SmartFactory-KL verso livelli di automazione sempre più avanzati

Dare forma industriale alla ricerca sui livelli più avanzati di automazione e presentarla alla prossima Hannover Messe. In altre parole: spingersi in avanti verso il cosiddetto livello di automazione 5, quello che non richiede attenzione umana, ma senza raggiungerlo e ricordando che l’uomo deve poter cambiare in qualsiasi momento una decisione presa da una macchina. E’ questo l’obiettivo di SmartFactory-KL, organizzazione no-profit tedesca nata nel 2005  con una rete di partner industriali e di ricerca (adesso ha 53 membri) per implementare progetti industry 4.0 per la fabbrica del futuro.

Gli obiettivi

“Sappiamo già a quale livello vorremmo arrivare nel 2025. Le soluzioni che presenteremo ad Hannover sono progettate per essere sviluppate con l’obiettivo di raggiungere il livello di automazione 4 in modo sempre più completo”, spiega Martin Ruskowski, presidente del consiglio di amministrazione di SmartFactory-KL. Intanto, l’organizzazione e i propri partner industriali, suddivisi in gruppi di lavoro, studiano le nuove soluzioni fianco a fianco con un continuo scambio di feedback tra le aule e le fabbriche.

Scelte umane e automazione

Smart Factory-KL si spinge avanti nell’automazione, ma allo stesso tempo mette le scelte umane al centro. Come? “Le persone dovranno essere in grado di cambiare ogni decisione presa da una macchina”, spiega Martin Ruskowski. “Manterremo la responsabilità di ciò che accade nei processi di produzione. Le macchine e l’intelligenza artificiale non possono e non devono assolutamente toglierlo”. “Il livello di produzione 4 unisce intelligenza artificiale, automazione e esseri umani per ottenere i vantaggi a lungo termine di industria 4.0”, aggiunge Andreas Huhmann, consulente strategico per Connectivity + Networks in Harting Technology Group e membro del consiglio di amministrazione di SmartFactory-KL. “Abbiamo scelto questo nome per rimarcare il fatto che lo sviluppo di industria 4.0 passa solo da una combinazione tra intelligenza umana e artificiale”, sottolinea Huhmann.

Supportare le persone

I principali paper sul tema classificano i livelli di automazione di un sistema di produzione da 0 a 5 e il livello 5 “non richiede attenzione umana”. “Quello non è il nostro obiettivo”, precisa Ruskowski. “Certo, il lavoro di routine verrà svolto dall’intelligenza artificiale o dalle macchine. Ma le macchine non impareranno mai a provare emozioni, a comprendere o essere creative. La tecnologia deve supportare le persone, non renderle schiave”. Ma, parlando di tecnologie abilitanti, il futuro passa soprattutto da intelligenza artificiale e 5G: “Il 5G è finora l’unica tecnologia wireless in grado di trasportare grandi quantità di dati senza interruzioni in un ambiente industriale”, aggiunge Rukowski.

Cosimo Firenzani

Laureato a Firenze, giornalista a Milano. Collabora da anni con quotidiani e testate web, scrive in particolare di economia e imprese

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