Eurozona, la ripresa arriverà nel secondo trimestre del 2021

Nel quarto trimestre del 2020 l’attività economica nell’area euro è diminuita meno del previsto (-6,6%), ma occorrerà aspettare almeno il secondo trimestre del 2021 per tornare ai ritmi produttivi pre-pandemici: è quanto emerso dai dati Istat sulle prospettive economiche dell’Eurozona.

Economia che continua a mostrare i segni delle restrizioni adottate dai governi nazionali per far fronte alla seconda ondata della pandemia, con il PIL che nel quarto trimestre del 2020 è sceso in misura minore del previsto (-0,7%), grazie al contributo dell’industria, che ha risentito in maniera più lieve delle restrizioni imposte. Contrariamente, le attività legate ai servizi continuano ad essere severamente colpite dalle restrizioni.

A contribuire in misura maggiore al calo del PIL è la contrazione dei consumi privati, che ha registrato una flessione del -3,0%, mentre gli investimenti fissi lordi sono aumentati dell’1,6%.

Analogamente alle misure di contenimento, gli effetti sull’economia sono stati piuttosto eterogenei tra i paesi: in Italia e Francia il PIL è diminuito rispettivamente dell’1,9% e dell’1,4%, mentre in Spagna (+0,4%) e Germania (+0,3%) la ripresa è proseguita, anche se a ritmi inferiori rispetto al trimestre precedente.

Eurozona, i settori più colpiti dalla pandemia

Nei primi mesi dell’anno il settore manifatturiero ha mostrato segnali positivi: a gennaio, la produzione industriale è aumentata (+0,8% rispetto al mese precedente). Francia e Italia hanno segnato gli aumenti più accentuati, mentre in Spagna e Germania la produzione si è leggermente contratta. A febbraio, l’indicatore ESI (che misura la fiducia economica nell’Eurozona) è aumentato, spinto dai miglioramenti registrati nel settore manifatturiero, diffusi tra le
componenti.

Per gli altri settori l’aumento è stato, invece, più contenuto. Le prospettive a breve termine sono molto incerte soprattutto per il settore dei servizi: se, da un lato, l’inizio della campagna vaccinale costituisce un segnale positivo per le aspettative, il peggioramento della situazione pandemica in quasi tutta l’Eurozona verificatosi a marzo ha costretto i governi ad adottare nuovamente misure più restrittive.

Misure che hanno influito negativamente sull’economia dell’Eurozona, anche se secondo le previsioni si tratterà di un impatto transitorio: infatti,  la produzione industriale è prevista segnare un aumento congiunturale dell’1,6% nel primo trimestre 2021, per poi decelerare tra aprile e giugno (+1,2%) quando il tasso di crescita su base annua risulterà superiore al 24% rispetto agli stessi mesi del 2020, quando quasi tutti i paesi dell’area euro si trovavano in uno stato di lockdown.  Nel terzo trimestre del 2021, la dinamica congiunturale registrerebbe un ulteriore miglioramento (+1,3%).

Ritmi di ripresa più lenti per gli investimenti

La ripresa degli investimenti seguirebbe un ritmo più lento: da un lato, la sottoutilizzazione della capacità produttiva e l’elevata incertezza sull’evoluzione della pandemia influenzeranno negativamente le aspettative delle imprese. Dall’altro, si attende un proseguimento della fase di ripresa del commercio internazionale, sostenuta dal deciso rafforzamento dei ritmi produttivi in Cina e negli Stati Uniti.

Conseguentemente, nel primo trimestre gli investimenti fissi lordi manterrebbero un profilo congiunturale debole (+0,2%), per poi accelerare nei due trimestri successivi (rispettivamente +1,5% e +1,9%), beneficiando dell’avvio dell’utilizzo dei fondi del programma Next Generation EU e dell’accelerazione delle campagne di vaccinazione.

I consumi privati dovrebbero diminuire nel primo trimestre (-1,5%) a causa delle nuove misure di contenimento, ma sono
attesi rimbalzare nel secondo e terzo trimestre (+1,8% e +2,9%, rispettivamente). Complessivamente, il PIL è previsto ridursi nel primo trimestre (-0,4%), per poi recuperare sia nel secondo (+1,5%) che nel terzo, dove si attende una crescita del 2,2%.

Eurozona, cresce l’inflazione e l’incertezza sulla fine della pandemia

A gennaio, la variazione annua dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è stata di +0,9%, rimanendo sullo stesso livello di febbraio. Un’evoluzione determinata dall’aumento dei prezzi dell’energia, il venir meno della misura di
riduzione delle aliquote Iva applicata in Germania nel secondo semestre 2020 e dall’aggiornamento della struttura dei pesi di alcune delle componenti dell’inflazione.

Inflazione che nel primo trimestre, dovrebbe attestarsi al +1,1%, per poi salire all’1,8% nel secondo trimestre e al 2,1% nel terzo. Queste previsioni sono legate alle ipotesi che il prezzo del Brent rimanga al livello di 62$ al barile e che il tasso di cambio dollaro/euro sia stabile a 1,21.

Un quadro economico ancora caratterizzato da una forte incertezza, legata da un lato alla campagna vaccinale che prosegue più a rilento del previsto a causa delle difficoltà di reperire le dosi. Dall’altro, l’inizio dell’utilizzo dei fondi del piano Next Generation EU, dovrebbe sostenere la ripresa nell’area euro a partire dal terzo trimestre del 2021. Inoltre, i
segnali di ripresa dell’economia statunitense e cinese costituiscono uno stimolo per la crescita globale.

I rischi al ribasso sono legati alla terza ondata di contagi e al possibile prolungamento delle misure di contenimento, che ritarderebbero la ripresa economica.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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