Senza grandi balzi, senza accelerazioni in avanti, il mercato del Digitale in Italia avanza di buon passo e in maniera piuttosto costante nel tempo, seppure in un contesto economico del Paese che cresce molto meno (e in qualche caso frena fino quasi a fermarsi).

In un contesto del genere, l’incremento del 2,5% registrato dal comparto Digitale può essere considerato quasi un successo, nonostante la Digital transformation in corso avrebbe fatto sperare risultati migliori.

E in attesa soprattutto delle nuove reti 5G, che promettono di portare nuova linfa e un forte slancio a tutto il comparto Digital, dalle imprese al mercato Consumer. Il che però non avverrà prima del 2022-2023, dato che si deve chiudere la fase di sperimentazione, affidata ai vari operatori Tlc, e poi si dovrà creare e sviluppare l’infrastruttura 5G su tutto il territorio nazionale.


Intanto, il giro d’affari del mondo Digitale è trainato innanzitutto da investimenti in CyberSecurity, servizi di Privacy (in testa quelli per il Gdpr), soluzioni Mobili e Cloud, Intelligenza artificiale e Big Data. Ma il numero totale delle aziende Ict nel Paese non cresce, se non in misura minima: erano 103.187 nel 2015, con un incremento dello 0,8% sul 2014, per poi passare a 103.588 nel 2016 (appena +0,4%).

Un mercato da 70,4 miliardi

Se si guarda all’andamento ‘storico’ di questi ultimi anni e dei prossimi, secondo i dati e le analisi di Anitec Assinform, l’associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’Ict, e di NetConsulting Cube, si rileva che nel 2015 il mercato Digitale in Italia era cresciuto dell’1% (per un valore totale di 66 miliardi di euro), nel 2016 l’incremento è stato del 2% (67,2 miliardi), e l’anno successivo del 2,3% (68,7 miliardi). Negli ultimi dodici mesi il settore è invece cresciuto del 2,5% (superando i 70,4 miliardi), e anche per l’anno in corso si stima lo stesso incremento del 2,5% (per un totale di 72,2 miliardi di euro).


Per cogliere crescite ancora maggiori, sempre secondo le stime, si dovrà attendere il 2020, con un passo del +2,8% (e un valore di 74,2 miliardi), e poi nel 2021 si dovrebbe arrivare a un +3,1% (76,5 miliardi). Il tasso medio annuo di crescita tra 2018 e 2021 sarà del +2,8%.

Il mercato Digitale per settori di attività

Guardando ai numeri del 2018, i settori che sono cresciuti di più in attività e fatturato sono quello dei Contenuti e pubblicità digitali (a quota 11 miliardi di euro), e Software e soluzioni Ict (7 miliardi di euro in totale), entrambi con un incremento annuo del 7,7% sul 2017. Ritmo spedito anche per i Servizi Ict, con un +5% in un anno (e 11 miliardi di fatturato), e poi seguono Dispositivi e Sistemi digitali, con un +2,6% (18,8 miliardi di euro).

Una battuta d’arresto, con un -2,7% in un anno, è stata registrata dal comparto Servizi di rete Tlc, che però in valori assoluti guida ampiamente l’intero mercato, con un totale di quasi 22 miliardi di euro di fatturato. E proprio il mondo Servizi di rete Tlc dovrebbe essere tra quelli che beneficeranno di più, negli anni a venire, dello sviluppo delle nuove reti di connessione 5G, che forniranno le infrastrutture abilitanti per la piena Trasformazione Digitale delle imprese e delle città.

Clienti Consumer e grandi aziende guidano la spesa

“Se guardiamo invece al mercato Digitale italiano nel 2018 per segmenti di utenza”, sottolinea Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting Cube, “il primo in valore è quello Consumer, che rappresenta circa il 43% del totale, e cresce dell’1%. Seguono poi le grandi imprese, con un terzo del mercato, e un incremento del 4,3%, le piccole imprese con il 13% del totale, e le medie aziende con un decimo”.

Nel confronto tra 2018 e 2017 per settori di acquisto di prodotti e servizi, sempre secondo le analisi di Anitec Assinform e NetConsulting Cube, il valore di mercato del Digitale nell’Industria è aumentato del 5,2% (a 7,9 miliardi di euro totali), stesso incremento per le Utilities (ma qui il valore complessivo è di 1,7 miliardi), e le Assicurazioni lo hanno fatto crescere del 5,1% (spese per 2 miliardi). Ci sono poi Distribuzione e Servizi, con un +4,9% (a 4,4 miliardi), le banche, che spendono per un +4,6% in un anno (7,5 miliardi in totale), la Sanità, che fa registrare un +4,3% (per un miliardo e mezzo di acquisti).

Seguono Trasporti e viaggi, in cui la spesa in prodotti e servizi digitali è aumentata del 3,9% (a 2,4 miliardi), Tlc e Media, con un +1,7% (8,5 miliardi), Difesa, con un analogo +1,7% (un miliardo di euro), e infine la pubblica amministrazione e gli enti locali, la cui spesa nel Digitale è cresciuta in un anno di appena lo 0,5% (a 1,2 miliardi in totale).

Cyber Security e AI raccolgono più investimenti

“Le principali aree di investimento in soluzioni e servizi Digitali riguardano, nell’ordine, le applicazioni di CyberSecurity e Privacy, servizi Mobili e tecnologie di Artificial Intelligence”, rimarca il presidente di NetConsulting Cube. E poi: “Big Data e soluzioni Cloud, Industria 4.0 e IoT, in parte anche per Smart Working, e in misura per ora ancora minore per sistemi di Realtà aumentata e dispositivi Hi-tech indossabili”.

Secondo Anitec Assinform la fase di discreta e costante espansione rischia però di rimanere un’occasione sprecata: occorre fare in modo che l’industria tradizionale, non ancora particolarmente evoluta dal punto di vista tecnologico, agganci in pieno la Trasformazione digitale. Se ciò accadrà l’innovazione sarà un volano di crescita e sviluppo, ma quello che manca ancora è innanzitutto una politica industriale per il digitale di ampio e lungo respiro: basta considerare quel che è successo con il Piano nazionale Industria 4.0, che quest’anno ha meno del 50% delle risorse rispetto a un anno fa.

Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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