Microsoft: il modello “spam” per prevenire cyberattacchi

Lo stand di Microsoft

Non c’è solo l’attacco tipo Wannacry che mette ko gli impianti di un gigante come Renault. I rischi collegati alla sicurezza informatica per un’azienda possono essere più sottili. “Un concorrente che vuole provocarmi un danno non deve per forza compromettere le reti. Basta che mandi dati sbagliati dalle macchine alle mie piattaforme. Io penso che le macchine stiano lavorando in un modo, invece non è così. La sicurezza del dato è anche sicurezza della comunicazione del dato”. È questa l’indicazione di Massimo De Rosa, responsabile Data platform e Internet of things di Microsoft Italia.

E cybersecurity è una delle parole d’ordine allo stand di Microsoft a Sps Italia, la fiera dell’automazione. L’altra è cloud. “Il cloud è un fattore abilitante, è il futuro”, prosegue il manager, anche se in Italia, ancora indietro sul fronte del cablaggio del Paese, il passaggio alla nuvola non è scontato ovunque.

Massimo De Rosa, responsabile Data platform e Internet of things di Microsoft Italia

Canali di comunicazione

“Quando abbiamo iniziato il viaggio nell’industria 4.0, abbiamo definito che la sicurezza non poteva essere negoziabile. Per questo non abbiamo adottato un protocollo di comunicazione comune come MQTT, perché non lo ritenevamo sicuro”, prosegue il manager.

Il colosso americano ha sviluppato una serie di sistemi per allertare l’azienda dei pericoli intorno alle sue reti. “Abbiamo sistemi che mandano un alert se chi tenta di accedere alle informazioni non è un profilo usuale o se quelle informazioni non possono essere disponibili per il suo ruolo. O ancora: abbiamo sistemi che identificano la sequenza delle operazioni e, se non è lecita, lo segnalano”, spiega De Rosa.

Il principio di funzionamento è lo stesso dello spam in una casella e-mail. “Il principio di machine learning è identico – osserva il manager -. Riconosce degli elementi sospetti e li segnala”. L’obiettivo è riuscire ad aumentare la consapevolezza delle imprese sulla cybersicurezza, visto che l’attenzione è ancora bassa.



Avvicinarsi all’IOT

Che l’internet delle cose sia la direzione ormai è chiaro alle imprese. Meno è la strada da prendere, specie se, come succede in Italia, la banda non arriva ancora ovunque. In questo caso Microsoft ha annunciato un mese e mezzo fa Azure IOT Edge, che permette di lavorare con il cloud anche nei momenti in cui si è disconnessi dalla rete. “Abbiamo fatto un esperimento con Maersk, che gestisce grandi navi cargo – spiega De Rosa -. Ogni imbarcazione produce fino a 2 terabyte di dati al giorno, a spesso la connessione è di 6 kilobit”.

Un altro strumento per misurarsi con l’IOT è Azure IOT Central. È un pacchetto completo di operazioni di internet delle cose che possono essere operate con alcuni dispositivi, preselezionati dal Microsoft. Se il dispositivo che l’utente possiede rientra tra quelli indicati, basta collegarlo per avviare in automatico una serie di attività di industria 4.0. “Il tutto – precisa De Rosa – senza dover scrivere codice”.

Luca Zorloni

Cronaca ed economia mi sono sembrate per anni mondi distanti dal mio futuro. E poi mi sono ritrovato cronista economico. Prima i fatti, poi le opinioni. Collaboro con Il Giorno e Wired e, da qualche mese, con Innovation Post.

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