Contributi sugli investimenti in economia circolare: domande dal 5 novembre 2020

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sono disponibili tutti i dettagli del decreto attuativo firmato lo scorso 11 giugno dal Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli per i contributi sugli investimenti in economia circolare, come avevamo anticipato qui.

Con l’obiettivo di “favorire la transizione delle attività economiche verso un modello di economia circolare, finalizzata alla riconversione produttiva del tessuto industriale”, il decreto definisce “criteri, condizioni, procedure” per accedere alle agevolazioni di progetti di ricerca e sviluppo “finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse”.

Le risorse disponibili (stanziate col Decreto Crescita) sono in totale 210 milioni di euro, ma al momento ne vengono sbloccati 140 (100 per la concessione di finanziamenti agevolati tramite il Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e 40 per contributi diretti tramite il Fondo Sviluppo e Coesione). Gli ulteriori 70 milioni (20 per contributi e 50 per finanziamenti agevolati) “potranno essere resi disponibili”. Il 60% delle risorse è vincolato annualmente al sostegno dei programmi proposti dalle PMI e dalle reti di imprese. All’interno di questa quota un 25% è riservato alle micro e piccole imprese.

La quota di contributo sulle spese è così articolata:

  • 20% per le micro e piccole imprese e per gli Organismi di ricerca
  • 15% per le medie imprese
  • 10% per le grandi imprese

Il finanziamento agevolato (erogato da CDP) invece copre il 50% delle spese dei progetti di economia circolare, ma è concedibile solo in presenza di un finanziamento bancario associato concesso da una banca (a tasso di mercato), che deve coprire almeno il 20% delle spese. Il finanziamento che riunisce queste due erogazioni (regolato da un unico contratto) deve durare tra 4 e 11 anni (con periodo di preammortamento di massimo 8 anni).

I beneficiari

Le agevolazioni sono dirette a diverse categorie di imprese. In particolare:

  • attività industriali dirette alla produzione di beni o di servizi (comprese le imprese artigiane di produzione di beni)
  • attività di trasporto per terra, per acqua o per aria
  • imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale
  • imprese che svolgono prevalentemente attività ausiliarie nei confronti delle imprese sopra menzionate
  • Centri di ricerca

Questi soggetti possono presentare progetti anche congiuntamente o con Organismi di ricerca (università, agenzie per il trasferimento tecnologico, intermediari dell’innovazione ecc.), tramite contratti di rete, consorzi o accordi di partnerariato, indicando il capofila. Gli ulteriori requisiti (iscrizione al registro delle imprese, regime di contabilità ordinaria ecc.) sono contenuti nel testo del decreto attuativo (disponibile in PDF in fondo all’articolo).

Dato che le agevolazioni consistono anche in finanziamenti agevolati concessi da una banca, i soggetti proponenti devono aver ricevuto da essa una valutazione positiva del merito di credito.

I progetti

I progetti devono prevedere “attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti”. La condizione è sviluppare le tecnologie abilitanti fondamentali contenute nell’allegato 1 (disponibile nel testo del decreto in fondo all’articolo). In particolare le attività devono riguardare:

  • innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un’ottica di economia circolare o a “rifiuto zero” e di compatibilità ambientale (innovazioni eco-compatibili)
  • progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime
  • sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua
  • strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo
  • sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati
  • sistemi di selezione del materiale multileggero, al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri

In generale, i progetti devono presentare “un elevato contenuto di innovazione tecnologica e sostenibilità” ed essere realizzati nell’ambito delle tematiche di cui all’allegato 2.

Ogni progetto deve essere svolto in unità che si trovano in Italia, prevedere spese tra 500.000 e 2 milioni di euro, durare almeno un anno e non più di tre (con possibilità di proroga di 6 mesi). Se il progetto è congiunto, ogni proponente deve partecipare ai costi per almeno 250.000 euro (per le imprese) o per il 10% dell’importo ammissibile (per gli Organismi di ricerca).

Le spese ammissibili (consultabili nel dettaglio nel decreto attuativo), comprendono il personale, strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, servizi di consulenza, brevetti, spese generali, materiali. L’importo minimo per titolo di spesa è 500 euro (Iva esclusa).

Le domande di agevolazione saranno valutate con procedura a sportello. La data di apertura (fissata con il decreto direttoriale del 5 agosto, che include anche le modalità di presentazione delle domande) è il 5 novembre 2020, ma si potrà già predisporre la compilazione telematica a partire dal 26 ottobre 2020. La valutazione verrà svolta da Invitalia (per la parte amministrativa) e da Enea (per la parte tecnico-scientifica). Tutte le informazioni relative alla procedura di richiesta, alla documentazione, alla valutazione e alle verifiche sulle domande di contributo sono disponibili a questo link.

Di seguito è possibile consultare e scaricare in PDF il testo del decreto attuativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 luglio 2020.

DM_11_giugno_2020

 

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

Un pensiero riguardo “Contributi sugli investimenti in economia circolare: domande dal 5 novembre 2020

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.