L’Intelligenza artificiale può aiutare le aziende a misura correttamente la propria impronta ecologica

L’85% delle aziende è interessato a ridurre le proprie emissioni di gas serra, ma solo il 9% è in grado di quantificare le totali emissioni in modo completo: sono questi alcuni dei risultati evidenziati dall’indagine “Use AI to Measure Emissions—Exhaustively, Accurately, and Frequently”, realizzata da Boston Consulting Group (BCG) e da BGC Gamma.

L’indagine, che intendeva analizzare la capacità delle aziende di misurare e ridurre le proprie emissioni di gas serra, ha coinvolto 1.290 dirigenti di aziende (principalmente grandi imprese) che hanno piena o parziale responsabilità decisionale responsabilità in questo senso.

Un sample rappresentativo sia per i settori analizzati  – tecnologia, media e comunicazioni, istituzioni finanziarie, beni industriali, energia, settore pubblico, automotive, consumo, sanità e assicurazioni – che per i Paesi presi in considerazione, vale a dire India, China, Italia, Brasile, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Spagna, Australia, France, Canada e Giappone.


Le aziende misurano le emissioni male e poco frequentemente

I risultati hanno evidenziato che le aziende stanno fallendo nel misurare le emissioni da loro prodotte in modo esaustivo.

L’81% degli intervistati, infatti, omette alcune delle loro emissioni interne (quelle relative alle attività dell’azienda stessa) nel loro rapporto e il 66% degli intervistati non riporta nessuna delle loro emissioni esterne (quelle relative alla catena del valore dell’azienda).

Inoltre, anche le emissioni effettivamente misurate non sarebbero sufficientemente accurate e frequenti. I rispondenti, infatti, stimano un tasso di errore medio dal 30% al 40% nelle loro misurazioni.

A contribuire a questo dato anche la modalità in cui le emissioni vengono misurate: solamente il 22% dei rispondenti, infatti, utilizza processi automatici, mentre l’86% ancora registra i valori manualmente utilizzando fogli di calcolo.

A questo si aggiunge la poca frequenza con cui vengono prese le misurazioni, che rende difficile prendere decisioni basate sui dati, come riporta il 53% degli intervistati.

L’AI aiuta le aziende a fare di più e meglio

A mancare, secondo gli intervistati, sono gli strumenti tecnologici necessari a una misurazione corretta. Solamente il 9% degli intervistati, infatti, dichiara di possedere tutti gli strumenti necessari, mentre il 48% degli intervistati vorrebbe strumenti automatici di calcolo dell’impatto ambientale della propria azienda e il 45% strumenti di misurazione.

A questi si dovrebbero aggiungere strumenti automatici per l’inserimento dei dati e per la creazione di report (per il 39%), strumenti per la creazione di roadmap (31%) e tracking tools (28%).

A fronte di questa situazione, l’indagine ha anche portato alla luce che la volontà di fare di più e meglio c’è. L’85% degli intervistati, infatti, vorrebbe aumentare la copertura del rapporto aziendale sulle emissioni, mentre il 66% spera di poterlo aggiornare annualmente, o anche più spesso.

L’indagine sottolinea, inoltre, che una misurazione efficace e corretta richiederebbe alle aziende nuovi strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale (AI).

L’utilizzo dell’AI porterebbe alle aziende numerosi vantaggi permettendogli, tra le altre cose, di acquisire e riportare automaticamente i dati, calcolare un’impronta di carbonio, eseguire simulazioni, fissare obiettivi, gestire un portafoglio globale di iniziative di abbattimento e altro ancora.

Vantaggi che permetterebbero alle aziende una significativa riduzione della loro impronta ecologica, come spiega Charlotte Degot, Managing Director e Partner di BCG e coautrice dell’indagine.

“I nuovi strumenti supportati dall’AI possono giocare un ruolo cruciale nel portare le aziende al prossimo livello di misurazione e reporting e, in ultima analisi, a riduzioni significative. In infatti, la nostra esperienza ci mostra che l’AI può consentire direttamente la riduzione delle delle emissioni delle aziende fino al 40% attraverso l’identificazione delle migliori iniziative, tracciando i risultati e ottimizzando le operazioni aziendali”.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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