Il Piano Calenda per la ripresa: il ritorno di Impresa 4.0 e le misure per automotive, metallurgia e infrastrutture

Non avendo una rappresentanza parlamentare – questa almeno la ragione formale – il movimento politico Azione non figura tra gli invitati agli Stati Generali dell’economia organizzati dal Governo che si aprono sabato a Roma e che terranno banco per tutta la prossima settimana. Ma naturalmente Carlo Calenda, il fondatore del nuovo movimento che idealmente siede all’opposizione dell’attuale governo giallo-rosso, non ha voluto far mancare il proprio contributo al momento di confronto e ascolto che il Governo ha voluto organizzare con attori del mondo economico, politico e sociale.

L’ideatore del piano Industria 4.0 ha quindi messo nero su bianco un documento di proposte che abbracciano tutte le aree su cui si concentrerà il dibattito: fiscalità ed incentivi, bilancio, credito, ammortizzatori e politiche sociali, PA, giustizia civile e semplificazioni fiscali e poi una serie di politiche verticali per alcuni settori strategici come automotive, turismo, retail e commercio, moda, infrastrutture, metallurgia, energia e ambiente e spettacolo.

Il ritorno del piano Impresa 4.0

Per quanto riguarda il capitolo fisco, la proposta di Calenda è di sostituire tutte le misure a fondo perduto del Decreto Rilancio con un’unica misura, cioè la “restituzione sotto forma di contributo a fondo perduto del II° acconto di novembre 2019 dell’IRAP e dell’IRES e la conferma della cancellazione del versamento del saldo 2019 e del I° acconto 2020 dell’IRAP alle imprese che attestano di aver subito una riduzione dell’attività economica causa Covid”.

Per la parte incentivi – la più attesa dai sostenitori dell’ideatore del piano Industria 4.0 e della sua evoluzione in Impresa 4.0 – Calenda propone:

  • ripristino integrale dell’iperammortamento e del superammortamento del Piano Impresa 4.0 con aliquote indifferenziate per dimensione degli investimenti ed estensione ad almeno tre anni del periodo di validità degli incentivi;
  • ripristino e rafforzamento di tutti gli altri elementi del Piano originario;
  • inclusione tra gli investimenti ammessi nel Piano Impresa 4.0 di quelli legati all’economia circolare, alla decarbonizzazione, all’innovazione ambientale e alle tecnologie abilitanti lo smart working.

E poi:

  • introduzione di un rendimento ACE del 7% sui nuovi apporti di capitale effettuati nel 2020-2021;
  • eliminazione del limite dei 5 milioni di euro di ricavi per l’accesso ad ogni misura del Governo che attualmente preveda tale limite.

Una proposta forte insomma, ma neanche troppo distante da quella contenuta nel Piano Colao e – mutatis mutandis – anche alle idee allo studio del Ministero dello Sviluppo Economico che dovrebbero poi diventare il Piano Impresa 4.0 Plus, come ha detto il premier Giuseppe Conte.

Le altre proposte di Calenda

Le proposte, come dicevamo, abbracciano anche numerose altre questioni. Sul capitolo Lavoro e Istruzione la proposta prevede il ripristino “dell’ordinamento pre-Decreto Dignità in materia di contratti a termine”; la “riduzione del 10% del costo del lavoro per le imprese che non licenziano nei 24 mesi successivi al blocco dei licenziamenti”; il “potenziamento ITS con target 100.000 studenti e rifinanziamento Digital Innovation Hub e Competence Center”.

Ci sono poi poi misure di sostegno al credito: si va dall’idea di una “garanzia statale diretta sui finanziamenti bancari non garantiti al 100%, eliminando ogni tipo di intermediazione pubblica (SACE) oggi in vigore” all’introduzione della “cedibilità dei crediti d’imposta alla BEI (Banca Europea degli Investimenti) in via diretta o intermediata”.

Nel capitolo dedicato a ammortizzatori e politiche sociali si propone l’introduzione di “permessi retribuiti con anticipazione bancaria per supplire ai ritardi della Cassa Integrazione in Deroga” e la “sostituzione del Reddito di Emergenza con l’utilizzo dei fondi UE (c.a. 6,7 mld/€) utilizzabili senza cofinanziamento nazionale da distribuire ai Comuni per interventi di edilizia scolastica e politiche sociali”.

Il “piano Calenda” prevede anche la “sostituzione del Reddito di Cittadinanza (RDC) con il Reddito di Inclusione (REI) e il conseguente licenziamento dei navigator”, l’utilizzo dei “fondi SURE per piani di riqualificazione professionale dei lavoratori in cassa integrazione”.

Tra le semplificazioni fiscali, l'”applicazione del rito del lavoro, debitamente adattato, a tutte le cause civili monocratiche, sia nella fase di primo grado sia in fase in appello”, il blocco dell’esecutività degli accertamenti tributari per l’anno 2021, in modo da concedere maggiore respiro alle imprese che si vedessero anche colpite da un accertamento tributario, l’estensione alle medie imprese dell’accordo preventivo sulle tasse da pagare.

Le misure per automotive, metallurgia e infrastrutture

Una cura speciale, che si aggiunge ai provvedimenti orizzontali fin qui esaminati, andrebbe dedicata ad alcuni settori strategici come automotive, turismo, retail e commercio, moda, infrastrutture, metallurgia, energia e ambiente e spettacolo. Per tutti si prevede una “Fast track” per le garanzie. Qui di seguito vediamo le misure proposte per automotive, infrastrutture e metallurgia. Per le altre vi rimandiamo al documento ufficiale.

Per l’automotive Calenda propone “un miliardo di euro per incentivi alla rottamazione proporzionati alla classe ambientale di partenza per la transizione verso motori euro 6, ibridi ed elettrici”, nonché la “detraibilità totale dell’IVA su acquisti almeno euro 6 di auto aziendali o di partite IVA, aumentando il tetto della deducibilità a 50.000 euro sul modello dell’Ecobonus” e “aumentare le infrastrutture di ricarica presenti sul territorio (standard e fast-charge) aumentandone il rapporto da 0,9/100km a 7/100km (rapporto della Germania)”.

Per la metallurgia le proposte prevedono

  • Incentivazione all’acquisto del rottame ai fini del processo di decarbonizzazione e circolarità dell’industria siderurgica
  • Incentivazione fiscale sullo scrap burden finalizzata a trattenere in Europa il rottame prodotto.
  • Compensazione finanziaria dei costi di CO2 indiretti prevista da Direttiva Comunitaria UE (Dir. 2003/87/CE)
  • Garantire la continuità delle misure su Interrompibilità, Interconnector ed Energivori per agevolare la gestione del sistema elettrico
  • Rafforzamento certificati bianchi

Quanto alle infrastrutture si propone la semplificazione del Codice Appalti, l’abrogazione delle linee guida ANAC, la nomina dei commissari straordinari per le Opere Prioritarie, l’introduzione di incentivi diretti all’offerta per la Banda larga su distretti industriali in aree grigie, la revisione del reato di abuso di ufficio, l’accelerazione progetti di metropolitane, tram, piste ciclabili previste da PUMS delle Città Metropolitane.

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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