprezzamento dei partner tecnologici; alcune criticità emergono però nei tempi e nei costi di implementazione.

Bi-Rex, un punto di riferimento per molte aziende

Il Competence center con sede a Bologna – focalizzato in particolare sulla Big Data Innovation – è nato nel dicembre 2018 come uno degli otto Centri di competenza istituiti dal Mise nell’ambito del Piano Industria 4.0. È quindi un partenariato pubblico-privato con 60 player tra Università, centri di ricerca e imprese di eccellenza.

“In questi primi anni di attività abbiamo costruito una realtà e un punto di riferimento molti importanti per tante piccole e medie imprese italiane che hanno la necessità di modernizzarsi e digitalizzarsi”, rimarca il presidente di BI–REX: “guardando alla situazione complessiva degli otto Competence Center nazionali va però anche sottolineato che oggi non ci troviamo tutti allo stesso livello di sviluppo, l’evoluzione non è stata del tutto omogenea e uniforme”.

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Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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