IL RAPPORTO DEL CSC

Confindustria, PIL a +1%: bene investimenti e beni strumentali, ma energia e dipendenze tecnologiche ipotecano il futuro


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L’analisi del Centro Studi Confindustria: nel 2026 il PIL crescerà dell’1% e nel 2027 dello 0,6%. I beni strumentali sono l’unica macrocomponente produttiva sopra i livelli del 2021. Gli investimenti in macchinari resistono grazie agli incentivi. Costi energetici, bassa produttività e dipendenze industriali da USA e Cina i nodi da risolvere.

Pubblicato il 14 ott 2026



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L’economia italiana crescerà dell’1% nel 2026, mezzo punto percentuale in più rispetto alle previsioni formulate la scorsa primavera, ma rallenterà allo 0,6% nel 2027. La revisione delle stime del Centro Studi Confindustria, al rialzo rispetto a quelle precedenti, fotografa un’economia che, nonostante le tensioni internazionali e i rincari energetici, ha mostrato una capacità di tenuta superiore alle attese. Le prospettive per il prossimo anno restano però deboli, anche per il progressivo esaurirsi della spinta degli investimenti legati al PNRR.

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