L’Internet of Things alza le vele: i sensori e gli algoritmi di Sensorsail per aiutare la navigazione

Sensorsail, l’IoT al servizio della vela

Migliorare le performance delle imbarcazioni a vela attraverso l’uso delle più sofisticate tecnologie, le stesse che vengono usate quotidianamente in ambito industriale, dotando le vele di sensori in grado di misurare  e poi raccogliere, analizzare e trasmettere i dati per mantenere un controllo costante della prestazione, che è fondamentale nella navigazione a vela. È questo, in breve, il compito di Sensorsail, applicazione sviluppata da Koyré, start-up milanese specializzata nello sviluppo di sensori innovativi (tutti i soci, però, sono appassionati velisti e regatanti), che è stata una delle novità presentate al 60° Salone Nautico di Genova.

Sensorsail permette per la prima volta al mondo di misurare e trasmettere in tempo reale ai sistemi di bordo tutti i dati relativi alle tensioni e ai carichi a cui sono soggette le vele durante la navigazione e di fornire le informazioni necessarie sia ai progettisti sia agli utilizzatori della barca.

In questo modo sarà possibile avere a disposizione tutti gli elementi utili per poi procedere alla scelta, regolazione, manutenzione e sostituzione delle vele. Il risultato finale sarà pertanto una barca più efficiente, duratura e, particolare non trascurabile, anche sicura. Il sistema Sensorsail, sviluppato in logica IoT – Internet of Things, sarà poi potenziato da sistemi di intelligenza artificiale (AI) per l’analisi dei dati.

La rivoluzione dei tessuti smart

L’idea di sviluppare Sensorsail nasce dalla volontà di portare elementi innovativi in un settore in cui la raccolta dati in tempo reale risulta da sempre complessa, sia per le particolari caratteristiche dell’ambiente in cui la sensoristica opera. Per raggiungere questo obiettivo Koyré ha reso più tecnologico un elemento che è da sempre presente nella nautica, e cioè la vela, che diventa il supporto su cui utilizzare una tecnologia dirompente ed al momento poco utilizzata in questo settore: i tessuti smart.

Vela sensorizzata

I materiali tessili smart stanno infatti attualmente diventando il substrato innovativo per un’intera gamma di nuove applicazioni, consentendo la realizzazione di prodotti interattivi.

Ad oggi vengono realizzati prodotti tessili che possono essere considerati veri e propri strumenti elettronici, resi interattivi mediante materiali fibrosi o fibre ottiche. Gli “smart fabric” consentono di implementare diverse funzionalità, riconducibili alla capacità di acquisire informazioni dall’ambiente in cui l’elemento tessile è utilizzato (tessuto ‘sensore’), o reagendo agli stimoli esterni compiendo un’azione (tessuto ‘attuatore’), con la possibilità di misurare i parametri di tipo meccanico, fisico, chimico e biologico dall’ambiente circostante.

Che cosa è Koyré

La startup è stata fondata a Milano, nel 2018, da Marco Caglieris (CEO), Alberto Fusco, Luca Formentini, Mirko Bargolini e Alberto Cantamesse, con l’obiettivo di sviluppare sensori di ultima generazione per la misurazione di parametri fisici (ad esempio pressioni, tensioni, temperature, flussi, accelerazioni) di oggetti, apparecchiature e macchine e la successiva raccolta, analisi e trasmissione a sistemi complessi di gestione. I nuovi sistemi, che adottano tecnologie wireless, permettono infatti di misurare e caratterizzare apparecchiature che oggi non possono essere monitorate con i sistemi tradizionali.

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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