L’economia italiana torna a frenare, Confindustria: “C’è il rischio di un’altra recessione”

Secondo le previsioni del Centro Studi di Confindustria, l’economia italiana rischia una nuova recessione, a causa delle restrizioni imposte per far fronte alla seconda ondata della pandemia. Dopo il rimbalzo del PIL nel terzo trimestre, infatti, ad ottobre si registrano nuovamente segnali di arresto. La preoccupazione per la situazione economica e l’aggravarsi della disoccupazione frena i consumi e il rimbalzo della produzione industriale, con il settore del turismo e dei servizi che registrerà le perdite maggiori

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I dati del CSC rilevano una stabilizzazione della produzione industriale di ottobre (+0,4%) dopo il calo di settembre (-3,2% rispetto ad agosto).

Dopo la fermata di settembre, la produzione industriale si stabilizza ad ottobre: imprese e famiglie preoccupate per le prospettive economiche

Il Centro Studi di Confindustria analizza i dati sulla produzione industriale, che registrano un calo a settembre rispetto ad agosto e una stabilizzazione a ottobre. Ad influire negativamente sulla domanda sono la componente estera e l’aumento della propensione al risparmio delle famiglie italiane, dovuta alle preoccupazioni delle ripercussioni economiche del riaggravarsi della pandemia in Italia e in tutta Europa. Aumenta la preoccupazione anche tra gli imprenditori del manifatturiero, che temono gli effetti dell’emergenza sanitaria sugli ordini e sulla produzione a tre mesi. Visti i dati, il Centro Studi di Confindustria non vede segnali di ripresa economica nel breve periodo.

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Industria 4.0, l’iper ammortamento ha stimolato oltre 25 miliardi di investimenti tra il 2017 e il 2018

Secondo i dati forniti dal Centro Studi Confindustria e Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’iper ammortamento ha favorito investimenti in macchinari e apparecchiature incorporanti tecnologie 4.0 per 10,2 miliardi di euro nel 2017 e 15,2 nel 2018. A fruire maggiormente del beneficio sono state le PMI del manifatturiero. Positivi gli effetti sull’occupazione (+7%).

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Centro Studi Confindustria: “La crisi 2020 potrebbe avere effetti permanenti sulla potenzialità di crescita”

Il 2020 si chiuderà con un calo del PIL del 10%, che porterà il Paese ai livelli di 23 anni fa, mentre nel 2021 ci sarà un recupero del 4,8%, sempre ammesso che la crisi sanitaria sia tenuta sotto controllo. Sono i numeri principali contenuti nel rapporto pubblicato dal Centro Studi Confindustria, che mette in guardia: il forte shock subito dall’economia italiana, sommato all’incertezza sull’evoluzione dell’emergenza sanitaria, “potrebbe avere effetti permanenti sulla potenzialità di crescita”.

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L’iperammortamento ha generato il 16% degli investimenti dell’industria manifatturiera

L’iperammortamento ha stimolato investimenti privati per 7 miliardi di euro da parte delle società di capitali e generato il 16% degli investimenti delle imprese manifatturiere. L’identikit dell’impresa beneficiaria tipica: una PMI manifatturiera del Nord Italia che non aveva mai effettuato investimenti in tecnologie 4.0 prima. Positivo anche l’impatto sull’occupazione, soprattutto sui colletti blu. L’analisi del Centro Studi Confindustria e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Centro Studi Confindustria: a maggio produzione in crescita, ma il secondo trimestre resta in rosso

La produzione industriale mostra a maggio segni di ripresa, ma rispetto al 2018 perde ancora. Resta inoltre basso il livello di fiducia tra le imprese e le famiglie. Sono queste le note salienti che emergono dalle analisi elaborate dal Centro Studi Confindustria sulla produzione industriale.

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