Storie di ordinaria… efficienza

Capita spesso di vedere che la mancanza di dati di monitoraggio sul funzionamento di un dispositivo, per esempio un motore elettrico, finisca per creare dei problemi. Infatti, anche in presenza di normale manutenzione programmata, eventi imprevisti (anche minimi) che vadano a far lavorare il motore al di fuori dei suoi parametri ottimali possono a lungo andare provocare il guasto del dispositivo, portando a conseguenze talvolta anche gravi sulla produzione.

Ma se lasciar guastare un motore non avendo dati sul suo funzionamento è grave, ancora più grave è lasciare che ciò accada quando siamo in possesso di informazioni precise sul comportamento del dispositivo, e magari abbiamo anche già ricevuto qualche allarme sulle condizioni di lavoro non ottimali dell’apparecchio. Non intervenire, sapendo cosa sta per accadere, è follia.

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I casi della vita

Eppure sì, può succedere anche nelle migliori famiglie. Tanto è vero che stava per succedere anche ai nostri colleghi di ABB. Infatti, dopo aver trascurato per alcuni mesi gli alert da “semaforo giallo” inviati dallo SmartSensor installato sul motore di un sistema per il trattamento dell’aria, un bel giorno si sono decisi a prestargli attenzione… per scoprire che il semaforo era diventato rosso. Un intervento di emergenza ha poi risolto il problema prima che il motore si guastasse, ma siamo sicuri che la squadra di manutenzione non ignorerà più gli allarmi in arrivo dagli SmartSensor.

Anche perché questi dati, per la loro completezza, se correttamente analizzati ci forniscono informazioni che vanno oltre al semplice “stato di salute” di un motore.

Vedere oltre

Una dimostrazione di questa affermazione è un fatto successo in un’azienda di processo nella quale era in funzione un macchinario che genera per sua natura vibrazioni (pensate per esempio a un vaglio meccanico, o a un miscelatore). Dopo una revisione, sulla macchina è stato installato un nuovo motore dotato di Smart Sensor, il quale ha ovviamente subito rilevato la situazione di stress dovuta alle vibrazioni, a livello di alert giallo.

A questo punto, era necessario valutare i dati raccolti dal sensore, per ridefinire i livelli da usare come soglie di allerta. Ma durante l’analisi condotta da ABB, i dati rivelarono qualcosa di anomalo: pur aspettandosi (in presenza di vibrazioni) valori anomali su vari parametri, quelli che controllavano il livello di stress sui cuscinetti erano insolitamente alti, anche se teoricamente nella norma.

Questo suggeriva che ci fosse qualche anomalia alla macchina. E infatti, una volta eseguito un controllo, si ebbe la conferma di un errore. Di quale errore si trattasse lo potrete scoprire guardano il video qui sotto.

Questa storia – come molte altre simili – ha una sua morale: è importante disporre dei dati di funzionamento in tempo reale, ma è ancora più importante saperli interpretare – non per niente ABB offre un apposito servizio cloud che riceve i dati dagli Smart Sensor per analizzarli, interpretarli e inviare ai responsabili della manutenzione gli alert e gli allarmi realmente necessari. E naturalmente, una volta che i dati sono stati raccolti, analizzati e hanno rivelato un’anomalia, arriva il momento di agire. Perché se non si interviene e si lasciano precipitare gli eventi, arrivando al guasto, qualcuno dovrà stendere un report che somiglierà più a una storia di ordinaria follia.

 

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Innovation Post

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