Rockwell Automation e l’italiana Asem insieme per la digital transformation dell’industria

Dalla recente acquisizione dell’italiana Asem a tutte le novità di prodotto, come l’ultima versione (la quinta) del sistema di controllo (DCS) PlantPAx. Ma anche le storie di successo che hanno caratterizzato gli ultimi mesi in cui la pandemia del Covid-19 ha colpito duramente il business dell’automazione. Sono questi gli argomenti con cui è stata lanciata la nuova edizione di VirtualConnect, l’evento online di Rockwell Automation, la grande multinazionale nordamericana che ha nell’automazione e nella digital transformation il proprio business.

“Durante la pandemia le nostre priorità sono state, da un lato, la sicurezza e la salute dei nostri lavoratori e clienti, dall’altro il mantenimento della business continuity”, spiega Susana Gonzalez, Presidente di Rockwell Automation per l’area EMEA, ricordando che anche nell’emergenza Covid-19 l’azienda è sempre riuscita a dare supporto alle proprie comunità locali. “Siamo anche riusciti a contribuire alla lotta al virus, come nella collaborazione con l’Università di Aalborg (in Danimarca), che ha portato alla realizzazione di un ventilatore polmonare in 17 giorni, un tempo brevissimo. Oppure con l’italiana IMA Group, attiva nel settore del packaging, in tre mesi abbiamo creato macchine in grado di produrre 400 mascherine al minuto”.

La pandemia ha inoltre messo in discussione il modello di business di tutte le industrie globali, oltre ad averle avvicinate alle opportunità date da nuove soluzioni tecnologiche, come il controllo da remoto, ambito in cui i prodotti di Rockwell garantiscono numerose soluzioni. Sopratutto ora che nella “grande famiglia di Rockwell” (come la chiama Gonzalez) è entrata l’italiana Asem, rappresentata durante l’evento da Elia Guerra, Director and export sales manager.

Dall’unione con Asem i nuovi IPC VersaView3600

“Quella tra Asem e Rockwell Automation è un’unione tra due realtà complementari in termini di prodotto, mercato e approccio”, spiega Guerra. Se infatti la clientela di Asem guarda sopratutto al mondo degli OEM (che in Europa si rivolgono principalmente a Italia e Germania), il mercato nordamericano e quello degli end user è una prerogativa dell’azienda d’oltreoceano. “Vogliamo tranquillizzare i nostri clienti: Asem continuerà la propria attività con i propri prodotti”, ha specificato Guerra. “Non ci sarà nessun cambiamento nei servizi di supporto che abbiamo sempre fornito. Quello che abbiamo fatto è portare in un’azienda più grande il nostro portfolio di prima classe”.

Portfolio che include sopratutto gli IPC (Industrial PC), “il cuore dell’industria” come viene definito da Guerra, ricordando che in Asem si dedica un board e un design specifico ad ogni prodotto. Soluzioni hardware ottimali che ora si arricchiscono di software per ogni esigenza (dall’IIoT al remote control) con il contributo di Rockwell Automation. “La flessibilità tipicamente italiana è un nostro punto di forza”, continua Guerra. “Per ogni prodotto pensiamo a quali siano le soluzioni migliori per il cliente tra le migliaia a disposizione, dalla memoria al mass storage, fino alle extension capabilities”.

L’ingresso di Asem in Rockwell Automation ha permesso infatti di estendere l’offerta di hardware per l’Industrial IoT. Da agosto è infatti disponibile VersaView6300, la nuova famiglia di computer industriali Allen-Bradley che garantisce una configurabilità migliorata e promette di fornire un più veloce time-to-market, minori costi e più sicurezza. Il pacchetto include infatti nuove soluzioni nel campo della interazione uomo macchina (HMI) e dell’accesso da remoto IIoT.

Ma non solo: l’acquisizione di Asem ha garantito a Rockwell Automation un centro di eccellenza in ambito Ricerca & Sviluppo che, come si è detto, ha nella customization il suo punto di forza a livello di prodotto, pensato e disegnato per adattarsi al meglio alle specifiche condizioni di ogni ambiente industriale, compresi quelli del food e delle life sciences.

I primi prodotti disponibili sono varie gamme di monitor, box PC, panel PC, thin client e prodotti per la connettività da remoto. “La famiglia di prodotti VersaView beneficia della più recente tecnologia con tutto il patrimonio, la qualità e l’innovazione che Asem ha sviluppato negli ultimi 40 anni”, ha detto Renzo Guerra, CEO e Presidente dell’azienda italiana. “Segna l’inizio di un nuovo capitolo nella storia di Asem, poiché la nostra produzione con base ad Artegna continua a supportare e sviluppare la nostra tecnologia informatica d’avanguardia per l’automazione industriale, sia per i nostri clienti che per i nuovi mercati in tutto il mondo”.

I primi prodotti VersaView 6300 lanciati sono stati i box PC e thin client, soluzioni compatte (non più grandi del palmo di una mano, elemento che li rende i computer industriali più piccoli tra le offerte di Rockwell), durevoli e dal prezzo contenuto. Ovviamente sono tutti compatibili col software ThinManager di Rockwell Automation e possono funzionare con un sistema operativo IoT di Windows 10, garantendo ampia flessibilità di utilizzo.

La nuova versione del DCS PlantPAx

Il 2020 per Rockwell Automation è anche l’anno del lancio della versione 5 di PlantPAx, il sistema di controllo nato ormai più di 10 anni fa (nel 2009 la prima versione). Tra le novità più importanti del DCS le applicazioni firmware native integrate, la riduzione dell’impronta ambientale (meno server e controlli più potenti), la rinnovata cybersecurity, le diagnosi automatiche (che non necessitano di programmazione addizionale: la notifica arriva in modo automatico) e le analytics abilitate.

PlantPAx 5.0 permette di progettare con strumenti più veloci, produrre con flussi di lavoro più fluidi e una migliore integrazione degli skid, sfruttare tecniche di diagnostica che migliorano l’esperienza dell’operatore riducendo al minimo i tempi di fermo macchina e migliorare i processi con tecnologie di analisi e MPC.

Grazie a PlantPAx, come ha sottolineato Alain Hermanns, che in Rockwell si dedica proprio a questo progetto, il sistema di controllo, pur essendo il cuore della produzione, ne rappresenta meno dell’1% del costo.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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