Competitività, le priorità e le proposte delle imprese manifatturiere europee

La corsa globale all’innovazione si fa sempre più serrata. È una corsa a chi crea e sviluppa di più nuove soluzioni Hi-tech, in tutti i campi di attività, è una corsa anche contro il tempo, e contro una concorrenza molto agguerrita.

L’Europa deve competere con altri colossi come America e Cina, innanzitutto, e il nuovo ciclo politico che nasce dalle ultime elezioni europee a Bruxelles e Strasburgo è anche l’occasione per una nuova partenza, per avviare nuovi progetti e fasi di sviluppo.

Per questo BusinessEurope, la federazione delle associazioni di imprese industriali di 35 Paesi europei di cui fa parte anche Confindustria, ha pubblicato il suo Manifesto su ‘Ricerca e innovazione nel nuovo ciclo politico europeo’, che definisce le priorità e proposte di Business, per le aziende e le economie europee, per guidare la corsa all’innovazione a livello mondiale.


Il documento presenta 30 misure e proposte concrete, per il nuovo ciclo politico dell’Unione europea, basate sui contributi delle associazioni imprenditoriali nazionali, e su un’indagine tra 130 aziende continentali di ogni dimensione e attività.

Le quattro priorità

Tanto per cominciare, secondo l’analisi di BusinessEurope, per rafforzare ulteriormente il proprio potere di innovazione, l’Europa deve progredire nei seguenti quattro settori prioritari.


Primo: occorrono maggiori investimenti pubblici Smart; ad esempio, destinando almeno 120 miliardi di euro per il progetto Horizon Europe, accorciando e snellendo le tempistiche operative.

Secondo: promuovere regolamenti e procedure adeguati all’innovazione; ad esempio, quadri di sperimentazione per testare le innovazioni in un ambiente reale.

Terzo: sviluppare il personale qualificato; ad esempio, attraverso più dottorati industriali universitari e post-universitari.

Quarto: sviluppare maggiore collaborazione tra territori, Paesi, imprese; ad esempio, con Cluster di innovazione tra aziende, Startup, università e organizzazioni di ricerca.

“Le aziende europee sono all’avanguardia tecnologica in diversi settori industriali strategici, ma va osservato che a livello globale siamo molto più veloci nell’inventare e portare sul mercato nuove soluzioni oggi rispetto a pochi anni fa. Questo è senza dubbio un fattore positivo, che va portato avanti e sostenuto dai vari attori coinvolti”, rileva Markus Beyrer, direttore generale di BusinessEurope.

Che sottolinea: “La corsa globale all’innovazione si intensifica, ed è per questo che l’Europa deve aumentare la sua politica di innovazione nei prossimi cinque anni. Le nostre analisi e cifre mostrano che nove imprese su dieci prevedono di aumentare gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione nell’Ue nel prossimo quinquennio. Allo stesso modo, un’analoga quota di imprese prevede di aumentare gli investimenti al di fuori dell’Europa”.

Un ‘pacchetto’ di misure per l’innovazione

Lo scenario indica che dal 2000 in poi, 24 Paesi a livello internazionale hanno istituito agenzie nazionali per l’innovazione. In Cina, gli investimenti industriali in attività di ricerca e sviluppo sono in rapida crescita: +20% tra il 2017-2018, rispetto al solo +8% nell’Ue, e al +9% negli States.

La sfida principale è quindi quella di definire quali misure incentrate sulla Ricerca e Sviluppo dovrebbero essere considerate prioritarie nell’ambito del nuovo ciclo politico europeo”, fanno notare gli analisti di BusinessEurope, “al fine di rafforzare ulteriormente l’ecosistema dell’innovazione all’interno dell’Ue”. E osservano: “l’innovazione avviene se gli attori coinvolti sono in grado di concepire, progettare, sviluppare e fornire prodotti innovativi, soluzioni, e servizi. L’innovazione è l’1% di idee, e il 99% di duro lavoro”.

Con queste prospettive, il direttore generale di BusinessEurope rimarca: “sulla base della nostra ampia consultazione tra le associazioni imprenditoriali europee, e di un sondaggio aziendale realizzato Ad hoc, proponiamo 30 raccomandazioni per il nuovo ciclo politico dell’Unione europea. Siamo fiduciosi che queste raccomandazioni renderanno l’Europa ancora più attraente per gli investimenti privati nella ricerca e nell’innovazione”.

Queste 30 proposte concrete vanno dal ripensare le modalità di concessione e gestione dei finanziamenti europei dedicati, a stabilire ‘missioni’ e obiettivi concreti da raggiungere; dal sostenere programmi di sviluppo nazionali, come il Piano Impresa 4.0 in Italia, a sviluppare linee guida per l’istruzione digitale primaria e secondaria; da interventi di politica industriale a quelli per l’occupazione secondo nuovi Skills e profili professionali.

“Sarà anche importante sviluppare un approccio europeo e una visione condivisa per le infrastrutture tecnologiche a sostegno dell’industria e per la diffusione della tecnologia”, propongono gli analisti del settore: “con la sola eccezione dell’offerta esistente di Digital Innovation Hub in vari Paesi europei, non esiste invece un’offerta per le imprese, le Pmi, le Startup, le Mid-caps ma anche le grandi imprese, per ottenere l’accesso a servizi e impianti condivisi di nuove infrastrutture tecnologiche. C’è insomma molto da fare, e insieme, a livello europeo, nel campo dell’innovazione per le imprese”.

Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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