Ansaldo Energia primo Lighthouse Plant italiano: accordo Mise-Regione Liguria

Ansaldo Energia si aggiudica il primo progetto finalizzato di Lighthouse plant italiano, l’unico relativo a un’azienda che ha fabbriche in Italia e proprietà italiana, grazie al quale investirà 14 milioni di euro in un piano triennale di ricerca e sviluppo industriale basato sulle principali tecnologie digitali del Piano Industria 4.0. Un piano che interesserà l’intero processo manifatturiero dei due siti produttivi Ansaldo di Genova.

Grazie all’Accordo di Innovazione tra MISE e Regione Liguria, infatti, l’investimento, oltre agli incentivi previsti dal Piano Impresa 4.0, godrà di un contributo a fondo perduto pari al 25% (20% MISE e 5% Regione Liguria). Si tratta di fondi previsti proprio per la realizzazione di “Impianti faro” con cui il Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente (Cfi) intende agganciare il piano industria 4.0 del governo.


La trasformazione digitale: lo scenario di Ansaldo Energia

La trasformazione digitale di Ansaldo Energia è stata avviata da anni e abbraccia tutti i processi chiave, mantenendo il capitale umano costantemente al centro di un processo che indirizza la tecnologia a supportare un costante miglioramento della sicurezza del lavoro, delle competenze e della qualità delle risorse e della complessiva organizzazione del Gruppo.

“Un cambio di filosofia nato il 20 ottobre del 2005 – ha ricordato il presidente, Giuseppe Zampini – quando, di fatto, impostammo un programma di autonomia e indipendenza tecnologica. In Ansaldo Energia ci sono state, negli ultimi anni, aree di sviluppo digitale rilevanti e oggi è il momento in cui queste cose vengono messe insieme. Un cambio di qualità che è stato reso possibile anche grazie al grado di preparazione delle persone che in azienda lavorano. Oggi, infatti, abbiamo il 38% di laureati e il 45% di diplomati o laureati nel corso intermedio, risorse fondamentali per avviare questo tipo di operazione”.

Quando il digitale incontra la fabbrica tradizionale

“Un progetto importante per Genova, per una sua fabbrica storica – ha spiegato il direttore generale politiche industriali del Mise, Stefano Firpo – che dimostra come le tecnologie digitali possano trasformare anche le industrie più tradizionali. Il primo lighthouse project, inoltre, diventa un grande dimostratore di come le tecnologie digitali, in Italia e nel mondo, stanno trasformando l’industria.


“Questo è un esempio – prosegue Firpo – di come il nuovo paradigma della digitalizzazione del settore manifatturiero si applichi a un’amplissimo ventaglio di settori, anche a quelli più tradizionali. Oggi chiudiamo un progetto molto importante, che abbiamo sostenuto fin dall’inizio, uno dei primi progetti di Impianto Faro finanziati sulla rivoluzione 4.0. Quando ci sono progetti e spirito di collaborazione – conclude – le cose si portano a casa anche in tempi molto rapidi”.

Ecco le fasi del progetto di “Lighthouse Plant”

Il Lightehouse Plant di Ansaldo Energia è un progetto articolato in 8 aree applicative di particolare interesse, ciascuna delle quali prevede lo sviluppo e l’applicazione di tutte le tecnologie previste nel Piano Impresa 4.0, secondo un modello articolato su tre grandi filoni di intervento

  • Le prime 3 aree applicative (Gestione Operativa Produzione, Gestione Operativa Fisica e Gestione Prestazioni Asset Produttivi) permettono di estendere la digitalizzazione su tutte le linee produttive, migliorandone la relativa efficienza e qualità e, al tempo stesso, introducono innovazioni quali lo Smart Tracking di tutti i fattori di produzione e la Predictive Maintenance realizzata attraverso il retrofitting di impianti e macchinari già operativi
  • Le successive 2 aree applicative (Gestione Dati Tecnici e Gestione Dati Qualità e Manifattura Additiva) capitalizzano l’utilizzo delle nuove tecnologie di Big Data in ambito tecnico e di qualità per facilitare la raccolta, l’analisi e l’utilizzo dei dati a supporto delle decisioni e delle azioni delle risorse di fabbrica.
  • Le ultime 3 aree applicative (Smart Safety, Smart Training e Cyber Security) fanno riferimento a processi e applicazioni digitali innovative (realtà aumentata e virtuale, simulazione, interfaccia uomo-macchina semplificate) che, una volta sviluppate e sperimentate in fabbrica, potranno essere replicate – adeguatamente adattate – su altri scenari operativi quali i cantieri dei nuovi impianti.

Nuove tecnologie ma la persona al centro

“L’innovazione che portiamo avanti – sottolinea Luca Manuelli, Chief Digital Officer Ansaldo Energia – è quella di legare a un settore con una produzione piuttosto complessa come quella delle turbine, i vantaggi della tecnologia digitale e, una volta sviluppate nella nostra fabbrica, applicarle anche in altri scenari operativi. La filosofia della trasformazione digitale di Ansaldo Energia è quella di avere il capitale umano al centro del processo di trasformazione. La tecnologia digitale, quindi, diventa strumento per aumentare capacità e competenze del nostro personale, non per sostituirlo”.

Alla formalizzazione dell’intesa hanno partecipato il presidente di Ansaldo Energia, Giuseppe Zampini, il direttore generale del Mise per la politica industriale, la competitività e le Pmi, Stefano Firpo, il governatore della Liguria, Giovanni Toti e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi.

Guarda le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni

 

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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