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ZES 2.0: 60 miliardi per la crescita del Mezzogiorno e la competitività nazionale



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Il piano strategico elaborato da Intesa Sanpaolo, Confindustria e il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri punta ad attrarre grandi gruppi esteri e favorire nuovi insediamenti industriali ad alta intensità tecnologica. Ai fondi agevolati si affiancano servizi di advisory per supportare la crescita delle PMI.

Pubblicato il 16 lug 2026



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Estendere l’efficacia della ZES, la Zona economica speciale, su scala nazionale e trasformarla in un pilastro della politica industriale italiana: è questo l’obiettivo del piano strategico “ZES 2.0” elaborato da Intesa Sanpaolo, con Confindustria e con il Dipartimento per il Sud presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’iniziativa, che attraverso la Divisione Banca dei Territori mette a disposizione nuove risorse per 60 miliardi di euro destinati allo sviluppo della ZES su scala nazionale, mira a superare la logica dei soli incentivi territoriali per favorire la nascita di nuovi insediamenti produttivi ad alta tecnologia e attirare investimenti diretti dall’estero.

L’obiettivo è quello di consolidare la ritrovata centralità del territorio meridionale nella dinamica industriale del Paese e nell’area mediterranea, proseguendo il percorso virtuoso intrapreso anche grazie ai fondi del PNRR.

La crescita del Mezzogiorno nei dati del Check-up 2026

I presupposti economici per l’efficacia di un intervento di questa portata trovano riscontro nell’analisi semestrale Check-up Mezzogiorno, curata da Confindustria e SRM, il centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo.

I dati presentati a Bari mostrano un territorio meridionale in forte consolidamento, caratterizzato da dinamiche di crescita che superano la media nazionale.

Tra il 2019 e il 2025, il Pil del Sud Italia ha registrato un incremento dell’8,3%, staccando il dato medio del Paese fermo al 6,3%. L’indice sintetico dell’economia meridionale, elaborato per misurare la vitalità complessiva del territorio, ha raggiunto nel 2025 quota 643, superando il valore del Nord, attestatosi a 622,7, e mostrando un recupero di oltre otto punti rispetto all’anno precedente grazie alla spinta impressa dagli investimenti.

Il quadro espansivo si riflette in modo significativo anche sul mercato del lavoro: l’area meridionale conta oltre 6,52 milioni di occupati, evidenziando un incremento tendenziale dello 0,6%, una variazione pari al triplo rispetto allo 0,2% della media italiana.

Finanziamenti e advisory strategica per la crescita dimensionale

Con il piano strategico “ZES 2.0” il Gruppo bancario italiano guidato da Carlo Messina conferma e rinnova lo storico legame con le regioni meridionali, alle quali ha già erogato complessivamente oltre 28 miliardi di euro a partire dal 2020.

La banca partecipa attivamente alla promozione delle aree ad economia speciale fin dal loro avvio e, dopo aver erogato 12 miliardi di euro di finanziamenti connessi agli investimenti diretti e indiretti favoriti dalle ZES nel Mezzogiorno, ha annunciato nuove misure estendendone l’applicazione su scala nazionale.

Gli interventi prevedono un’ulteriore disponibilità di 60 miliardi di euro nei prossimi anni dedicata agli investimenti e alle opere di adeguamento infrastrutturale ed energetico, con una focalizzazione mirata sull’attrazione dei capitali delle imprese del Nord e di quelle estere.

È previsto inoltre il rafforzamento della presenza internazionale delle piccole e medie imprese italiane attraverso la rete di partner del gruppo, ampliando il supporto attivato dal modello Zes a diverse aree geografiche del Paese, comprese le regioni settentrionali.

Un nuovo roadshow con tappe nazionali ed estere punterà ad attrarre nuovi capitali e investimenti, incentivando le localizzazioni produttive nel Mezzogiorno.

Le attività di advisory supporteranno invece le operazioni di finanza straordinaria dedicate all’apertura del capitale, alla crescita dimensionale, alle fusioni e acquisizioni e al passaggio generazionale.

Per le imprese che investiranno all’interno della ZES è stata inoltre definita una linea di finanziamento specifica che riconosce un’agevolazione sul tasso d’interesse, affiancandosi alle agevolazioni pubbliche già previste dalla normativa.

La centralità della ZES nell’accordo quadriennale tra Confindustria e Intesa Sanpaolo

La ZES quale leva strategica in termini di connettività e competitività del Sud Italia è uno dei temi al centro dell’accordo quadriennale tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese italiane, siglato nel gennaio 2025 dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e da Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo.

Dal 2025 sono stati organizzati otto incontri regionali incentrati sui vantaggi offerti dalla Zona economica speciale che hanno coinvolto oltre mille imprese, nei quali particolare attenzione è stata riservata alle filiere più importanti del territorio: aerospazio, agroalimentare, automotive, chimica, farmaceutica, moda.

“Oggi finalmente stiamo cambiando la narrazione: il Sud rappresenta una parte della soluzione per la crescita dell’Italia. La ZES Unica sta dimostrando che quando si riducono la burocrazia e l’incertezza, gli investimenti arrivano e generano valore: parliamo di un impatto complessivo da 59 miliardi di euro con ricadute occupazionali per oltre 70 mila posti di lavoro. Il Sud può diventare la piattaforma industriale dell’Italia nel Mediterraneo, ma richiede continuità, infrastrutture, capitale privato e una forte alleanza tra istituzioni, sistema bancario e imprese”, dichiara Emanuele Orsini, presidente di Confindustria.

“La nuova disponibilità di ulteriori 60 miliardi di euro integra la semplificazione delle procedure amministrative, formula vincente di questo strumento normativo, fondamentale anche per le imprese del Nord Italia. La nuova iniziativa si inquadra nel nostro più ampio impegno dedicato anche alle regioni meridionali, a cui dal 2020 abbiamo riservato oltre il 20% delle erogazioni complessive della Banca dei Territori, attraverso il credito, operazioni di finanza straordinaria per le Pmi e rafforzamento su mercati esteri. Oggi rilanciamo un progetto ‘ZES 2.0’ grazie al nostro rapporto consolidato con Confindustria, e grazie alle sinergie con soggetti internazionali che un Gruppo come Intesa Sanpaolo può sviluppare”, aggiunge Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.

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