L’M2M e il futuro di un’agricoltura smart e sostenibile

L’IoT può abilitare lo Smart Farming e un’agricoltura più sostenibile, con maggiori raccolti e migliori margini di profitto. L’opinione di Stefano Nordio, Vice President Europe di D-Link

Pubblicato il 01 Set 2021

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Via via che l’IoT si fa più pervasivo nella nostra vita, cambia anche significativamente il modo in cui agiscono le persone, le aziende e la società in generale. In particolare, il ruolo emergente che la tecnologia sta ricoprendo nel settore agricolo promette un’agricoltura più sostenibile, con maggiori raccolti e migliori margini di profitto. Questo diventa particolarmente rilevante nel momento in cui, secondo le Nazioni Unite, nel 2020, circa 690 milioni sarebbe stato il numero di persone denutrite. Con una popolazione in continua crescita, la domanda di cibo crescerà esponenzialmente e la politica agricola richiederà una riforma radicale.

L’industria del latte non è una vacca da mungere

Nella storia, si è sempre saputo che l’agricoltura è uno dei settori più faticosi e difficili, e questo è vero soprattutto per la produzione di latte. Senza dubbio avrete letto articoli relativi alle condizioni degli allevatori che faticano ad arrivare a fine mese e sono oppressi dalla grande distribuzione, insieme a una serie di altre ingiustizie che subiscono. Questo tipo di situazioni si risolve, di solito, con l’intervento del governo che stabilizza la situazione, dato che i margini sono troppo piccoli se non addirittura inesistenti.

Tuttavia, lo Smart Farming – anche conosciuto come agricoltura di precisione – sta rivoluzionando il mercato. Esso permette infatti agli allevatori di ottimizzare ogni fase dei loro processi, permettendo non solo di ridurre i costi e aumentare quindi i profitti, ma anche di ridurre le emissioni più dannose e mitigare così il loro impatto sull’ambiente e rendendo l’allevamento più sostenibile.

Le storie di successo non mancano. La Smart Farming Initiative in Irlanda lavora soprattutto con i piccoli allevatori su processi particolarmente importanti che riguardano l’utilizzo dell’energia, la fertilità del suolo e l’uso dei macchinari agricoli, per migliorare l’efficienza dei processi. In uno dei loro casi di successo, semplici procedure di ottimizzazione dell’utilizzo delle macchine – come lo spegnimento dei trattori durante i tempi morti e il cambiamento della pressione delle gomme a seconda delle condizioni meteo e del tipo di terreno – hanno permesso un risparmio di 365 euro.

Si dice che ogni cosa aiuti ed è vero. In totale, quell’azienda agricola ha risparmiato fino a 8300 euro. Ottimizzare e automatizzare i sistemi può portare quindi a risparmi significativi, anche per le aziende più piccole.

Le tecnologie principali nello sviluppo delle Smart Farm

Al cuore dell’agricoltura di precisione c’è la raccolta di dati che provengono da centinaia, migliaia o decine di migliaia di dispositivi, per poi essere analizzati e utilizzati per migliorare i processi decisionali. Tuttavia, la digital transformation delle aziende agricole è ancora agli inizi. Secondo quanto è emerso da un report di Eurostat, infatti, se è vero che le applicazioni agricole sono state adottate da oltre la metà degli intervistati, è altrettanto vero che il loro utilizzo è limitato a mansioni piuttosto elementari, come ottenere le informazioni sul meteo, sul monitoraggio dei raccolti, sulla protezione o la fertilizzazione delle colture. Ma la cosa più importante che è emersa, in una ricerca focalizzata soprattutto sugli allevatori in Germania, è che solo il 18% degli intervistati ha adottato robot per la mungitura, il 2,6% robot di foraggiamento o sistemi automatici di foraggiamento e solo lo 0,6% utilizza tecnologie di monitoraggio del peso.

Nonostante tutto ciò, quando si guarda al futuro prossimo, e in particolare ai prossimi 10 anni, il 49% degli intervistati si aspetta di poter utilizzare trattori automatici, il 45% i droni agricoli e il 43% robot autonomi nei campi. Ma se consideriamo che metà degli intervistati doveva ancora adottare applicazioni agricole ai tempi dell’intervista, ciò suggerisce che gli standard attuali della raccolta e dell’analisi dei dati si basino ancora su sistemi molto tradizionali e, a volte, anche solo sulle sensazioni degli agricoltori.

Inoltre, il gap tra i dati che gli agricoltori stanno attualmente raccogliendo dall’agricoltura di precisione e quelli a cui si aspettano di avere accesso nei prossimi dieci anni sembra assai ampio. Per un’azienda agricola più connessa e per ottenere gli obiettivi che si sono posti nel 2030, gli operatori del settore dovranno iniziare a pianificare gli investimenti per i prossimi anni in diverse aree.

I tre elementi chiave che costituiscono il triangolo d’oro dello Smart Farming sono un buon modo per iniziare:

  1. Sensori (o IoT): tutto nell’azienda agricola può essere monitorato attraverso l’utilizzo diffuso di sensori strategicamente collocati per ottimizzare le operazioni. Alcuni esempi possono essere i sensori di pH per misurare l’acidità del suolo, i sensori per la misurazione delle temperature, e quelli per rilevare il tasso di umidità e monitorare un adeguato livello dell’acqua. Tutti questi dispositivi creano dati che possono essere utili per l’analisi.
  2. La rete: tutti questi sensori sono inutili senza una rete in cui unificarli in modo tale che tutti i dati raccolti possano essere trasferiti a un punto centrale (che sia locale o su cloud). Il 5G e le tecnologie correlate vedranno senza dubbio una crescita significativa nel settore agricolo, soprattutto in connessione con lo sviluppo dei droni agricoli e dei trattori automatici.
  3. Analisi dei Big Data: i sensori creano miniere di dati tutti i giorni che devono essere analizzati affinché possano produrre insight capaci di guidare le azioni. Per esempio, per effettuare il campionamento del suolo un sensore di pH può rilevare per mesi, o anche per anni, che in una specifica area di un campo l’alcalinità è troppo alta e quindi non sarà adatta alle colture. Tuttavia, aggiungendo un po’ di calcare in quell’area, il pH può essere elevato a livelli che possono essere adatti per la coltivazione.

Identificare le principali tecnologie per la connettività

Di questo triangolo aureo, l’investimento nel miglioramento della rete e della connettività è forse il prioritario. I sensori esistono, come anche i software per analizzare i dati, tuttavia, eventuali gap nella copertura e nella qualità della rete possono minacciare lo sviluppo dell’agricoltura di precisione. Questi sensori e dispositivi richiedono infatti grandi quantità di risorse e velocità dei dati, con poca tolleranza per i tempi di latenza. Via via che la quantità dei dati cresce, anche il 4G arriva al suo limite.

La più recente tecnologia 5G è pronta a rispondere alla crescente domanda di dati. È il cambiamento di cui le reti hanno bisogno e sta permettendo alle aziende agricole automatizzate di diventare realtà più diffuse. È anche sempre più importante per abilitare l’infrastruttura edge all’interno della quale l’elaborazione può avvenire sul dispositivo invece che in remoto via cloud, il che taglia i tempi di latenza e si sta già rivelando essenziale per macchinari come i trattori automatici. Inoltre, con l’introduzione della comunicazione a due sensi e grazie a un miglior livello di precisione i dati possono essere condivisi in modo più veloce e efficiente. Nel frattempo, un processo decisionale più spedito ed efficace, basato su dati sempre nuovi, migliorerà le performance, la produttività e incrementerà la produzione.

Via via che il numero di dispositivi IoT cresce, diventa più importante che mai abbassare il tempo di latenza e mantenere una connettività continua. La gamma di soluzioni di connettività M2M firmate D-Link permette alle machine di connettersi a Internet in maniera sicura, e con supporto WAN e Dual-Sim per il failover, al fine di garantire una connessione costante, mentre la soluzione D-Link Edge Cloud (D-ECS) offre funzionalità di gestione essenziali per ottimizzare la connettività cellulare di una vasta gamma di dispositivi M2M e IoT, importantissimi in uno scenario di agricoltura di precisione per avere tutto sotto controllo, via via che le operazioni si moltiplicano e diventano sempre più complesse.

L’agricoltura di precisione promette molto, soprattutto in termini di incremento della produzione per soddisfare le esigenze nutrizionali di una popolazione in crescita e per mantenere la sostenibilità a lungo termine. Se davvero riuscirà a mantenere queste promesse dipenderà da molti fattori, uno dei quali è la connettività di nuova generazione, soprattutto M2M. La prossima decade sarà interessante, con molte novità in vista nel settore agricolo, molte delle quali saranno basate sullo sviluppo continuo e diffuso dell’M2M e su come le policy faciliteranno il suo utilizzo in tutto il mondo.

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Stefano Nordio
Stefano Nordio

Vice President Europe

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