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Emanuele Orsini sarà il prossimo presidente di Confindustria

Emanuele Orsini è stato designato presidente di Confindustria per il biennio 2024-2025, ricevendo 147 preferenze su 173 voti. L’imprenditore emiliano, unico candidato dopo il ritiro di Edoardo Garrone, ha un background imprenditoriale significativo nei settori delle costruzioni e alimentare. La sua elezione segue un percorso di crescita all’interno di Confindustria, dove ha già servito come vicepresidente. L’elezione avverrà il 23 maggio, con il voto dell’assemblea dei delegati.

Pubblicato il 04 Apr 2024

Emanuele Orsini Presidente Confindustria

Il Consiglio Generale di Confindustria ha designato Emanuele Orsini nel ruolo di Presidente dell’Associazione per il periodo 2024-2025 con 147 preferenze su 173 voti (su un totale di 187 aventi diritto).

L’imprenditore emiliano, unico candidato dopo il ritiro di Edoardo Garrone, aveva ricoperto durante la Presidenza Bonomi il ruolo di vicepresidente dell’Associazione con delega a credito, finanza e fisco. L’elezione sarà il 23 maggio con il voto dell’assemblea dell’associazione degli industriali.

Chi è Emanuele Orsini

Nato a Castelvetro, in provincia di Modena, nel 1973, Emanuele Orsini è da tempo alla guida di Sistem Costruzioni (nel ruolo di Amministratore Delegato), azienda fondata dal padre Carlo nel 1978. L’azienda, specializzata in prefabbricati e materiali per costruzioni in legno, vanta un fatturato di 40 milioni di euro e ha all’attivo progetti significativi come il Maranello Village.

L’impegno di Orsini si estende anche al settore alimentare, attraverso la gestione di Tino Prosciutti, azienda che opera nella lavorazione e nella produzione di Prosciutto Crudo Stagionato con un fatturato di 72 milioni.

Nel 2013, Orsini ha assunto la presidenza di Assolegno e, a partire dal 2017, ha ricoperto il ruolo di presidente di FederlegnoArredo.

Durante la presidenza di Carlo Bonomi, Orsini è stato nominato vicepresidente di Confindustria, ruolo che ricopre ancora oggi, con deleghe su credito, finanza e fisco.

In occasione della precedente elezione per la presidenza di Confindustria, che vide la vittoria di Carlo Bonomi, Orsini aveva partecipato alla corsa, formando inizialmente un’alleanza con Giuseppe Pasini, imprenditore bresciano, per poi appoggiare lo stesso Bonomi.

La scalata alla presidenza di Confindustria

La corsa alla presidenza di Confindustria ha visto inizialmente Edoardo Garrone, presidente di Erg e del Sole24Ore, come uno dei candidati principali, sostenuto da importanti imprenditori del Nord Ovest, inclusi quelli del Piemonte e di gran parte della Lombardia, con un supporto significativo anche da Assolombarda.

Tra i nomi di spicco che hanno caldeggiato la sua candidatura troviamo Marco Tronchetti Provera, Emma Marcegaglia, Diana Bracco e Luca Cordero di Montezemolo. La competizione per il ruolo di presidente vedeva anche Orsini – sostenuto invece dagli imprenditori del Nord-Est – e Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e Duferco.

Dopo che il comitato di designazione ha escluso Gozzi, anche Garrone ha scelto di ritirarsi ufficialmente dalla corsa alla presidenza per evitare una spaccatura all’interno di Confindustria, che avrebbero indebolito la nuova presidenza.

Dopo il passo indietro di Garrone, il Consiglio Generale di Confindustria, riunitosi il 4 aprile, ha quindi designato Orsini alla carica, per cui era l’unico candidato.

Il 18 aprile il Consiglio Generale dovrà esprimersi sul programma e sulla squadra dei Vicepresidenti scelta dal presidente designato, la cui nomina sarà sottoposta a votazione da parte dell’Assemblea dei delegati, convocata il 23 maggio, che di fatto eleggerà il 32° presidente di Confindustria.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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