Istat, dopo la produzione calano anche gli ordini: l’industria frena la crescita

Dopo i dati allarmanti sulla produzione industriale, resi noti nei giorni scorsi, Istat completa il quadro della situazione industriale italiana con i numeri del fatturato e degli ordinativi. Numeri che restano sostanzialmente stazionari e che, di conseguenza, confermano una tendenza al rallentamento della crescita che, in questo caso, è dovuto principalmente alla debolezza della domanda interna. 

La dinamica congiunturale del fatturato – spiega Istat – riflette un leggero aumento del mercato interno (+0,1%) e una variazione nulla di quello estero. Per gli ordinativi, invece, la flessione congiunturale è la sintesi di una contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-1,1%) e di un incremento di quelle provenienti dall’estero (+1,1%).

Ordini e fatturato, ecco i numeri di novembre 

Secondo le stime dell’istituto di statistica, a Novembre il fatturato dell’industria vede un lieve aumento in termini congiunturali (+0,1%), che arriva, però, dopo la flessione dello 0,5% del mese precedente. Numeri che permettono, comunque, di mantenere, per quanto riguarda l’indice complessivo, lo stesso livello dei tre mesi precedenti. 

Discorso più preoccupante, invece, per gli ordinativi, che, se nel confronto con ottobre segnano solo una lieve una diminuzione dello 0,2%, vedono però un calo ben più consistente (- 1,2%) se andiamo ad analizzare la media dell’ultimo trimestre, rispetto ai tre mesi precedenti.

Corretto per gli effetti di calendario, quindi, il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,6%, con una flessione dello 0,4% sul mercato interno e un incremento del 2,5% su quello estero. 


Chi sale e chi scende nell’industria italiana

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a novembre gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale dell’1,9% per i beni strumentali e una riduzione dell’1,0% sia per i beni di consumo che per i beni intermedi.

Per il comparto manufatturiero, il settore del coke e dei prodotti petroliferi raffinati registra la crescita tendenziale più rilevante (+13,5%), mentre l’industria farmaceutica mostra la flessione maggiore  (-9,7%). L’indice grezzo degli ordinativi, invece, segna un calo tendenziale del 2,0%, sintesi di una marcata diminuzione, del 4,4%, per il mercato interno e di un incremento dell’1,4% per il mercato estero. La maggiore crescita tendenziale si registra nel settore delle apparecchiature elettriche (+27,4%), mentre la diminuzione più marcata si rileva nel comparto dei mezzi di trasporto (-11,2%).

L’analisi di Istat

“L’andamento di fondo del fatturato industriale rimane improntato a una sostanziale stazionarietà – spiega l’istituto in una nota – con un contributo positivo delle vendite di prodotti energetici, al netto dei quali si registra, negli ultimi tre mesi,  un calo congiunturale dello 0,3%. La stabilità del livello delle vendite è il risultato di una tendenza discendente per le vendite interne e di una moderata espansione per quelle dirette all’estero”.


“La dinamica tendenziale del fatturato e degli ordinativi nel corso del 2018 si contraddistingue tuttavia per un progressivo rallentamento della crescita – conclude l’Istituto – con segnali di flessione degli ordinativi nel mese di novembre, determinati in particolare dalla debolezza della domanda interna”.

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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