Iperammortamento, le scadenze di fine anno e la check-list per non sbagliare

di Paolo Gianoglio, responsabile del progetto Industria 4.0 in Icim

La legge di bilancio 2018 prevede che siano agevolabili con l’iperammortamento i beni che soddisfano determinati requisiti e che siano acquisiti nel corso del 2017 oppure entro il 31/12/2019 a condizione che entro la data del 31/12/2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

In vista della scadenza di fine anno è quindi opportuno che ogni impresa che ha in corso investimenti in Industria 4.0 valuti con attenzione:


  • di avere a disposizione una conferma d’ordine da parte del fornitore; se possibile richiedere che sia inviata a mezzo PEC al fine di testimoniarne la data certa.
  • di avere effettuato pagamenti in relazione all’effettivo valore finale del bene; se si prevede che il valore finale possa variare (varianti in corso d’opera per impianti, accessori non previsti in precedenza, ma anche possibili variazioni di cambio etc.) è opportuno che gli anticipi versati siano superiori alla soglia minima del 20%, per evitare che la condizione non possa essere soddisfatta se il valore del bene dovesse crescere rispetto al previsto.
  • eventuali ritardi nella consegna di beni attesi entro il 31/12/2018. In questi casi è bene verificare che le due condizioni di cui sopra siano soddisfatte, anche se il ritardo dovesse essere di pochi giorni.
  • Per i beni realizzati mediante contratto d’appalto, il relativo contratto di appalto risulti sottoscritto da entrambe le parti e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo complessivo previsto nel contratto.
  • Nel caso di acquisti in leasing provvedere alla sottoscrizione (da entrambe le parti) del contratto e, in luogo dell’anticipo, al versamento di un maxi-canone di importo pari almeno al 20% della quota capitale.

Su quest’ultimo punto, la Risoluzione 24/10/2017 n. 132 dell’Agenzia delle Entrate prevede che l’impresa possa decidere di acquisire il bene tramite leasing successivamente alla data del 31/12/2018. In questo caso l’azienda:

  • Avrà effettuato l’ordine entro il 31/12/2018, accettato dal fornitore, e versato l’anticipo pari ad almeno il 20%.
  • Potrà stipulare dopo la data del 31/12/2018 un contratto di leasing, compensando l’anticipo versato con il maxicanone, oppure ricevendo la restituzione dell’acconto e corrispondendo alla società di leasing un maxicanone in misura almeno pari al predetto acconto, inserendo nel contratto di leasing stesso il riferimento all’ordine originariamente effettuato al fornitore del bene.

La proroga al 2019-2020

Per le imprese che invece non hanno ancora definito compiutamente gli investimenti da effettuare nel 2019 o ipotizzano tempi di consegna più lunghi, oltre il 31/12/2019, è bene ricordare che la proposta di proroga attualmente contenuta nella legge di bilancio in discussione in Parlamento prevede una rimodulazione degli incentivi.

L’aliquota del 250% sarà applicata solo per la quota di investimento complessivo fino a 2,5 milioni di euro; tra 2,5 e 10 milioni si applicherà l’aliquota del 200%, mentre tra 10 e 20 milioni l’aliquota scenderà al 150%. Nessun beneficio per la quota che eccede i 20 milioni.

In termini pratici, alcuni esempi:

Anche con la rimodulazione l’iperammortamento risulta quindi un incentivo particolarmente significativo.

Opportuno sottolineare che la proposta di legge chiarisce che le nuove aliquote non si applicano per beni ordinati entro il 31/12/2018 (a condizione che sia stato effettuato il pagamento di un anticipo pari almeno al 20%) purché consegnati entro il 31/12/2019.

Il nodo dell’interconnessione

Infine, nelle decisioni di investimento è opportuno ricordare che la circolare 4/E del 30/3/2017, alle pagine 66 e 67 specifica in modo chiaro e inequivocabile che il beneficio dell’iperammortamento spetta – per gli investimenti conformi effettuati entro il 31/12/2018 (o sotto determinate condizioni entro il 31/12/2019) – solo dopo l’avvenuta interconnessione.

Tale interconnessione non deve avvenire entro tempi prestabiliti. La relazione illustrativa al disegno di legge di bilancio 2017 precisa che il “ritardo” nell’interconnessione (conseguente, ad esempio, alla complessità dell’investimento) non è di ostacolo alla completa fruizione dell’iper ammortamento, ma produce un semplice slittamento del momento dal quale si può iniziare a godere del beneficio.

Gli effetti pratici di questa decisione del legislatore sono tutt’altro che trascurabili. Spesso le imprese che visitiamo dedicano poco tempo a esaminare i flussi informativi che devono transitare verso le macchine e dalle macchine verso il sistema informativo di fabbrica, dedicando l’attenzione agli aspetti meramente tecnologici. La “fretta” di interconnettere può diventare cattiva consigliera, può portare a non valutare la situazione in modo organico, replicando in digitale modelli organizzativi non ottimali, con flussi e processi che meritano di essere ripensati.

La digitalizzazione (fosse anche di una sola macchina) deve essere un’occasione per ripensare se l’organizzazione di fabbrica è adeguata al mercato di riferimento e per valutare se non si può fare di meglio. Inutile (e spesso dannoso) correre per “interconnettere” la macchina se prima non abbiamo capito quali e quanti sono i dati utili ed essenziali per rendere più efficienti, rapidi, flessibili i processi.

“Interconnessione” non è solo un problema di linee dati da tirare, velocità di banda, bit e byte. È innanzitutto un problema di strategia, di modello di business, e come tale meriterebbe di essere trattato, con la giusta pianificazione, il coinvolgimento del vertice aziendale e i corretti tempi per essere realizzato.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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