Macchine utensili, boom degli ordini nel quarto trimestre 2021

Nell’ultimo trimestre del 2021 gli ordini di macchine utensili hanno fatto registrare una crescita del 49,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In valore assoluto l’indice si è attestato a 129,1 (la base 100 è relativa ai numeri del 2015). Si tratta del valore più alto mai registrato dall’indice.

Il risultato che emerge dai dati resi noti dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi Per Produrre è stato determinato sia dal positivo andamento degli ordinativi raccolti sul mercato estero, sia dagli ottimi riscontri del mercato interno.

In particolare, gli ordinativi raccolti all’estero sono cresciuti del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice si attesta a 101,5 (sempre considerando come base 100 i valori del 2015).

Sul fronte interno, gli ordini raccolti hanno registrato un incremento del 96,9%, per un valore assoluto dell’indice pari a 243,9.

Un anno molto positivo

Il quarto trimetre chiude un anno – il 2021 – che è stato estremamente positivo sul fronte degli ordinativi, evidentemente spinti anche dai forti incentivi previsti dal Piano Transizione 4.0 che per lo scorso anno erano particolarmente elevati.

Secondo Barbara Colombo, presidente Ucimu-Sistemi Per Produrre, “Il 2021 è stato un anno decisamente soddisfacente per i costruttori italiani di macchine utensili come dimostra l’andamento dell’indice ordini nei 12 mesi, la cui crescita è stata determinata, da un lato, dalla parziale ripresa dell’attività sui mercati esteri e, dall’altro, dalla vivacità della domanda italiana sostenuta, anche, dagli incentivi governativi di Transizione 4.0”.

Su base annua, l’indice degli ordini ha segnato un incremento del 70,1%, per un valore assoluto di 130,4. A fronte di una evidente ripresa dell’attività oltreconfine, che si è concretizzata in un aumento degli ordinativi del 43,6%, per un valore assoluto di 112,7, è cresciuta in modo più che esponenziale la raccolta ordini sul mercato interno risultata pari al 166,6% in più rispetto al dato del 2020, per un valore assoluto pari a 182,7.

Il nodo delle consegne al 30 giugno

“Questa inaspettata crescita di ordinativi, tutti concentrati in un lasso di tempo assai ridotto, abbinata alla grande difficoltà di reperimento di materie prime e componenti elettriche e elettroniche, dovuta all’interruzione delle catene di fornitura specialmente legate al Far East, sta però mettendo a dura prova le nostre aziende che sono costrette a posticipare le consegne dei macchinari ordinati dai clienti, in attesa che giungano i materiali”, spiega Colombo.

Di qui la richiesta – già fatta sul finire dello scorso anno ma al momento rimasta inascoltata – di offrire alle aziende sei mesi in più per le consegne delle macchine ordinate nel 2021, onde non perdere le più alte aliquote di incentivo. “Sic stantibus rebus, i costruttori di macchine utensili potrebbero avere difficoltà nell’assicurare la consegna delle macchine ordinate nel 2021, entro il termine fissato al 30 giugno 2022, scadenza entro la quale il cliente può godere dei benefici fiscali, come previsto dal provvedimento governativo 2021. Per questo chiediamo alle autorità di governo un intervento immediato per allungare, di sei mesi, i termini di consegna dei macchinari ordinati entro la fine dell’anno 2021, spostando la scadenza dal 30 giugno 2022 al 31 dicembre 2022”.

La modifica al provvedimento – spiega Colombo – “non comporterebbe alcun aggravio sulle casse dello Stato, sarebbe invece di grande giovamento per l’intero sistema manifatturiero del paese che, impegnato nel graduale processo di trasformazione digitale, non può certo fermare lo sviluppo in corso, indispensabile per il mantenimento della competitività dell’industria”.

Materie prime e viaggi

Ci sono poi altri due problemi che l’Associazione solleva. Il primo è quello del rincaro dei costi delle materie prime. “Stiamo assistendo all’incremento vertiginoso dei prezzi di materie prime, componenti e energia, incrementi che non possiamo certo ribaltare sui nostri clienti. Per i materiali l’impatto sulle nostre imprese è diretto e dunque devastante; per l’energia, l’effetto diretto è meno problematico, poiché il settore non è classificato certo tra i grandi energivori, ma è ugualmente molto pesante poiché incide sulla nostra filiera a monte e a valle”.

Il secondo punto è quello della burocrazia connessa agli spostamenti all’estero degli operatori. “Nel caso specifico delle macchine utensili, oltre all’attività di vendita, che non può certo essere fatta a distanza, se non per casi eccezionali, vi è quella di installazione e collaudo che richiedono il trasferimento di personale. Purtroppo, però, quarantene, vaccini non riconosciuti da European Medicines Agency (il riferimento è a Sputnik, ndr), tamponi, regole ballerine e non condivise tra paesi, rendono tutta questa attività molto macchinosa. Per questo auspichiamo un intervento delle autorità di governo preposte affinché sia resa più fluida la burocrazia legata a viaggi e trasferte”.

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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